Che cosa succede se si ha la mononucleosi? Sintomi e cure

Lorenzo Marsili A cura di Lorenzo Marsili Pubblicato il 31/10/2022 Aggiornato il 31/10/2022

Conosciuta anche come “malattia del bacio”, la mononucleosi è una malattia infettiva che si trasmette con la saliva che, in alcuni casi, può anche arrivare ad avere conseguenze gravi. Ecco come riconoscerla e curarla

La mononucleosi fa ingrossare i linfonodi

La mononucleosi è una malattia ancora troppo poco conosciuta e, proprio per questo motivo, spesso particolarmente temuta. La facilità di trasmissione e il fatto che colpisca principalmente bambini e giovani incrementano questa paura, anche se, nella maggior parte dei casi, le complicazioni restano di lieve entità.

Come si trasmette la mononucleosi?

Causata da un virus della famiglia degli Herpes, l’Epstein-Barr, la mononucleosi può trasmettersi tramite la condivisione di un bicchiere o per via delle goccioline di saliva disperse nell’aria con colpi di tosse o starnuti.

Quali sono i primi sintomi della mononucleosi?

Nella maggior parte dei casi, i sintomi sono lievi e portano semplicemente a un senso di stanchezza e malessere generalizzato. Raramente, però,  l’infezione può avere un decorso differente e portare a conseguenze più gravi che vanno a interessare linfonodi, milza, fegato, cuore, polmoni e sistema nervoso centrale.

Difficilmente, il decorso causa complicazioni e porta a epatite, miocardite, meningite, anemia emolitica e trombocitopenia. Con un periodo di incubazione che va da un mese a cinquanta giorni, la mononucleosi non è facile da individuare, infatti, i sintomi sono passeggeri e di lieve entità. Come detto si manifestano con un semplice senso di stanchezza generalizzata, accompagnata da inappetenza, da uno stato febbrile e dall’ingrossamento di linfonodi, fegato e milza.

Nella sua fase acuta, l’infezione porta a mal di gola, con placche bianco-giallastre alle tonsille, rendendo complessa la deglutizione e difficoltosa la respiratorie. In rare occasioni, per 4-5 giorni si possono presentare anche lesioni cutanee simili a quelle del morbillo.

Quali esami fare per diagnosticare la mononucleosi?

Vista la sintomatologia non specifica, per diagnosticare la mononucleosi occorre necessariamente passare da una valutazione clinica che, attraverso gli esami del sangue, arrivi a identificare anticorpi anti Epstein-Barr Virus. Per prevenire la mononucleosi il consiglio è, ovviamente, quello di evitare il contatto con qualsiasi oggetto che sia stato a contatto con la saliva degli altri.

Come guarire in fretta dalla mononucleosi?

Una volta identificata, l’infezione può essere trattata e con degli antinfiammatori e degli antipiretici. Non esistono, infatti, trattamenti specifici per la mononucleosi. Nei casi in cui il problema interessi particolarmente la milza è fondamentale limitare gli sforzi fisici, per scongiurare il rischio di una rottura dell’organo. Il consiglio degli esperti è, dunque, quello di riposarsi e di idratarsi costantemente.

 

 

 
 
 

In sintesi

Quando dura l’incubazione della mononucleosi nei bambini?

Il periodo di incubazione è variabile. Nei bambini la durata si assesta mediamente a circa un mese, mentre negli adulti si protrae fino al mese e mezzo-cinquanta giorni.

Quanto dura il virus della mononucleosi?

Normalmente, la quantità di virus della mononucleosi si riduce sensibilmente a una settimana dalla comparsa dei sintomi. In molti casi, però, si trovano tracce del virus nella saliva per molto tempo dopo la fine dell’infezione.

 

Fonti / Bibliografia

  • Mononucleosi - HumanitasLa mononucleosi è una malattia infettiva che si trasmette attraverso la saliva; per tale motivazione è anche conosciuta come "malattia del bacio".
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