Morbillo: una malattia più pericolosa di quanto si creda

Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 28/04/2015 Aggiornato il 28/04/2015

Nel 2013 i morti per morbillo sono stati più numerosi di quelli per Hiv e incidenti. Ecco perché è importante affrontare nel modo giusto la malattia

Morbillo: una malattia più pericolosa di quanto si creda

Nell’immaginario comune è considerata una malattia quasi innocua. In realtà, il morbillo può essere molto pericoloso. La conferma arriva dai un’elaborazione dei dati del Global Burden of Diseases, apparsa sulla rivista scientifica Lancet: nel 2013 i bimbi con meno di cinque anni morti per morbillo sono stati più numerosi di quelli uccisi dall’Hiv e dagli incidenti stradali.

82mila morti

Il Global Burden of Diseases ha calcolato che solo nel 2013, in tutto il mondo, sono morte a causa del morbillo ben 82mila persone. Il prezzo più alto è stato pagato dei bambini piccoli. Secondo i dati del Global Burden of Diseases, infatti, nei primi cinque anni di vita, la metà dei decessi è stato dovuto a questa malattia, che in alcune aree ha fatto registrare tassi di mortalità molto alti, anche oltre il 10%. Del resto, dopo le infezioni respiratorie, la malaria, la diarrea, le carenze nutrizionali, i difetti congeniti e la meningite, la settima causa di morte nella prima infanzia è rappresentata proprio dal morbillo.

A rischio non solo i Paesi poveri

Le aree più a rischio sono quelle povere. Ma non bisogna pensare che nei Paesi occidentali non si corra alcun pericolo. Basti pensare all’epidemia di morbillo scattata a gennaio negli Usa e originata probabilmente da un caso a Disneyland o all’emergenza esplosa a febbraio a Berlino, dove è anche morto un bambino di 18 mesi.

L’importanza dei vaccini

Eppure una soluzione per scongiurare queste tragedie c’è. È il vaccino. Secondo l’elaborazione americana un utilizzo maggiore delle vaccinazioni  potrebbe contribuire ad arginare sia il numero dei malati sia quello dei morti. Purtroppo, questa misura non solo è poco diffusa nei Paesi del terzo mondo, ma sta diventando sempre meno praticata anche nel nostro Paese. Basti pensare che secondo il Centro di epidemiologia dell’istituto Superiore di Sanità il 10% dei nuovi nati  e molti adulti non sono vaccinati contro questa malattia. Le ragioni? Da un lato le campagne portate avanti dai detrattori e i timori dei genitori, dall’altro l’errata percezione che il morbillo non sia pericoloso. In realtà, da noi lo è poco proprio in virtù dell’efficacia delle immunizzazioni. Se il trend negativo non subirà una virata, c’è la possibilità che il virus torni a essere molto attivo anche in Italia. Per arginare la diffusione del virus, infatti, occorre una copertura vaccinale che superi il 95% di tutta la popolazione italiana.

 

 

In breve

ATTENZIONE A QUESTI SINTOMI

Il morbillo si manifesta, dopo un periodo di incubazione di circa 10-12 giorni, con febbre, tosse secca, catarro, raffreddore, congiuntivite. Si assiste poi alla comparsa di macchioline rosse sul palato e bianche sulla parete interna delle guance, dette macchie di Koplik. Nei giorni successivi si nota la presenza di piccole chiazze rotonde, non ben definite, di colore rosa intenso, dietro le orecchie e sul resto del volto. Nel giro di un paio di giorni le macchie diventano irregolari e rosse e ricoprono tutto il corpo.

 

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