Meningite: rischi maggiori per bambini e adolescenti

Miriam Cesta A cura di Miriam Cesta Pubblicato il 06/02/2020 Aggiornato il 06/02/2020

L'unica arma per difendersi dalla meningite batterica è il vaccino. Consigliato anche a insegnanti, medici e paramedici

Meningite: rischi maggiori per bambini e adolescenti

Le persone più a rischio di contrarre la meningite batterica, ovvero la forma più pericolosa che può avere conseguenze anche molto gravi fino, sono i bambini, gli adolescenti e i soggetti con particolari patologie preesistenti: è dunque a loro che devono essere rivolte le raccomandazioni alla vaccinazione contro questa malattia. A parlarne è Massimo Galli, professore ordinario di Malattie infettive all’Università degli Studi di Milano e past president della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit).

Meningococco, Streptococco e Haemophilus

Tra gli agenti responsabili della meningite batterica ci sono il Neisseria meningitidis (meningococco), lo Streptococcus pneumoniae (pneumococco) e l’Haemophilus influentiae. Il più pericoloso di tutti è il meningococco del quale esistono diversi sierogruppi: i più diffusi sono cinque: A, B, C, Y, e W135 ma il più aggressivo è il meningococco C, che insieme al B è il più frequente in Italia e in Europa.

I vaccini disponibili

Contro la meningite da meningococco esistono tre tipi di vaccino: il vaccino coniugato contro il meningococco di sierogruppo C (MenC); il vaccino coniugato tetravalente, che protegge dai sierogruppi A, C, W135 e Y; il vaccino contro il meningococco di sierogruppo B. Il calendario vaccinale raccomanda fortemente la vaccinazione anti-meningococco C (spesso somministrata in versione “quadrivalente” insieme a A, W135 e Y) nei bambini che hanno compiuto un anno (con un richiamo da adolescenti), oltre che nei ragazzi tra i 12 e i 18 anni, mentre la vaccinazione contro il meningococco B viene raccomandata nel corso del primo anno di vita (3 dosi nei primi sei mesi di vita e un richiamo a 13° mese).

I portatori sani

Nella maggior parte dei casi le persone si autoimmunizzano contro la meningite da meningococco: ad ammalarsi è una percentuale minima di persone, e tra questi ci sono soprattutto i bambini, per via del fatto che il loro sistema immunitario è ancora in formazione, e i ragazzi, che hanno una vita sociale molto intensa che favorisce lo scambio di batteri. Oltre, conclude Galli, a “persone portatrici di rari assetti genetici che comportano riduzione della risposta immunitaria e soggetti con alcune malattie, come coloro a cui è stata asportata la milza, pazienti con talassemia, anemia falciforme, epatopatie gravi, diabete giovanile o insufficienza renale”.

 

 

 
 
 

Da sapere!

I medici raccomandano il vaccino contro la meningite anche a quelle categorie di lavoratori che si trovano ogni giorno a stretto contatto con un alto numero di persone, come il personale medico e paramedico e gli insegnanti.

 

 

Fonti / Bibliografia

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