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C’è preoccupazione per i dati del morbillo 2026. Gli esperti riferiscono che, in Italia, i contagi sono in aumento rispetto all’anno scorso e che stanno salendo anche tra gli adulti che non sono vaccinati. È una situazione che rispecchia quello che sta accadendo in Occidente, partendo dagli Stati Uniti fino in Europa, per esempio nel Regno Unito.
Responsabile di questa nuova diffusione è il calo delle vaccinazioni che si sta verificando un po’ ovunque e che aumenta la possibilità che si verifichino epidemie, mettendo a rischio la salute soprattutto dei più deboli. Il morbillo, infatti, è una malattia che può dare luogo a complicanze molto serie e può anche portare al decesso.
La situazione in Italia
Secondo quanto riferisce l’Istituto Superiore di Sanità, il morbillo nel 2026 ha fatto registrare, dal 1 al 31 gennaio 2026, 84 casi di morbillo accertati (escludendo quelli sospetti ma non confermati), in aumento rispetto ai 34 registrati nello stesso periodo del 2025.
Le Regioni che hanno segnalato casi sono nove in tutto, ma gli episodi verificati di morbillo sono concentrati in sei Regioni (Lombardia, Toscana, Lazio, Campania, Puglia e Calabria).
L’età media delle persone ammalate è 28 anni, ma l’incidenza più elevata è tra 0-4 anni e sono stati segnalati casi in due bambini di età inferiore a un anno. Il 90,9% dei soggetti affetti non era vaccinato al momento del contagio e in oltre un terzo dei casi si è verificata almeno una complicanza, come polmonite ed epatite.
“Quando le coperture vaccinali scendono, il virus torna a circolare rapidamente, perché è tra i patogeni più contagiosi” commenta il virologo Fabrizio Pregliasco. “I numeri che vediamo in Italia e in Europa dicono che è essenziale recuperare le mancate vaccinazioni e verificare che bambini, adolescenti e adulti suscettibili abbiano completato le due dosi.
Il vaccino MPR è uno strumento di sanità pubblica essenziale: protegge dalla malattia e soprattutto dalle complicanze. Queste possono essere serie, portando con sé ricoveri e, in rari casi, decessi”.
I casi di morbillo 2026 in Europa
In Europa, secondo le segnalazioni dello European Center for Prevention and Disease Control, tra il primo gennaio e il 31 dicembre 2025, sono stati notificati 7.655 casi di morbillo in 30 Paesi e si sono verificati 8 decessi: 4 in Francia, 3 in Romania e 1 nei Paesi Bassi.
I tassi di contagio più elevati si sono avuti nei neonati di età inferiore a un anno e nei bambini di età compresa tra 1 e 4 anni. Nella maggior parte dei casi, pari al 79,9%, non era stata eseguita la vaccinazione contro il morbillo.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità, a fine gennaio 2026 ha annunciato che in Spagna, Regno Unito, Armenia, Austria, Azerbaigian e Uzbekistan si è ripristinata la trasmissione endemica del morbillo in base al numero di casi registrati nel 2024. Questo significa che la malattia è nuovamente presente, in modo costante, sul territorio di questi Paesi.
Che cosa succede in Messico e Usa
Una situazione simile è presente anche negli Stati Uniti e in Messico, dove nei primi mesi del 2026 si sono verificati migliaia di casi, tanto che la Paho, l’Organizzazione panamericana della sanità dell’Oms, il prossimo aprile dovrà rivedere lo stato di nazioni morbillo free, come invece era prima. “Preoccupa il clima che si respira negli Stati Uniti, dove il tema vaccini è spesso trascinato in uno scontro ideologico” commenta Fabrizio Pregliasco. “Quando figure pubbliche non sostengono con chiarezza le vaccinazioni di routine, si alimentano esitazione e disinformazione. Il risultato sono focolai e trasmissione nelle comunità. La risposta non è opinabile, perché si tratta di scienza, prevenzione e responsabilità collettiva, con il messaggio chiaro di vaccinarsi, recuperare chi è indietro e proteggere i più fragili”.
Il messaggio dell’Iss
Gli esperti dell’Istituto Superiore di Sanità richiamano l’attenzione sui casi di morbillo 2026. Questa malattia, infatti, è pericolosa perché non esistono cure specifiche e può complicarsi in polmoniti, otiti, convulsioni e a volte encefaliti, cioè infiammazioni del cervello.
Per questo è importante comprendere l’importanza del vaccino contro il morbillo, che si somministra per iniezione sottocutanea o intramuscolare a 13 – 15 mesi. Intorno ai 5-6 anni di età, prima dell’ingresso alla scuola primaria, è necessario effettuare una dose di richiamo.
La vaccinazione è sempre stata gratuita e raccomandata dai pediatri, per raggiungere l’obiettivo dell’eradicazione della malattia entro il 2023. Purtroppo, il calo vaccinale ha allontanato questo obiettivo. Il virus del morbillo ha ripreso a circolare perché sempre più famiglie scelgono di non sottoporre più i propri figli al vaccino.
Che cos’è il morbillo
Il morbillo è una malattia infettiva, provocata dal Morbillovirus, che si trasmette facilmente attraverso le goccioline di saliva diffuse nell’ambiente con gli starnuti, i colpi di tosse, la manipolazione degli oggetti in comune. La sua contagiosità è molto elevata: ogni persona infetta ha la possibilità di contagiarne almeno 15, se queste non sono vaccinate. Un individuo non protetto dal vaccino ha il 90% di possibilità di prendere il morbillo se entra in contatto con una persona infetta.
I sintomi sono simili in adulti e bambini e consistono in:
- febbre anche elevata (39-40 gradi)
- disturbi respiratori simili a quelli dell’influenza
- formazione in gola e nel cavo orale delle macchie di Koplik, formazioni tondeggianti di colore biancastro circondate da un alone rosso, che precedono di due o tre giorno l’esantema
- mal di gola
- cefalea
- gonfiore addominale
- fotofobia (fastidio alla luce).
Cure
Non esistono vere e proprie cure per il morbillo. È possibile soltanto tenere la persona a riposo e somministrare paracetamolo o ibuprofene per controllare la febbre e il mal di testa. “È importante ricordare che una persona è contagiosa da tre-quattro giorni prima della comparsa dei sintomi fino a circa quattro giorni dopo la comparsa dell’esantema” avverte il dottor Pregliasco. “Di conseguenza è importante prestare attenzione soprattutto in questa fase”.
Il vaccino previene le complicanze
Il morbillo guarisce nel giro di due o tre settimane, anche se è importante tenere la persona a casa evitando il contatto con gli altri almeno una decina di giorni dopo la scomparsa dei sintomi. Purtroppo questa malattia, in una certa percentuale di casi, può dare luogo a complicanze come:
- diarrea
- disidratazione
- otite
- bronchite
- polmonite
- encefalite, che può talvolta lasciare danni neurologici permanenti.
In una piccola percentuale, l’infezione può portare al decesso. Per queste ragioni è essenziale superare la diffidenza nei confronti del vaccino che correnti di pensiero disinformato e senza fondamento hanno diffuso tra la popolazione.
Il vaccino è infatti l’unica arma che può difendere dal morbillo e soprattutto evitare la comparsa di pericolose complicanze. Sicuro, efficace, non porta effetti collaterali e provoca al limite un rialzo di temperatura per due o tre giorni, controllabile con un antipiretico. Il pediatra potrà fornire tutte le informazioni in merito, rispondendo ai dubbi dei genitori.
In breve
Il morbillo 2026 è in aumento rispetto agli anni precedenti perché a livello globale c’è un calo delle vaccinazioni e il virus riprende a circolare rapidamente. Eppure è l’unico strumento efficace contro una malattia seria, altamente contagiosa, che può causare complicanze pericolose.
Fonti / Bibliografia
- Morbillo news
- Surveillance and updates on measlesSurveillance information on cases and threats and outbreaks for Measles.
- PAHO/WHO | Pan American Health OrganizationThe Pan American Health Organization (PAHO) works with the countries of the Americas to improve the health and quality of life of their populations. Founded in 1902, it is the world’s oldest international public health agency. It serves as the Regional Office of WHO for the Americas and is the specialized health agency of the Inter-American system.
