Allerta per aumento dei casi di Morbillo: quali Regioni sono più coinvolte

Roberta Raviolo A cura di Roberta Raviolo, con la consulenza di Fabrizio Pregliasco - Dottore specialista in Infettivologia

I casi di morbillo, notevolmente aumentati, rispecchiano una situazione presente anche in altri Paesi Europei, come pure negli Usa e in Messico. Contro questo pericoloso agente virale, è fondamentale tornare a vaccinarsi.

Allerta per aumento dei casi di Morbillo: quali Regioni sono più coinvolte

Di allerta morbillo si sta discutendo molto in questo inizio autunno 2026. Secondo i dati ufficiali, infatti, i casi nel nostro Paese sono molto aumentati rispetto allo stesso periodo degli anni precedenti, probabilmente per colpa del calo vaccinale. In Italia, infatti, appena l’84% della popolazione si è sottoposto a entrambe le somministrazioni di vaccino (prima e seconda dose), cosa che sarebbe l’unico modo sicuro per evitare la circolazione dell’agente infettivo. 

Una situazione simile si riscontra in Europa e, in modo più serio ed evidente, negli Stati Uniti, dove si sono anche verificati dei decessi. Le autorità sanitarie invitano a diffondere la consapevolezza dell’utilità del vaccino.

La situazione in Italia Regione per Regione

Secondo una circolare del Ministero della Salute, dopo anni di incidenza molto bassa, dall’autunno del 2023 in poi in Italia si è verificato un aumento notevole dei casi. Nel 2024 erano stati notificati 1.045 casi, dei quali 946 (oltre il 90%) poi confermati dalle analisi di laboratorio. Circa il 7% dei casi erano casi seri.

L’età media dei casi era 30 anni con oltre la metà dei casi nella fascia 15 – 39 anni. L’incidenza più elevata è stata osservata nei bambini da 0 a 4 anni (79,0 casi per milione) con 50 casi registrati nei piccoli di età inferiore a un anno.

Dopo un lieve calo registrato nel 2025, i casi sono tornati a salire, giustificando l’allerta morbillo 2026. Sempre secondo i dati ministeriali, infatti, nei primi cinque mesi del 2026 i casi sono stati 472, superiori a quelli del 2025 che ha fatto registrare 322 casi confermati.

Le Regioni più colpite

I casi di morbillo sono più elevati in alcune Regioni. Per esempio, in Calabria si è passati da 17 a 265 casi segnalati, con un aumento record in Italia.

Il Lazio, da 47 casi di morbillo verificatisi nel 2025, nel 2026 ha segnalato 54 casi nello stesso periodo. La Toscana per il 2026 ha registrato 49 casi, mentre nello stesso periodo del 2025 segnalava appena 6 casi. La Campania è passata da 18 casi nel 2025 a 100 casi nel 2026.

Si tratta di un aumento considerevole e da non sottovalutare, motivato soprattutto dal calo delle vaccinazioni. Sempre secondo i dati ministeriali, le vaccinazioni contro il morbillo sono in calo, soprattutto per quanto riguarda la seconda dose, il richiamo, necessaria per acquisire una immunità duratura.

Dati aggiornati al 2026 non sono al momento disponibili, ma si pensa che, purtroppo, siamo sui livelli del 2024 in cui, in media nel nostro Paese la copertura vaccinale per il morbillo all’interno della vaccinazione morbillo-parotite-rosolia era del 94,77% per la prima dose.

Il richiamo, che si dovrebbe effettuare a 5-6 anni e che assicura elevata immunità, è stato effettuato solo dall’84,45% dei bambini. Questo significa che siamo ben lontani dall’obiettivo di immunità di gregge che riduce la circolazione del virus del morbillo, proteggendo indirettamente anche le persone che non possono ricevere il vaccino.

L’allarme dell’Iss

Gli esperti dell’Iss (Istituto Superiore di Sanità) richiamano l’attenzione per l’allerta morbillo 2026. Questa malattia, infatti, è pericolosa perché non esistono cure specifiche e può complicarsi in polmoniti, otiti, convulsioni e a volte encefaliti, cioè infiammazioni del cervello.

Per questo è importante comprendere l’importanza del vaccino contro il morbillo, che si somministra per iniezione sottocutanea o intramuscolare a 13 – 15 mesi. Intorno ai 5-6 anni di età, prima dell’ingresso alla scuola primaria, è necessario effettuare una dose di richiamo.

La vaccinazione è sempre stata gratuita e raccomandata dai pediatri, per raggiungere l’obiettivo dell’eradicazione. Purtroppo, il calo vaccinale ha allontanato questo obiettivo. Il virus del morbillo ha ripreso a circolare perché sempre più famiglie scelgono di non sottoporre più i propri figli al vaccino.

La situazione in Europa

I casi di morbillo sono numerosi anche in Europa, secondo i dati degli dell’Ecdc, Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie , anche se almeno fino al 31 luglio 2026 non ci sono state vittime.

I casi registrati sono 2.339 nei 30 Paesi dell’Unione europea, ben 118 le infezioni segnalate nel solo mese di luglio. I casi più numerosi sono stati registrati in Bulgaria (61) e in Italia (29). Spagna e Polonia hanno registrato 7 casi. Come in Italia, anche in Ue preoccupa il calo delle vaccinazioni.

A preoccupare è soprattutto la copertura vaccinale. Di tutti i 2.339 casi, 1.501 persone non erano mai state vaccinate, mentre le restanti 325 avevano ricevuto una sola dose. 669 casi riguardano bambini sotto i 5 anni, ma la maggior parte dei casi riguarda persone dai 15 anni in su. Anche le autorità sanitarie europee, come quelle italiane, ribadiscono l’importanza di effettuare il vaccino e il suo richiamo per arginare i contagi.

La situazione critica in USA

Negli Stati Uniti la situazione del morbillo è più seria. Se, infatti, in Europa, non si sono verificati decessi, gli Usa stanno affrontando la peggior epidemia di morbillo da decenni.

I casi accertati a settembre 2026 sono oltre 3.400. Nel solo stato della Pennsylvania si sono verificati 4 decessi: due neonati, una signora e un diciottenne che non era mai stato vaccinato. I dati ufficiali riportano una situazione preoccupante, anch’essa legata al calo delle vaccinazioni.

Sintomi e rischi del morbillo

Il morbillo è una malattia infettiva, provocata dal Morbillovirus, che si trasmette facilmente attraverso le goccioline di saliva diffuse nell’ambiente con gli starnuti, i colpi di tosse, la manipolazione degli oggetti in comune.

La sua contagiosità è molto elevata: ogni persona infetta ha la possibilità di contagiarne almeno altre 15, se queste non sono vaccinate. Un individuo non protetto dal vaccino ha il 90% di possibilità di prendere il morbillo se entra in contatto con una persona infetta.
I sintomi sono simili in adulti e bambini e consistono in:

  • febbre anche elevata (39-40 gradi)
  • disturbi respiratori simili a quelli dell’influenza
  • formazione in gola e nel cavo orale delle macchie di Koplik, formazioni tondeggianti di colore biancastro circondate da un alone rosso, che precedono di due o tre giorni l’esantema
  • mal di gola
  • cefalea
  • gonfiore addominale
  • fotofobia (fastidio alla luce).

Spesso il morbillo guarisce nel giro di due o tre settimane, tenendo la persona a riposo fino a completa risoluzione dei sintomi e restando in casa per un periodo più a lungo evitando il contatto con altre persone. Purtroppo però, in alcuni casi, può dare luogo a complicanze come:

  • diarrea
  • disidratazione
  • otite
  • bronchite
  • polmonite
  • encefalite, che può talvolta lasciare danni neurologici permanenti.

In una piccola percentuale, l’infezione può portare al decesso.

Leggi qui il nostro approfondimento sui sintomi del morbillo

La vaccinazione come arma di difesa

Per queste ragioni è essenziale superare la diffidenza nei confronti del vaccino che correnti di pensiero disinformato e senza fondamento hanno diffuso tra la popolazione.
Il vaccino è infatti l’unica arma che può difendere dal morbillo e soprattutto evitare la comparsa di pericolose complicanze.

Sicuro, efficace, non porta effetti collaterali e provoca al limite un rialzo di temperatura per due o tre giorni, controllabile con un antipiretico. Il pediatra potrà fornire tutte le informazioni in merito, rispondendo ai dubbi dei genitori.

“Quando le coperture vaccinali scendono, il virus torna a circolare rapidamente, perché è tra i patogeni più contagiosi” commenta il virologo Fabrizio Pregliasco. “I numeri che vediamo in Italia e in Europa dicono che è essenziale recuperare le mancate vaccinazioni e verificare che bambini, adolescenti e adulti suscettibili abbiano completato le due dosi.

Il vaccino MPR è uno strumento di sanità pubblica essenziale: protegge dalla malattia e soprattutto dalle complicanze. Queste possono essere serie, portando con sé ricoveri e, in rari casi, decessi”.

 
 
 

In breve

Il morbillo nel 2026 ha fatto registrare un aumento di casi rispetto agli anni precedenti, in Italia ma anche in Europa e negli Stati Uniti. Per arginare la diffusione della malattia è importante tornare a vaccinarsi con entrambe le dosi di MPR, comprendendo il valore protettivo della vaccinazione

 

Fonti / Bibliografia

Pubblicato il 24.9.2026 Aggiornato il 24.9.2026
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