Vaccino antimorbillo: l’importanza del richiamo

Roberta Raviolo A cura di Roberta Raviolo, con la consulenza di Elena Bozzola - Dottoressa specialista in Pediatria

Effettuare la seconda dose è essenziale perché protegge in modo completo dalla malattia. Una sola dose non è sufficiente, quindi bisogna sottoporsi al richiamo nei tempi previsti

Morbillo: essenziale il richiamo del vaccino

Il richiamo della vaccinazione antimorbillo, o più esattamente la seconda dose, è una scelta responsabile da parte di tutti i genitori. Effettuare solo la prima dose non protegge completamente da una malattia molto contagiosa, che si diffonde facilmente e che può avere complicanze serie, per esempio encefalite, o addirittura portare al decesso.

Il richiamo del vaccino antimorbillo andrebbe scelto non solo per difendere da questi rischi i propri figli, ma anche per contribuire a una riduzione del virus circolante, proteggendo attraverso l’immunità di gregge anche le persone che per ragioni di salute non vi si possono sottoporre, come per esempio chi è fortemente allergico a qualche componente del vaccino stesso.

“Sicuro ed efficace, il vaccino contro il morbillo è gratuito ed obbligatorio dal 2017” spiega Elena Bozzola, pediatra della Società italiana di Pediatria. “Si effettua durante l’infanzia, ma può essere scelto anche in età adulta, anche in questo caso in due dosi”.

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A che età si fa il richiamo del vaccino anti morbillo

Il vaccino anti morbillo fa parte di una vaccinazione chiamata MPR o trivalente, che immunizza contro morbillo appunto, ma anche contro parotite e rosolia, altre infezioni molto pericolose. Da qualche tempo esiste anche la quadrivalente o tetravalente, conosciuta con la sigla MPR-V perché aggiunge anche il vaccino contro la varicella.

La prima somministrazione nei bambini avviene tra i 12 e i 15 mesi di età. La seconda dose di vaccino, invece, si fa tra i 5 e i 6 anni, quindi prima dell’inizio del ciclo di scuola dell’obbligo. Nel caso degli adulti o degli adolescenti, la seconda dose si effettua a distanza di almeno quattro settimane l’una dall’altra.

Occorre effettuare due dosi del vaccino contro il morbillo. “Solo le due dosi, eseguite nei tempi corretti, garantiscono l’immunità per tutta la vita” aggiunge la pediatra. “Per questo è importante effettuare anche il richiamo della vaccinazione antimorbillo, con tranquillità, perché è efficace e sicuro, senza dare ascolto alle false credenze che si diffondono”. Una tra tutte, che purtroppo circola ancora, sostiene che il vaccino contro il morbillo causi autismo.

Questa fake news è stata fabbricata ad arte e già smentita da numerosi studi scientifici.

Come si effettua il richiamo della vaccinazione antimorbillo

La somministrazione del richiamo antimorbillo avviene, come per la prima dose, da parte di personale medico presso gli ambulatori vaccinali di Asl oppure ospedali e consiste in un’iniezione sottocutanea, nella parte alta della coscia (modalità scelta solitamente per i bambini) oppure nel braccio, verso la spalla.

Una volta eseguito il vaccino, è consigliabile restare per circa mezz’ora nei pressi dell’ambulatorio vaccinale, in modo che sia possibile intervenire nel caso compaiano manifestazioni allergiche (che sono comunque rarissime).

Cosa è l’immunità di gregge

Il richiamo antimorbillo non difende solo il singolo individuo, ma anche la collettività. Riduce infatti il virus circolante e questo protegge le poche persone che non possono ricevere a loro volta il vaccino e che, a causa delle condizioni del sistema immunitario, in caso di malattia corrono un rischio molto elevato di complicanze.

Fare il richiamo permetterebbe di ottenere la cosiddetta “immunità di gregge” o di gruppo, che si ha quando in una società è vaccinato un numero abbastanza alto di persone in grado di proteggere anche chi non può ricevere il vaccino. In passato, nel nostro Paese si erano raggiunte percentuali di persone vaccinate abbastanza elevate, senza però mai raggiungere questa immunità di gregge.

Oggi, il calo vaccinale ha allontanato ancora di più da questo obiettivo e da quello di eradicare il virus. A causa di campagne di disinformazione, che viaggiano anche sui social, troppe persone scelgono di non far vaccinare i bambini, esponendo i piccoli e la collettività a un pericolo.

Cosa succede se non si fa il richiamo

Se non si fa il richiamo della vaccinazione antimorbillo, non si è sufficientemente protetti da un possibile contagio virale. Un’unica dose protegge per una percentuale abbastanza elevata ma non sufficiente a essere sicuri di non ammalarsi.

Con la seconda dose, la protezione raggiunge il 97%, secondo quanto sostiene la Società italiana di Pediatria. Le persone che effettuano le due dosi raggiungono quindi una copertura molto alta, con un rischio minimo di ammalarsi e una protezione più elevata contro complicanze serie come l’encefalite. Inoltre, effettuare il richiamo della vaccinazione antimorbillo ha anche un effetto positivo sull’immunità di gregge, perché limitando il virus circolante si protegge anche chi non è vaccinato.

Quando rimandare la vaccinazione

Il richiamo del vaccino anti morbillo dovrebbe essere rimandato nel caso in cui il bambino non stia bene, presentando febbre o sintomi acuti. In questo caso, il personale del centro fissa eventualmente un altro appuntamento.

Non costituiscono invece controindicazioni al vaccino disturbi come raffreddore o diarrea. “La allergia all’uovo non è una controindicazione a ricevere la vaccinazione” avverte la dottoressa Bozzola.

“Infatti, nonostante il vaccino sia prodotto in colture cellulari di embrione di pollo,  la quantità di proteine dell’uovo nel vaccino è estremamente bassa e non provoca reazioni nella grande maggioranza delle persone allergiche”.

Le stesse indicazioni valgono per le persone adulte. In questo caso si aggiungono altri motivi per rimandare il richiamo, per esempio una recente trasfusione di sangue, un trattamento con immunoglobuline o una cura con cortisonici ad alte dosi.

 

 
 
 

In breve

Il richiamo della vaccinazione antimorbillo va scelto con consapevolezza perché è in grado di prevenire pericolose complicanze. Solo le due dosi assicurano immunità per tutta la vita e non occorrono ulteriori richiami.

 

Fonti / Bibliografia

Pubblicato il 24.3.2026 Aggiornato il 24.3.2026
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