Norovirus: cos’è, sintomi e cura

Roberta Raviolo A cura di Roberta Raviolo

Un’epidemia di norovirus non è un fatto raro soprattutto tra i bambini di nidi e scuole dell’infanzia. Ecco come riconoscere i sintomi, curare il disturbo ed evitare il contagio

Norovirus: cos’è, sintomi e cura

A metà febbraio, in una scuola di Castenaso, in provincia di Bologna, si è verificata una importante epidemia di norovirus. Questo agente infettivo è responsabile di forme di gastroenterite talvolta serie. Con alcune semplici norme igieniche, è possibile prevenire la sua diffusione. Trattandosi di una malattia virale, non esistono farmaci specifici per combatterla e la cura consiste soprattutto nell’alleviare i sintomi.

Per quale motivo si è parlato di questa epidemia di norovirus?

“L’epidemia di norovirus che ha avuto luogo nel bolognese ha fatto notizia soprattutto per il grande numero di soggetti coinvolti” esordisce il professor
Marcello Lanari, direttore del Pronto soccorso pediatrico e della Pediatria d’urgenza del Sant’Orsola di Bologna. “Infatti, in un lasso di tempo molto ristretto, si sono ammalate 170 persone tra bambini, educatori e insegnanti. Si è trattato quindi di un evento di ampie dimensioni. In realtà, nei mesi invernali i contagi da norovirus sono abbastanza comuni e non devono preoccupare eccessivamente”. Focolai di norovirus possono comparire all’interno di una stessa famiglia, ma più frequentemente si verificano nelle scuole dell’infanzia e nei nidi. Il virus è infatti altamente contagioso e si trasmette per via orofecale, soprattutto tra i più piccoli che non si lavano spesso le mani e che toccano oggetti o giocattoli manipolati da un compagno malato, quindi contaminati dal virus.

Quali sintomi provoca il norovirus?

Dopo uno o due giorni di incubazione da quando si viene in contatto con il malato, hanno inizio i malesseri che durano solitamente 24-48 ore. Ecco quali sono i sintomi del norovirus e che possono comparire:

• nausea
• vomito
• dolori addominali
• diarrea profusa
• qualche volta febbre

Come si curano queste forme di gastroenterite?

Trattandosi di un problema di tipo virale, non esistono farmaci che possano favorire la guarigione. “E’ possibile assumere farmaci antipiretici se compare febbre e malessere” suggerisce il professor Lanari. “Inoltre è importante bere frequentemente per prevenire la disidratazione legata al vomito ed alle scariche diarroiche. Nella maggior parte dei casi, la malattia si risolve senza particolari complicazioni e senza necessità di ricovero”.

Il norovirus può causare complicanze?

Un’epidemia di norovirus, ristretta o ampia che sia, solitamente viene ben superata da adulti e bambini. In qualche caso, però, può esporre a disidratazione, una situazione che spesso non si riesce a compensare se oltre alla diarrea compare anche il vomito. L’influenza intestinale o gastrite da norovirus provoca generalmente senso di nausea e conati che impediscono al bambino di assumere liquidi o soluzioni elettrolitiche reidratanti e la quantità di acqua nel corpo si riduce. Questa è una condizione pericolosa soprattutto per i bambini al di sotto di un anno, il cui organismo è costituito da una quantità di acqua maggiore che, se si riduce, può avere serie conseguenze.

 

Quando è il caso di preoccuparsi?

È importante che i genitori consultino il pediatra di libera scelta o si rechino con il piccolo al Pronto Soccorso se:

• il bambino è pallido e abbattuto, con pianto flebile e non riesce ad assumere liquidi
• il pannolino resta asciutto, segno che il bimbo è già disidratato e non produce urina
• durante il pianto non produce lacrime
• la fontanella sul capo, se si tratta di un neonato o di un lattante di pochi mesi, è più evidente

In questo caso può rendersi necessario il ricovero di qualche giorno, in modo da reidratare il bambino tramite flebo e controllare il suo equilibrio idroelettrolitico.

Si può prevenire l’infezione da norovirus?

Prevenire l’infezione da norovirus è possibile attuando le più semplici norme igieniche: lavaggio accurato delle mani, in particolare dopo il cambio del pannolino o se si viene in contatto con vomito o feci. E’ importante lavare accuratamente e frequentemente le mani anche al bambino, oltre a pulire le superfici contaminate con prodotti specifici. Inoltre, per evitare la diffusione del contagio, è opportuno non mandare il bambino all’asilo se ha i primi segni di gastroenterite, anche lievi. È bene tenere il piccolo a casa fino a quando non è completamente guarito e lavare gli oggetti con cui è entrato in contatto con acqua calda e disinfettanti.

 

In sintesi

Cosa si può dare da bere al bambino per reidratarlo?
Vanno bene acqua, tè deteinato, succo di frutta molto diluito, spremuta con aggiunta di acqua. I liquidi vanno somministrati con cannuccia o cucchiaino, in piccole quantità ogni volta, per evitare il riflesso del vomito e devono essere freschi, o a temperatura ambiente.

Possono essere utili i probiotici?
Il pediatra può suggerire dei probiotici da assumere per una settimana, allo scopo di ripristinare l’equilibrio del microbiota intestinale alterato dalla gastroenterite.

 

Fonti / Bibliografia

Pubblicato il 21.2.2023 Aggiornato il 21.2.2023
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