Norovirus Kawasaki: sintomi, cura nei bambini e situazione in Italia

Roberta Raviolo A cura di Roberta Raviolo, con la consulenza di Fabrizio Pregliasco - Dottore specialista in Infettivologia

Non è particolarmente serio, ma è molto contagioso. Con l'aiuto del virologo Fabrizio Pregliasco cerchiamo di capire come riconoscere e affrontare questo virus.

Norovirus Kawasaki: sintomi, cura nei bambini e situazione in Italia

Il Norovirus Kawasaki è un’agente virale altamente contagioso che attualmente è responsabile di molti casi di gastroenterite non batterica in Inghilterra. Provoca malesseri gastrointestinali soprattutto nei bambini e si può curare con riposo e assunzione di liquidi. Vediamo quali sono i rischi in Italia e come affrontarlo.

La situazione in Italia

Il Norovirus Kawasaki ha contagiato almeno 2.600 persone nel Regno Unito, all’inizio della stagione invernale 2024-2025, oltre il doppio rispetto all’anno scorso. “Al momento nel nostro paese non sono segnalati casi  di gastroenterite dovuta a questa variante, come hanno fatto sapere le autorità sanitarie che vigilano sulla situazione” dice il professor Fabrizio Pregliasco, virologo e direttore sanitario dell’Irccs Ospedale Galeazzi Sant’Ambrogio di Milano.

“È però importante non abbassare la guardia e segnalare al pediatra eventuali malesseri connessi a gastroenterite, per assicurare al bambino le cure adeguate ed evitare il contagio”. Non si può escludere infatti che il Norovirus Kawasaki arrivi anche in Italia, come è successo lo scorso anno quando in una scuola elementare in provincia di Bologna è scoppiata un’epidemia di un’altra variante di Norovirus. 

Che cos’è il Norovirus Kawasaki

Il Kawasaki è una variante del Norovirus, del genogruppo 2, chiamato anche GII.17. Il nome deriva dal fatto che questa variante fu isolata per la prima volta nella città giapponese di Kawasaki, dove causò un’epidemia nella stagione invernale 2014-2015. Il Norovirus Kawasaki è particolarmente contagioso: è sufficiente una piccola concentrazione di carica virale per infettare le altre persone. 

Sintomi nei bambini e trasmissione

I sintomi dell’infezione sono simili a quelli degli altri tipi di Norovirus e riguardano l’apparato gastrointestinale, manifestandosi 12-48 ore dopo il contagio. Possono comparire quindi:

  • vomito, soprattutto nei bambini più piccoli
  • nausea
  • diarrea acquosa
  • sensazione di gonfiore
  • crampi addominali
  • talvolta febbre non eccessivamente elevata.

“Il contagio avviene soprattutto per via orofecale, ossia ingerendo alimenti o acqua contaminati da feci della persona malata” aggiunge il professor Pregliasco. “La diffusione può però avvenire anche per aerosol, ossia entrando in contatto con il virus presente nella saliva o nel muco del malato. Muco e saliva si diffondono nell’ambiente con le minuscole goccioline espulse attraverso gli starnuti o i colpi di tosse”. Per questa ragione, il Norovirus Kawasaki si diffonde soprattutto in nidi e scuole, dove i piccoli stanno a stretto contatto tra di loro.

Come si cura

Nei bambini in salute, il Norovirus Kawasaki si risolve nel giro di due o tre giorni senza particolari complicazioni. Può però esporre a malessere intenso e causare disidratazione perché la diarrea liquida e il vomito aumentano la perdita di liquidi dall’organismo. Per questo motivo è essenziale assicurare al bambino una adeguata assunzione di acqua. Ecco come fare:

  • Se il piccolo assume ancora latte materno, deve continuare a farlo. È bene evitare invece il latte vaccino
  • Somministrare al bimbo acqua, brodo vegetale, tè leggero con poco zucchero e limone, spremute diluite, usando un cucchiaino per evitare che grandi quantità stimolino il riflesso del vomito
  • Evitare cibi solidi nei primi giorni, introdurre quindi alimenti di origine vegetale come carote e patate lesse, mela grattugiata
  • Chiedere al pediatra se è opportuno somministrare al bambino probiotici specifici, per riequilibrare la flora intestinale
  • Se la febbre sale oltre i 38 gradi, somministrare un antipiretico adatto all’età del bambino, per esempio paracetamolo
  • Tenere a casa il bambino fino a completa guarigione, per evitare la trasmissione ad altri piccoli
  • Lavarsi accuratamente le mani dopo essersi occupati del piccolo ed evitare di toccarsi la bocca.

I bambini con malattie croniche che contraggono il Norovirus vanno seguiti attentamente dal pediatra.

 

Photo by Colin Maynard for Unsplash

 
 
 

In breve

Se il bambino prende il Norovirus Kawasaki, può avere diarrea, vomito, febbre: per prevenire il rischio di disidratazione deve bere molti liquidi e va tenuto a casa per evitare di diffondere il contagio. In ogni caso è importante avvisare il pediatra.

 

 

 

Pubblicato il 15.11.2024 Aggiornato il 18.11.2024
Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Le domande della settimana

24 ore senza pillola: sono ancora protetta?

28/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Gaetano Perrini

In caso di mancata assunzione del contraccettivo orale per più di 12 ore dall'ora consueta, è opportuno saltare l'intervallo tra una confezione e l'altra, dopo aver comunque assunto, anche se in ritardo, la pillola dimenticata.   »

Placenta previa: può ripresentarsi anche nella seconda gravidanza?

28/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Le donne che hanno avuto la placenta previa in una prima gravidanza in effetti hanno maggiori probabilità che la condizione si ripresenti nelle gravidanze successive. Ma, comunque, non è automatico che accada.   »

6^ settimana e l’embrione in ecografia non si vede: cosa sta succedendo?

28/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

In effetti, in sesta settimana e con un valore delle beta superiore a 5000 l'ecografo dovrebbe visualizzare l'embrione con attività cardiaca. Ma se il ginecologo curante ritiene che la gravidanza sia iniziata più tardi dell'epoca presunta si può ancora sperare che stia andando tutto bene.  »

TSH alto in gravidanza: c’è da preoccuparsi?

28/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Gianni Bona

Un valore molto alto del TSH richiede un attento monitoraggio della situazione da parte di uno specialista in endocrinologia, nonché l'assunzione dell' Eutirox.   »

Ridatazione della gravidanza gemellare e grande differenza di crescita tra i due bambini

28/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Augusto Enrico Semprini

Una gravidanza gemellare in cui uno dei due bambini si sviluppa in maniera più che soddisfacente mentre l'altro ha uno scarso accrescimento deve essere seguita con grandissima attenzione, secondo i protocolli delle gestazioni ad alto rischio.   »

Toxoplasmosi: si può stare tranquille con le IgG e le IgM positive?

24/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Fabrizio Pregliasco

La positività delle IgG esprime l'immunità nei confronti della toxoplasmosi. La conferma si ottiene con il "test di avidità".   »

La pillola funziona dopo un mese?

24/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisabetta Canitano

Quando si comincia a prendere la pillola, si può contare fin da subito sulla sua azione contraccettiva, se si assume a partire dal primo giorno di arrivo delle mestruazione.   »

OKI (ketoprofene): perché non si può prendere in gravidanza?

20/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Tutti i FANS (per esempio ibuprofene, acido acetilsalicilico, ketoprofene, nimesulide) sono sconsigliati in gravidanza, in particolare a partire dal secondo trimestre, perché possono provocare un grave danno al cuore del feto: la chiusura prematura del dotto di Botallo.   »

Sintomi di gravidanza ma poi le mestruazioni sono arrivate: perché?

17/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Nausea, capogiri e altri sintomi che si manifestano nelle prime settimane successive al concepimento possono anche essere anche dovuti a una ragione diversa dalla gravidanza.   »

Bimbo di 4 anni che suda tantissimo di notte: cosa può essere?

17/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

L'eccessiva sudorazione notturna può essere dovuta a una cena troppo ricca di carboidrati, a un ambiente eccessivamente caldo, ma anche solo a una predisposizione individuale influenzata dalla familiarità.   »

Fai la tua domanda agli specialisti