Noduli alla tiroide sono quasi sempre benigni

Silvia Finazzi A cura di Silvia Finazzi

Nel 95% dei casi i noduli alla tiroide sono benigni e non richiederebbero nemmeno un trattamento chirurgico. Ecco perché

Noduli alla tiroide sono quasi sempre benigni

Di fronte a una diagnosi di noduli alla tiroide è normale spaventarsi, ma in realtà la situazione non è quasi mai preoccupante: nel 95% dei casi, infatti, queste formazioni sono benigne. E per fortuna, perché questa problematica è molto diffusa. Secondo i dati ufficiali riguarda tra il 30 e il 40% degli adulti, con una netta prevalenza nel sesso femminile: le donne sono colpite con un rapporto di circa 5 a 1 rispetto agli uomini. Lo hanno ribadito gli esperti riuniti in occasione del Thyroid UpToDate, una due giorni completamente dedicata alla prevenzione e al trattamento delle principali patologie tiroidee.

Che cosa sono

I noduli alla tiroide sono neoformazioni, in genere di forma rotondeggiante o ovale, di dimensioni variabili, che compaiono nel contesto della ghiandola tiroidea. Possono essere singoli oppure essere associati ad altri noduli. Sono quasi sempre asintomatici. Se non raggiungono dimensioni importanti, spesso, non sono nemmeno visibili. Le cause sono quasi sempre sconosciute. In ogni casi, non devono spaventare: nella maggior parte dei casi sono di natura benigna e anche qualora fossero maligni hanno un’altissima percentuale di guarigione.

Le cure variano da caso a caso

Le cure dei noduli alla tiroide variano da caso a caso. Se il nodulo è benigno e non causa sintomi, in genere, non si interviene: semplicemente si eseguono ecografie regolari per tenere monitorata la situazione. Solo se il nodulo è molto grande o se è presente un numero elevato di noduli (si parla allora di gozzo multinodulare) si interviene chirurgicamente, per asportare la parte di tiroide interessata dalla malattia o, in caso di necessità, l’intera ghiandola. Da qualche anno per il trattamento dei grossi noduli della tiroide sono disponibili anche l’ablazione laser e la radiofrequenza. Nel caso in cui l’intervento intacchi la funzionalità della ghiandola, bisogna seguire una cura farmacologica (a base di ormoni tiroidei). Anche in presenza di un nodulo maligno, si procede sempre con l’intervento chirurgico di asportazione parziale o totale.

L’intervento non è sempre necessario

Nonostante le Linee guida suggeriscano di riservare l’intervento chirurgico solo a determinati casi, oggi i noduli  alla tiroide sono responsabili di oltre 40mila interventi chirurgici. “La maggior parte di questi potrebbe essere evitata. Possiamo dire che, a oggi, assistiamo ad un eccesso di interventismo chirurgico, che a volte può risultare addirittura dannoso se non effettuato in centri ad alto flusso, ovvero specializzati nella diagnosi e nel conseguente trattamento” spiega Rinaldo Guglielmi, direttore della struttura complessa Endocrinologia e malattie del Metabolismo dell’Ospedale Regina Apostolorum. Anche la gestione dei noduli maligni, talvolta, non è corretta: in alcuni casi, infatti, si procede all’asportazione completa della ghiandola anche quando essa non è necessaria.

 

 

 
 
 

Da sapere!

Solo i noduli alla tiroide più grandi possono causare disturbi alla deglutizione e un gonfiore nella parte anteriore del collo. Questo, comunque, non significa che siano più pericolosi.

 

Fonti / Bibliografia

Pubblicato il 28.11.2019 Aggiornato il 28.11.2019
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