Norovirus 2026: sintomi, contagio e cure

Roberta Raviolo A cura di Roberta Raviolo, con la consulenza di Fabrizio Pregliasco - Dottore specialista in Infettivologia

Nei mesi freddi i contatti ravvicinati favoriscono il contagio di molti germi, quindi anche del norovirus che causa disturbi di tipo gastrointestinale. Limitare la perdita di liquidi e non esporre i bambini a rischio disidratazione.

Norovirus 2026: sintomi, contagio e cure

Il norovirus è un agente patogeno molto diffuso, che si trasmette facilmente soprattutto nei mesi freddi quando le persone e soprattutto i bambini sono a stretto contatto in ambienti chiusi e con scarsa aerazione.

Il norovirus provoca soprattutto sintomi di tipo gastrointestinale, come diarrea e vomito. Per questo, soprattutto i bambini piccoli rischiano di perdere liquidi dall’organismo, che è bene ripristinare.

Sintomi nei bambini

Il norovirus, chiamato anche “influenza intestinale” ha un’incubazione che dura circa 12-48 ore, quindi compaiono i primi sintomi che nei bambini solitamente sono:

  • dolori addominali
  • nausea
  • vomito
  • feci molli o acquose
  • malessere generale.

In alcuni casi, i bambini possono manifestare anche febbre e brividi.

Cosa non sottovalutare

Solitamente, il norovirus nei bambini provoca i sintomi sopra elencati, ma non sempre causa disturbi. A volte è asintomatico e, nonostante questo, la persona è portatrice del virus e può quindi diffondere il contagio. Quando, invece, un bambino piccolo (soprattutto di età inferiore ai due anni) ha problemi di diarrea e vomito, è bene ricordare che rischia disidratazione, ossia perdita eccessiva di liquidi e questo può compromettere il suo benessere in modo anche serio.

Soprattutto, nei bambini è importante prestare attenzione a:

  • colorito pallido
  • pelle secca
  • fontanella del capo più evidente
  • pianto flebile e asciutto, senza produzione di lacrime
  • sonnolenza e scarsa reattività
  • pannolino asciutto o poco bagnato per una ridotta produzione di urina.

In questi casi è essenziale contattare immediatamente il pediatra. Se infatti il bambino non riesce ad assumere una quantità di liquidi per il vomito e, al tempo stesso, ne perde altri a causa della diarrea, può disidratarsi rapidamente.

Il pediatra potrà indicare norme corrette di comportamento o suggerire di recarsi presso un pronto soccorso pediatrico. Il piccolo potrebbe infatti dover essere ricoverato per un giorno o due e reidratato con sondino o flebo. L’ideale sarebbe però evitare di giungere a questi sintomi, rivolgendosi al pediatra quando il bambino piccolo manifesta i primi sintomi.

Contagio: come si prende il virus

“Il norovirus circola durante tutto l’anno, ma nei mesi invernali trova condizioni particolarmente favorevoli alla diffusione” avverte il professor Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università degli Studi di Milano. “Il freddo porta infatti le persone e, soprattutto, i bambini, a trascorrere più tempo in ambienti chiusi e affollati come nidi e scuole dell’infanzia, dove il contatto ravvicinato facilita il contagio. Inoltre, il virus è molto resistente nell’ambiente e sulle superfici, caratteristica che contribuisce alla sua elevata trasmissibilità proprio nella stagione fredda”. 

Il contagio avviene per via oro-fecale. In altre parole, la persona contagiosa (che può anche non avere ancora manifestato i sintomi o che è asintomatica) diffonde il virus nell’ambiente attraverso particelle di saliva oppure con le mani non adeguatamente pulite, toccando oggetti o giocattoli.

Questi, a loro volta manipolati da altri bambini o adulti, trasmettono le particelle virali e, quindi, l’infezione. La persona contagiata inizia a manifestare i malesseri 12-48 ore dopo il contatto e diviene a sua volta contagiosa per gli altri.

Quanto dura

La fase acuta del norovirus ha una durata di uno-tre giorni, quindi i sintomi dovrebbero progressivamente attenuarsi fino a scomparire. Come già specificato, il pediatra va avvisato sempre e in modo particolare nel caso dei più piccoli, in modo che possa monitorare i sintomi e suggerire il comportamento corretto da adottare.

Le cure

Le cure della gastroenterite da norovirus consistono in:

  • somministrazione di una adeguata quantità di liquidi (tè deteinato, tisane senza zucchero, brodo vegetale, spremute diluite, semplice acqua) per compensare le perdite che si verificano con il vomito e la diarrea;
  • tenere il bambino a riposo evitando il contatto con gli altri, soprattutto con altri bimbi piccoli, nonni anziani e soggetti fragili;
  • in caso di conati di vomito, somministrare i liquidi con un cucchiaino subito dopo l’episodio, per permettere all’organismo di assorbirne la maggiore quantità possibile;
  • quando il bambino più grandicello manifesta appetito, è possibile proporgli riso bollito oppure verdure lesse come carote e patate;
  • i neonati che assumono latte materno possono continuare a farlo perché l’allattamento assicura loro idratazione e anticorpi che li aiutano a riprendersi prima.

“Non vanno somministrati farmaci o integratori a meno che non lo suggerisca il pediatra” aggiunge il virologo.

Leggi di più sulla gastroenterite da norovirus qui

La prevenzione del norovirus

È possibile prevenire l’infezione da norovirus mettendo in atto semplici norme igieniche. Si dovrebbe quindi:

  • lavare accuratamente le mani, in particolare dopo il cambio del pannolino o se si viene in contatto con vomito o feci
  • lavare bene e frequentemente le mani anche al bambino
  • pulire le superfici contaminate con prodotti specifici
  • non mandare il bambino all’asilo se ha i primi segni di gastroenterite, anche lievi
  • tenere il piccolo a casa fino a quando non è completamente guarito, almeno 24 ore dopo la scomparsa dei sintomi.

Non esistono farmaci specifici o vaccini contro il norovirus. La limitazione del contagio è pertanto affidata ai genitori, che devono tenere il bambino a riposo fino a quando non sta bene, anche nell’interesse del bambino stesso che deve recuperare un buono stato di salute.

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In breve

Il norovirus è un agente virale che si trasmette facilmente in inverno, con il freddo che spinte a stare in ambienti chiusi. I sintomi sono diarrea, vomito, dolore addominale, a volte febbre. Si deve avvisare il pediatra soprattutto nel caso dei bambini piccoli

 

Pubblicato il 28.1.2026 Aggiornato il 28.1.2026
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