In Italia sono 3 milioni le persone a rischio di morbillo. E il numero è destinato ad aumentare
Uno studio effettuato dalla Fondazione Bruno Kessler di Trento e dall’università Bocconi di Milano, poi pubblicato dalla prestigiosa rivista scientifica The Lancet Infectious Diseases, ha evidenziato che in Italia sono 3 milioni le persone tra i 15 e 40 anni non protette nei confronti del morbillo, perché non vaccinate o perché non lo hanno contratto in età infantile.
Copertura vaccinale insufficiente
Un numero elevato, che ha suggerito l’ipotesi che le vaccinazioni che attualmente si effettuano sui bambini potrebbero non essere sufficienti per garantire una protezione contro la malattia. Per evitare che il morbillo si propaghi servirebbe, infatti, una copertura vaccinale del 95 per cento, mentre in Italia attualmente siamo circa all’85 per cento. Secondo i ricercatori, l’obiettivo di eliminare completamente il morbillo dal nostro Paese si sta allontanando sia perché non tutti i cittadini sono immunizzati, sia a causa dell’invecchiamento della popolazione.
Più rischi negli adulti
Rispetto ai bambini, gli adulti che si ammalano di morbillo hanno febbre più alta, un esantema più esteso e un rischio di complicazioni più alto. Se contratto in gravidanza provoca l’aborto in circa il 20% dei casi, mentre non ci sono studi che dimostrino la relazione tra morbillo e malformazioni del feto. Tra le complicazioni possibili: otite media, broncopolmonite, meningoencefalite e panencefalite sclerosante sub acuta.
Lo sapevi che?
Il bambino può trasmettere il morbillo dal quinto-ottavo giorno successivo al momento del suo contagio fino a cinque giorni dopo la comparsa dell’esantema.
Pubblicato il 5.10.2017Aggiornato il 18.11.2019
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