Morbillo: casi in netto aumento nel 2014

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 17/07/2014 Aggiornato il 18/11/2019

I pediatri lanciano l’allarme: a causa dei timori - ingiustificati - sulle vaccinazioni, il morbillo ritorna a far paura

Morbillo: casi in netto aumento nel 2014

Se fino a poco tempo fa, era una malattia quasi dimenticata, oggi il morbillo torna a far parlare di sé. Fra gennaio e aprile, infatti, sono stati segnalati 1.047 casi, contro i poco più di 700 registrati nello stesso periodo dello scorso anno. Lo hanno rivelato gli esperti in occasione del Congresso italiano di pediatria.

Una malattia molto contagiosa

Il morbillo è una malattia infettiva acuta molto diffusa, tanto che la quasi totalità della popolazione la contrae entro i 30 anni di età. È causata da un virus della famiglia dei paramixovirus, il morbillivirus, che si trasmette principalmente attraverso le goccioline della saliva.

Tante complicazioni

Comunemente, è considerata una malattia innocua e, in effetti, è vero che nella maggior parte dei casi si manifesta con esantema (macchie cutanee), difficoltà respiratorie e febbre. Tuttavia, nei casi più seri possono subentrare infezioni respiratorie, come polmoniti, e addirittura complicazioni neurologiche, come encefaliti. Basti pensare che un caso di encefalite ogni 1.000 è riconducibile proprio al morbillo. I rischi sono maggiori nell’età adulta.

L’importanza della vaccinazione

Ecco perché i pediatri invitano i genitori a sottoporre tutti i bambini al vaccino. Esiste, infatti, una vaccinazione specifica contro il morbillo, che può essere somministrata sia singolarmente sia in combinazione con quelle contro rosolia e parotite.

Timori ingiustificati

Il problema è che oggi sono sempre più numerosi le mamme e i papà che scelgono di non vaccinare i figli per il timore di possibili eventi avversi. In realtà, si rischia di più rinunciando a questi scudi di difesa. “In Italia la situazione della copertura vaccinale risulta a oggi alquanto complessa: se la copertura con la prima dose appare buona, sebbene non ottimale (circa il 90% e non il 95% raccomandato), quella della seconda dose è, invece, nettamente inferiore agli standard richiesti, anche perché è stata introdotta soltanto nel 2005. Questo è il motivo per cui tanti adolescenti e giovani adulti che non hanno avuto la malattia non sono vaccinati o sono stati vaccinati solo una prima volta” ha spiegato Susanna Esposito, presidente della Commissione dell’Organizzazione mondiale della sanità per l’eliminazione di morbillo e rosolia congenita.

In breve

QUANDO FARE IL VACCINO

La prima vaccinazione contro il morbillo va eseguita attorno ai 12-15 mesi di vita, ma non esiste un limite massimo di età, anche gli adulti possono essere vaccinati. Attualmente è previsto un richiamo in età preadolescenziale, attorno ai 12 anni. La copertura offerta dal vaccino dura tutta la vita.

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