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L’epidemia di morbillo in Bangladesh di cui si sta parlando in questi giorni è una delle più serie mai registrate negli ultimi tempi. I casi sono tornati ad aumentare in modo preoccupante dopo che si è verificato un calo della copertura vaccinale a partire dal 2025.
Secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della Sanità e dell’Unicef, da aprile 2026 si sono verificati migliaia di casi sospetti di morbillo e numerosi decessi, concentrati soprattutto nei bambini di età inferiore ai 5 anni. La campagna vaccinale del 2024 era partita bene, con il 96% di vaccinati con la prima dose e il 93% con la seconda dose, quindi relativamente in linea con l’obiettivo di raggiungere almeno il 95% di copertura per ottenere l’immunità collettiva.
L’anno successivo, nel 2025, si è verificato un calo drastico nell’accesso ai vaccini, con il 90% per la prima dose e l’86% per la seconda.
La riduzione della copertura nel Paese è stata dovuta presumibilmente alla difficoltà di tracciare le persone da sottoporre a vaccino, ai problemi nel raggiungere i centri vaccinali, alla scarsa consapevolezza dell’efficacia.
La densità abitativa di alcuni centri contribuisce alla diffusione del contagio tra persone non vaccinate, favorendo la comparsa di questa epidemia di morbillo in Bangladesh. Anche in altre nazioni la situazione è seria: secondo i dati dei Centers for Disease Control and Prevention, al 15 ottobre 2026 negli Stati Uniti sono stati registrati oltre 4.400 casi di morbillo.
Perché l’emergenza in Bangladesh riguarda da vicino anche l’Italia
L’epidemia di morbillo in Bangladesh e l’aumento di casi negli Usa devono far seriamente riflettere, perché in Italia si potrebbe verificare una situazione simile.
Anche da noi, le coperture vaccinali sono notevolmente diminuite, a causa della scarsa consapevolezza riguardo la pericolosità del morbillo. “In troppi oggi considerano il morbillo una normale malattia infantile, che si supera, una sorta di passaggio obbligato dell’infanzia” chiarisce il professor Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università di Milano. “Al contrario, è una delle infezioni virali più contagiose e pericolose, in grado di causare complicanze serie, come polmonite, encefalite, che può richiedere ricovero ospedaliero e che talvolta causa decesso. Il rischio è elevato soprattutto per i bambini piccoli, le persone con sistema di difese poco attivo e per chi non è vaccinato”.
Anche i giovani e gli adulti sani, però, possono incorrere in complicanze serie nel caso contraggano questa malattia altamente contagiosa.
A che punto siamo con la copertura vaccinale in Italia
Gli esempi di Bangladesh e Usa dovrebbero far seriamente riflettere sui rischi che si possono correre anche in Italia, dove nelle ultime settimane si è verificato un aumento dei casi di morbillo soprattutto in alcune Regioni.
I dati del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità mostrano che la copertura media nazionale della prima dose di vaccino Mpr (morbillo parotite rosolia) che si dovrebbe effettuare entro i primi 24 mesi di età, è del 94,77%.
La seconda dose, ossia il richiamo, che nel caso dei bambini si effettua nel momento dell’ingresso alla scuola primaria, si aggira intorno all’84,5%. Questa percentuale è molto al di sotto della soglia raccomandata per interrompere la circolazione del virus e creare l’immunità collettiva.
I dati spiegano che nessuna Regione italiana raggiunge il 95%. Le percentuali più elevate sono in Lombardia con quasi il 94%, mentre altre zone hanno percentuali molto basse, per esempio la Campania con il 72% scarso e la Sicilia che non raggiunge il 68% dei vaccinati con la seconda dose.
Questa bassa aderenza favorisce la circolazione del virus e spiega l’aumento dei casi, con il 47% in più nel 2026 rispetto al 2025 e il primato europeo per la Nazione con il maggior numero di casi tra settembre 2025 e agosto 2026.
Come si trasmette il morbillo
Il morbillo è una malattia di tipo virale, trasmessa dal Morbillivirus, un agente altamente contagioso.
Si trasmette con facilità da persona a persona, attraverso goccioline di saliva diffuse nell’ambiente con gli starnuti e i colpi di tosse. Le goccioline, che contengono particelle virali, possono anche depositarsi su oggetti e superficie nell’ambiente e restare attive anche per alcune ore, quando la persona contagiosa non è più presente.
Il morbillo, poi, è pericoloso anche perché il soggetto affetto è già contagioso prima ancora di manifestare i sintomi. In questo periodo, chiamato incubazione, che dura due o tre giorni, entra in contatto con altri e secondo i dati dell’Iss può contagiare fino a 18 persone, le quali a loro volte possono trasmettere la malattia ad altri e così via in modo esponenziale.
Come fare prevenzione
Il modo più sicuro per difendersi è ricorrere al vaccino, uno strumento sicuro, efficace e gratuito che previene il rischio di serie complicanze e riduce la circolazione del virus.
L’immunizzazione contro il morbillo è contenuta nella vaccinazione Mpr o trivalente, attiva anche contro parotite e rosolia. La prima somministrazione avviene entro il compimento del secondo anno di vita, meglio ancora tra il 12° e il 15° mese del bambino. Il richiamo con la seconda dose, che garantisce una immunità elevata per tutta la vita, viene somministrato a 5-6 anni oppure a 11-12.
“Il morbillo si può prevenire, ma solo se la vaccinazione raggiunge livelli abbastanza elevati e omogenei nella popolazione” conclude l’esperto. “Non si devono alimentare dubbi infondati e contrapporsi in modo ideologico alla sicurezza che si dispone di vaccini consolidati. Questo equivale a indebolire una protezione collettiva costruita in decenni di progresso scientifico, che ci mette a disposizione strumenti di prevenzione essenziali”.
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In breve
La prevenzione del morbillo, per evitare epidemia come in Bangladesh, si svolge attraverso il vaccino che è gratuito, efficace e sicuro. Si somministra nella trivalente o Mpr, che combatte anche parotite e rosolia
Fonti / Bibliografia
- Measles - BangladeshOn 4 April 2026, the National International Health Regulations (IHR) Focal Point for Bangladesh notified WHO of a nationwide increase in measles cases, geographically affecting 58 out of 64 districts across all eight divisions in Bangladesh. A total of 19 161 suspected measles cases and 2897 laboratory-confirmed measles cases have been reported between 15 March and 14 April 2026, including 166 measles related deaths (CFR 0.9%). The majority (79%) of the reported cases are children aged under 5 years. A targeted measles-rubella (MR) vaccination campaign started on 5 April, and various outbreak response measures are ongoing including strengthening nationwide surveillance and epidemiological analysis to enhance case detection and reporting. Based on currently available information, WHO assesses the risk at the national level as high due to ongoing transmission across multiple divisions, the large number of susceptible children, documented immunity gaps, and the occurrence of suspected mea...
- Bangladesh Humanitarian Situation Report No. 1(Measles Outbreak), 8 April 2026 | UNICEFSituation reports are the main reporting tool to monitor UNICEF’s humanitarian response. They provide an update on the situation and needs of children in a country or region, as well as information on UNICEF’s response and funding requirements.
- Morbillo news
