Meningite tubercolare: come si prende, sintomi e trattamento

Roberta Raviolo A cura di Roberta Raviolo, con la consulenza di Fabrizio Pregliasco - Dottore specialista in Infettivologia

Compaiono mal di testa, rigidità del collo, nausea e vomito, come conseguenza di una tubercolosi polmonare non diagnosticata o non curata bene. È importante rivolgersi subito al pediatra o direttamente al Pronto soccorso.

Meningite tubercolare: come si prende, sintomi e trattamento

Nella prima settimana di febbraio 2026 si è verificato un caso di meningite tubercolare in Romagna, che ha coinvolto una bimba di due anni residente in un piccolo comune vicino a Forlì.

La piccola, che frequenta il nido locale, ha manifestato sintomi preoccupanti come mal di testa, vomito, rigidità. La bambina è stata trasportata al pronto soccorso al Policlinico di Bologna e sottoposta ad accertamenti, che hanno permesso ai medici di giungere alla diagnosi di meningite tubercolare.

Si tratta di un problema serio, che richiede cure lunghe e appropriate. Al momento la piccola è ancora ricoverata in condizioni serie, mentre i famigliari sono stati sottoposti a profilassi anti-tubercolare e sono stati eseguiti test sui compagni di nido, che sono però risultati negativi.

Sintomi

La meningite tubercolare presenta, come gli altri tipi di meningite, sintomi come:

  • febbre
  • mal di testa
  • rigidità del collo
  • nausea
  • vomito

Questi sono i sintomi che si presentano soprattutto nei bambini. Possono in seguito comparire segnali neurologici più seri, come sopore profondo o convulsioni.

La meningite tubercolare, rispetto alle altre meningiti batteriche, può avere un decorso subacuto. In altre parole, i sintomi si presentano gradualmente, mentre nella meningite dovuta ad altri batteri compare un improvviso peggioramento delle condizioni generali del malato. “Questo non è però rassicurante” avverte il dottor Amaddeo. “Infatti, la meningite tubercolare rappresenta la forma più seria di questa infezione”.

Meningite tubercolare e meningite batterica

Quando si parla di meningite, si intende sempre un’infezione che coinvolge le meningi, cioè le membrane che avvolgono e proteggono il sistema nervoso centrale (il cervello e il midollo spinale). La meningite può essere dovuta a diversi agenti patogeni, come virus, batteri e più raramente anche parassiti e funghi.

La meningite virale è più frequente, ma meno seria. Colpisce soprattutto bambini e anziani e solitamente si risolve in modo spontaneo, con assunzione di farmaci antinfiammatori e riposo, nel giro di qualche giorno.

“E’ causata da virus, per esempio enterovirus, che sono responsabili anche di forme gastroenteriche, herpesvirus e virus influenzali” spiega il virologo Fabrizio Pregliasco, docente all’Università degli Studi di Milano. “Le meningiti batteriche sono più rare, ma purtroppo molto più serie”.

I batteri responsabili delle meningiti sono numerosi. Possono essere il meningococco (Neisseria meningitidis), lo pneumococco (Streptococcus pneumoniae) e l’emofilo (Haemophilus influenzae) di tipo B. A loro volta esistono ceppi diversi dello stesso batterio. Per esempio, del meningococco esistono ben 5 tipi.

Nei bambini molto piccoli, la meningite batterica può essere causata anche da Listeria e da Escherichia coli. I batteri raggiungono le meningi attraverso il flusso sanguigno, oppure partendo da un’infezione in una zona vicina. Per esempio, una meningite può essere una complicanza di otite o sinusite non ben curate. “La possibilità di ricorrere al vaccino, contro il Meningococco, lo Pneumococco e anche contro l’emofilo, rappresenta una efficace arma di prevenzione” assicura il dottor Alessandro Amaddeo, responsabile del Pronto Soccorso dell’Ospedale dei Bambini di Trieste Burlo Garofolo.

È particolare, invece, il caso della meningite tubercolare, che in realtà è anch’essa una forma di meningite batterica. È infatti dovuta a un batterio, il Mycobacterium tuberculosis, lo stesso che causa la forma polmonare di tubercolosi. Questo germe, partendo dall’infezione polmonare, attraverso il sangue raggiunge le meningi. Qui provoca una condizione molto seria, pericolosa soprattutto per i bambini e per le persone con sistema immunitario poco efficiente.

Cause e contagio della meningite tubercolare

Il Mycobacterium tuberculosis, agente responsabile della tubercolosi polmonare e anche della meningite tubercolare, si diffonde da persona a persona. Gli esperti parlano infatti di contagio intra-famigliare, perché, nella maggior parte dei casi, i componenti di un nucleo familiare si trasmettono il batterio per contatto diretto, attraverso la goccioline di saliva che si disperdono negli ambienti con tosse, starnuti e con l’uso di oggetti in comune.

Compare prima la forma polmonare, in modo più o meno evidente, che nei soggetti più deboli può evolvere in meningite tubercolare quando il batterio, dai polmoni, raggiunge le meningi.

Spesso, questi contagi intra-famigliari sono presenti nei nuclei di persone che provengono da aree in cui la tubercolosi è endemica, per esempio alcuni Paesi dell’est Europa, l’India, la Cina e alcune zone dell’Africa Sub-Sahariana. “Spesso il batterio non provoca la malattia attiva” ribadisce il pediatra. “Nei bambini piccoli e nelle persone con sistema immunitario poco attivo, però, può comparire la tubercolosi. In alcuni casi, dai polmoni l’infezione batterica passa al sistema nervoso”.

Trattamento e cure

Per sapere se una persona, adulto o bambino, ha sviluppato la meningite tubercolare, dopo che la visita ha valutato i sintomi, è necessaria una accurata diagnosi che prevede:

  • puntura lombare per prelevare e analizzare il liquido cerebrospinale e cercare particolari marcatori
  • test microbiologici sul sangue
  • esami di imaging come Tc e risonanza magnetica per individuare le alterazioni al sistema nervoso provocate dal batterio

Le cure sono lunghe e possono proseguire anche per mesi. Consistono nell’assunzione di diversi farmaci, tra i quali antibiotici (rifampicina, isoniazide, pirazinamide, etambutolo o chinolonici) associati a trattamenti di supporto come gli steroidi.

Conseguenze

Se compaiono i sintomi descritti, è essenziale prima di tutto contattare il pediatra che potrà eventualmente indirizzare a un Pronto soccorso per fornire le cure il prima possibile. Se non affrontata in modo adeguato, la meningite tubercolare può, in qualche caso, portare al decesso e non di rado lasciare conseguenze permanenti come disabilità fisiche e deficit cognitivi.

Una prevenzione è possibile?

Sarebbe possibile prevenire la tubercolosi e, quindi, anche la meningite tubercolare, perché esiste un vaccino. Questo però non viene somministrato abitualmente in Occidente (come invece succede per altri vaccini come gli anti-meningococcici), per ragioni di rischio-beneficio, dal momento che la tubercolosi non è endemica alle nostre latitudini.

Viene effettuato nei Paesi a rischio, così come il test di Mantoux, chiamato anche intradermoreazione alla tubercolina. Un tempo veniva effettuato nelle scuole, oggi si effettua solo nelle popolazioni a rischio che vivono in sovraffollamento e in condizioni igienico sanitarie inadeguate. Consiste in un’iniezione intradermica nell’avambraccio di una piccola quantità di tubercolina, una sostanza innocua in grado di stimolare una reazione cutanea.

È possibile anche un’altra forma di prevenzione, fatta somministrando isoniazide a dosi controllate dal medico, che però riguarda solo le persone venute in contatto con il Mycobacterium tuberculosis. Questo batterio, infatti, può restare a lungo presente nell’organismo senza replicarsi, quindi la terapia deve continuare per 6-12 mesi.

Photo by Jason Daines for pexels

 
 
 

In breve

La meningite tubercolare, dovuta allo stesso batterio che causa la tubercolosi ai polmoni, può colpire i bambini piccoli all’interno di un nucleo famigliare. Causa mal di testa, rigidità del collo, vomito, febbre ed è importante segnalare subito i sintomi al pediatra.

 

Fonti / Bibliografia

Pubblicato il 9.2.2026 Aggiornato il 9.2.2026
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