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Le famose macchie rossastre tipiche del morbillo nei bambini sono solo l’ultimo di una serie di sintomi della malattia: dopo l’esposizione al virus e una prima fase di incubazione, infatti, il bimbo comincia a presentare dei sintomi che possono essere confusi con quelli di un comune raffreddore.
Malessere, stanchezza e mal di testa sono seguiti da febbre alta, tosse secca e naso che cola; solo dopo un paio di giorni compare l’esantema tipico del morbillo.
Se si sospetta un caso di morbillo, è importante consultare il pediatra, che potrà prescrivere alcuni farmaci per alleviare i sintomi. L’importante per una pronta ripresa è assicurare al bambino tanto riposo, liquidi a sufficienza e un ambiente tranquillo e rilassante, possibilmente poco illuminato se gli occhi del piccolo sono sensibili alla luce.
Bisogna ricordare che il morbillo è altamente contagioso, quindi bisogna evitare ogni tipo di contatto con altre persone, soprattutto se fragili.
Sintomi evidenti e latenti
Il morbillo nei bambini non si manifesta subito dopo il contagio. Dopo l’esposizione al virus, infatti, segue una fase di incubazione che può durare mediamente da 7 a 18 giorni, durante la quale il bambino può sembrare in buona salute oppure presentare sintomi molto lievi e poco specifici. In questa fase latente possono comparire stanchezza, lieve malessere o mal di testa, sintomi che spesso vengono confusi con quelli di un comune raffreddore.
I primi sintomi evidenti del morbillo ricordano quelli di un’infezione respiratoria: febbre alta, tosse secca, naso che cola, occhi arrossati e congiuntivite.
La febbre tende ad aumentare progressivamente e può raggiungere anche i 39-40 °C. Alcuni bambini diventano più irritabili, spossati e sensibili alla luce.
Un segnale molto caratteristico, anche se non sempre presente, è rappresentato dalle cosiddette macchie di Koplik: piccoli puntini biancastri all’interno della bocca, spesso sulla mucosa delle guance vicino ai molari. Compaiono generalmente uno o due giorni prima dell’eruzione cutanea e possono aiutare a riconoscere precocemente la malattia.
Dopo alcuni giorni compare il sintomo più riconoscibile del morbillo: l’esantema. Le macchie rossastre iniziano dal volto e dal collo per poi estendersi gradualmente al resto del corpo nell’arco di 2-3 giorni.
Durante questa fase il bambino può avvertire intensa debolezza, perdita di appetito e sete accentuata. L’eruzione tende poi a scomparire lentamente seguendo lo stesso ordine con cui è comparsa, talvolta lasciando una lieve desquamazione della pelle.
Differenze nei sintomi tra bambini vaccinati e non vaccinati
Il vaccino contro il morbillo non solo riduce il rischio di contrarre la malattia, ma nei rari casi in cui un bambino vaccinato si infetti comunque, i sintomi tendono a essere più lievi e con minori probabilità di complicanze.
Nei bambini non vaccinati il morbillo si presenta generalmente nella sua forma classica, con sintomi più intensi e un decorso che può risultare più impegnativo.
Tra i segnali più comuni si osservano:
- febbre alta persistente
- tosse intensa e raffreddore marcato
- congiuntivite con occhi arrossati e lacrimazione
- comparsa diffusa dell’esantema su tutto il corpo
- forte spossatezza e perdita di appetito
- maggiore rischio di complicanze come otite, polmonite o encefalite.
Nei bambini vaccinati che sviluppano comunque l’infezione — eventualità rara ma possibile — il quadro clinico può invece essere più attenuato.
In questi casi si possono osservare:
- febbre meno elevata
- eruzione cutanea più lieve o meno estesa
- sintomi respiratori più contenuti
- durata della malattia generalmente più breve
- minore probabilità di sviluppare complicanze severe.
Periodo di incubazione
L’incubazione del morbillo è il periodo che intercorre tra il contagio e la comparsa dei primi sintomi. Nei bambini dura in media tra 10 e 14 giorni, anche se può variare leggermente da caso a caso. Durante questa fase, il virus si moltiplica nell’organismo senza dare segni evidenti della malattia, motivo per cui è spesso impossibile accorgersi dell’infezione nelle fasi iniziali.
Bisogna sapere che il bambino può essere contagioso già alcuni giorni prima della comparsa dell’esantema; in particolare, la trasmissione del virus può avvenire da circa 4 giorni prima fino a 4 giorni dopo la comparsa delle tipiche macchie cutanee. Questo rende il morbillo una delle malattie infettive più contagiose in età pediatrica.
Nella fase finale dell’incubazione iniziano generalmente i cosiddetti sintomi prodromici, cioè i primi segnali della malattia: febbre, tosse, raffreddore e occhi arrossati. Questi disturbi precedono di qualche giorno l’esantema e possono facilmente essere confusi con una comune infezione virale.
Proprio perché il contagio avviene anche prima dei sintomi più evidenti, in presenza di un caso sospetto è importante limitare i contatti con altri bambini e consultare subito il pediatra, soprattutto se il piccolo non è vaccinato o ha avuto contatti stretti con persone fragili.
Cosa fare
Se si sospetta un caso di morbillo nel bambino è importante contattare il pediatra evitando, quando possibile, di recarsi direttamente in ambulatorio o al pronto soccorso senza preavviso. Il morbillo è infatti una malattia altamente contagiosa e questo comportamento potrebbe esporre altre persone al rischio di infezione.
Durante la malattia è consigliabile lasciare il bambino a riposo, assicurarsi che beva a sufficienza e monitorare attentamente febbre e condizioni generali. In presenza di febbre alta o malessere importante, il pediatra può suggerire farmaci antipiretici adeguati all’età del bambino. È inoltre utile mantenere l’ambiente tranquillo e poco illuminato se gli occhi sono particolarmente sensibili alla luce a causa della congiuntivite.
Occorre invece rivolgersi rapidamente al medico se compaiono difficoltà respiratorie, sonnolenza marcata, convulsioni, disidratazione o febbre molto persistente perché potrebbero indicare complicanze.
Terapia
Non esiste una terapia specifica in grado di eliminare direttamente il virus del morbillo. Il trattamento ha quindi l’obiettivo di alleviare i sintomi e aiutare il bambino a recuperare più facilmente.
La gestione della malattia prevede soprattutto riposo, assunzione regolare di liquidi e controllo della febbre. In caso di necessità, il pediatra può consigliare farmaci antipiretici per ridurre febbre e dolori. Gli antibiotici non sono utili contro il virus del morbillo, ma possono essere prescritti solo se si sviluppano complicanze batteriche secondarie come otiti o polmoniti.
In alcuni casi, soprattutto nei bambini malnutriti o con particolari condizioni di fragilità, il medico può valutare la somministrazione di vitamina A, che secondo le indicazioni mediche può contribuire a ridurre il rischio di complicanze severe.
La prevenzione resta comunque lo strumento più efficace contro il morbillo. Il vaccino MPR (morbillo-parotite-rosolia) rappresenta infatti la misura più importante per proteggere i bambini e limitare la diffusione della malattia.
Leggi qui come fare il vaccino anti-morbillo al tuo bambino
Foto di copertina di Jason Deines da Pexels
In breve
Il morbillo nei bambini è altamente contagioso: per questo motivo è importante prestare attenzione ai sintomi iniziali, che compaiono alcuni giorni prima delle tipiche macchie cutanee e che possono essere scambiati per un comune raffreddore
