Nell’anno appena concluso sono stati registrati quasi 2.300 casi di morbillo. Secondo gli infettivologi italiani all’origine di questo boom di morbillo c’è il tasso ancora insufficiente di vaccinazioni
Argomenti trattati
Quasi tutte le 2.295 persone colpite da morbillo in Italia nel 2018 non erano mai state sottoposte al vaccino. A lanciare l’allarme è la Simit (Società italiana malattie infettive e tropicali). Dal gennaio 2017, i casi di morte per morbillo in Italia sono stati 17, soprattutto in bambini e adulti immunodepressi. Dall’inizio del 2013 ci sono stati 12.787 contagi. Numeri che fanno parlare di boom di morbillo e che mettono l’Italia nella posizione di fanalino di coda in Europa nella lotta alla malattia.
Una reazione a catena
Cento dei casi verificatisi nel 2018 sono stati segnalati in operatori sanitari. Dei casi in cui è noto lo stato vaccinale, 83 non erano mai stati sottoposti al vaccino, mentre 8 erano stati vaccinati in maniera incompleta. Va ricordato che ogni caso di morbillo è potenzialmente in grado di causare 16-18 casi secondari. È inaccettabile – sostiene la Simit -che un operatore non sia protetto e di conseguenza non protegga i suoi assistiti, evitando di contribuire al boom di morbillo.
Operatori sanitari nel mirino
L’età media degli operatori sanitari colpiti da morbillo è 35 anni e questo dato è significativo del fatto che a rischio di contrarre questa malattia siano anche gli adulti non sottoposti al vaccino o che non hanno fatto la malattia in età infantile. Gli infettivologi non possono che esprimere il loro completo dissenso verso qualsiasi posizione che possa indurre a ritenere che i problemi inerenti le vaccinazioni siano da considerarsi superati o di prossima risoluzione. A oggi, l’obbligo vaccinale rigorosamente applicato resta l’unica via percorribile per un periodo che non è possibile prevedere.
Unica arma di prevenzione
Bisogna rilanciare la vaccinazione anche in ampi strati di giovani adulti rimasti fuori dagli interventi di prevenzione. Non solo le coperture richieste dall’Organizzazione mondiale della sanità e dall’evidenza scientifica contro le infezioni prevenibili mediante vaccinazione non sono ancora state raggiunte, ma anche solo il mantenimento nel tempo della copertura vaccinale nei nuovi nati in più anni consecutivi potrà permettere il conseguimento dei risultati necessari.
Da sapere!
Tra i casi segnalati nel 2018 anche molte donne in età fertile, che dovrebbero vaccinarsi prima di cercare una gravidanza.
Pubblicato il 9.1.2019Aggiornato il 18.11.2019
Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.
Ci sono situazioni complicatissime da gestire in cui il comportamento materno (che pure ha tantissime giustificazioni e si può comprendere) può indurre il bambino a preferire la vita che gli offre il padre grazie ad atteggiamenti più permissivi. »
La rilevazione dell'attività cardiaca del feto è un ottimo segno, tuttavia l'ecografia non permette di fare previsioni sul futuro della gravidanza, ma consente solo di valutare il "qui e ora". »
Sono gli adulti a dover trovare il modo di mediare i conflitti tra fratelli, anche pretendendo con affettuosa fermezza il rispetto di alcune regole base, prima tra tutte il divieto di offendersi con parolacce e insulti vari. »
I sintomi causati dal virus influenzale che sta circolando massicciamente non includono la cistite che, nella stragrande maggioranza dei casi, è dovuta a un batterio. »
Se la nausea si protrae oltre il primo trimestre, interferendo pesantemente sulla qualità della vita, diventa opportuno valutare opzioni terapeutiche che abbiano una maggiore efficacia rispetto ai tradizionali rimedi naturali. »
Il lasso di tempo che intercorre tra l'assunzione di un cibo contaminato e l'eventuale comparsa di sintomi da intossicazione dipende dal tipo di agente infettivo coinvolto. »
Bisogna sempre attendere l'8^ settimana prima di pronunciarsi rispetto al destino di una gravidanza e anche qui con un margine di errore dell'1% sull'esito favorevole dello sviluppo embrio-fetale. L'aspetto importante è che questo processo di selezione sia rispettato e compreso dalla donna. »
La scarsa tolleranza al magnesio potrebbe essere dovuta al fatto che non è ciò di cui si è carenti perché l'organismo, se ha bisogno di qualcosa, di solito ne fa tesoro. »
Nel caso in cui ci sia il sospetto di una vaginite, anche inn gravidanza è opportuno effettuare il tampone vaginale che da un lato non espone a rischi dall'altro permette di individuare l'origine dei sintomi. »