Gli è venuto l’orzaiolo: che fare?

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 24/09/2013 Aggiornato il 09/12/2019

Niente paura: l’orzaiolo è un’infiammazione benigna che non compromette la vista. Causa, però, dolore e fastidio. Ecco come affrontarlo

Gli è venuto l’orzaiolo: che fare?

Improvvisamente una palpebra del bambino si gonfia e si arrossa? Potrebbe trattarsi di un orzaiolo, un’infiammazione acuta e suppurativa (piena di pus) di una o più ghiandole sebacee annesse alla ciglia. Non rappresenta un pericolo, tuttavia può rendere irrequieto il piccolo perché spesso è fastidioso e doloroso.

Alla base delle ciglia

Nella maggior parte dei casi, l’orzaiolo interessa le ghiandole di Zeiss, che concorrono alla formazione del liquido lacrimale e che sono collocate in corrispondenza dei follicoli piliferi delle ciglia (dove hanno origine le ciglia).

Appare come un foruncolo

L’orzaiolo si manifesta come un foruncolo che compare su una delle palpebre. Inizialmente la zona è arrossata, poi si gonfia sempre più, fino a quando appare il classico puntino biancastro. Il bambino può anche presentare lacrimazione e particolare sensibilità alla luce (fotofobia). La vista non viene compromessa in alcun modo.

È provocato da un batterio

Il disturbo è causato da un agente infettivo, frequentemente lo Stafilococco, un batterio. Uno dei maggiori fattori di rischio è rappresentato dalla blefarite, l’infiammazione cronica e irritativa del bordo palpebrale. A causa di questa malattia, infatti, sul bordo possono essere presenti dei piccoli pezzettini di cute desquamata che possono irritare ulteriormente la zona.

Responsabile anche lo stress

Anche i disordini alimentari e lo stress possono giocare un ruolo fondamentale nella comparsa dell’orzaiolo: in questi casi, infatti, l’organismo appare più debilitato e quindi meno resistente all’attacco degli agenti infettivi.

Servono impacchi caldi

L’orzaiolo tende a scomparire in pochi giorni, il tempo necessario affinché il materiale purulento fuoriesca. Dietro consenso del pediatra, si possono applicare degli impacchi caldi sulla zona (10 minuti più volte al giorno): in questo modo non solo si allevia il fastidio, ma si accelera anche il processo suppurativo. Il medico, per accelerare la guarigione, può anche consigliare l’utilizzo di una pomata antibiotica-antinfiammatoria. Ricordarsi, infine, di detergere sempre il viso del piccolo con gli appositi prodotti per l’infanzia.

In breve

NON SPREMERLO

Non “torturare” l’orzaiolo, cercando di far fuoriuscire il pus: si rischia di irritare ulteriormente l’area. Cercare, inoltre, di non far toccare la palpebra al bambino, soprattutto se non ha le manine pulite.

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