Otite

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Come è fatto l’orecchio?
L’orecchio è un organo complesso composto essenzialmente da tre parti:
  • orecchio esterno: comprende il padiglione auricolare e il condotto uditivo esterno in fondo al quale c’è la membrana timpanica che separa l’orecchio esterno da quello medio; la sua funzione è essenzialmente quella di captare i suoni e convogliarli verso l’orecchio medio facendo attraversare la membrana timpanica sotto forma di vibrazioni acustiche;
  • orecchio interno: comprende la chiocciola (o coclea), l’organo che trasmette le vibrazioni al nervo acustico il quale le trasformerà in stimoli nervosi e li trasmette al cervello, e il labirinto, che contribuisce al mantenimento dell’equilibrio.
  • orecchio medio (o cavità timpanica): ovvero quella piccolissima cassa di risonanza che converte le vibrazioni del timpano in suoni e rumori da trasmettere al cervello attraverso una serie di ossicini articolati tra loro (staffa, incudine e martello);
Cos’è l’otite?
L’otite è una malattia causata da un’infezione virale, batterica o fungina molto frequente nei bambini: circa l’80% dei bimbi contrae almeno un’infezione dell’orecchio entro i primi quattro anni di vita. La particolare conformazione dell’orecchio e la relativa immaturità del sistema immunitario rendono, infatti, i bambini piccoli più vulnerabili alle infezioni rispetto ai più grandicelli. L’errore da non commettere è sottovalutare l’otite perché, benchè non rappresenti (quasi mai) un pericolo per la vita del bambino, si tratta di una patologia che può avere conseguenze rilevanti (a volte irreversibili) sulle sue capacità uditive.
Le forme di otite
L’otite può colpire un solo orecchio (otite unilaterale) oppure entrambi ( otite bilaterale), può interessare una o più parti dell’orecchio e a seconda della parte interessata si parla di:
  • otite esterna: non è molto frequente nei bambini ma può colpire il condotto uditivo esterno (ricoperto da uno strato di pelle più sottile di quello degli adulti e, quindi, più delicato) e il padiglione auricolare soprattutto nel periodo estivo, poiché si contrae soprattutto nei luoghi caldo-umidi come la piscina;
  • otite interna: la forma più seria ma fortunatamente anche la più rara di otite, detta anche labirintite suppurativa, è un’infiammazione batterica non contagiosa delle strutture dell’orecchio interno (la coclea, o chiocciola, e i canali semicircolari deputati anche all’equilibrio e all’udito);
  • otite media: è una forma di otite non contagiosa molto frequente e tipica dell’infanzia, soprattutto nei bambini maschi di età inferiore ai quattro anni, definita anche OMAr (otite media acuta ricorrente) perché arriva a ripresentarsi anche più volte nello stesso anno.
Altre forme di otite media che solitamente colpiscono i bambini sono:
  • otite media acuta purulenta: ha origine batterica, è caratterizzata dalla presenza di essudato purulento e si manifesta quando il muco o l’infiammazione della mucosa (ad esempio in corso di raffreddore) ostruiscono la tuba di Eustachio;
  • otite media effusiva (otite catarrale, otite tubarica e otite sierosa): è una degenerazione dell’otite media acuta dovuta alla permanenza di pus e secrezioni all’interno dell’orecchio medio che possono causare problemi di udito temporanei;
  • otite media cronica: è un’infiammazione permanente che può derivare da una otite media acuta trascurata o che non abbia risposto bene alla terapia medica;
  • otite media cronica purulenta: è un’infiammazione dell’orecchio medio caratterizzata dalla contemporanea presenza nellla mucosa di linfociti T, macrofagi e tessuto sclero-cicatriziale e di una perforazione timpanica;
  • otite media virale acuta: è duvuta alla presenza nell’orecchio medio di agenti patogeni come paramyxovirus, adenovirus, rhinovirus che possono causare sanguinamento copioso (in tal caso può manifestarsi una miringite e se si forma un emotimpano sfocia in un’otite media acuta emorragica);
  • otite media acuta necrotica: è causata da un’infezione da streptococco beta-emolitico e si differenzia dagli altri tipi per via dell’ampia necrosi dei tessuti;
  • otite media allergica: in assenza di infezione batterica l’otite può essere una conseguenza indiretta di un’allergia respiratoria (ad esempio la rinite cronica) o, molto raramente, alimentare.
Altre forme di otite media che raramente colpiscono i bambini sono:
  • otite media cronica colesteatomatosa: è una patologia caratterizzata dalla presenza nelle cavità dell’orecchio medio di epitelio squamoso cheratinizzato associata a infiammazione cronica;
  • otite media tubercolare: è una variante molto rara contraddistinta da perforazioni multiple della membrana timpanica, paresi facciale, dolore mastoideo sordo, secrezione torbida non maleodorante e, talvolta, velatura delle cellette mastoidee.
Le cause
L’otite può essere causata da virus o da batteri che dal naso o dalla gola penetrano nella cavità dell’orecchio medio risalendo attraverso le tube di Eustachio. Questo succede quando la gola e il naso sono infetti (raffreddori, sinusiti, faringiti), oppure come complicazione di una forma allergica, che gonfia e infiamma le tube. Di solito l’otite si sviluppa quando il condotto uditivo è mantenuto a lungo umido e il canale auricolare si irrita per una serie di concause come l’introduzione di germi portati dall’acqua e il ristagno di acqua e umidità al suo interno.
Perché i germi portati dall’esterno abbiano modo di creare danno, però, è necessario che lo strato di pelle all’interno del condotto uditivo esterno presenti piccole ferite, dovute, per esempio, a un errato utilizzo dei bastoncini cotonati, o conseguenza di una dermatite. Sono proprio le escoriazioni a dare libero accesso ai batteri, prevalentemente stafilococchi. Anche la sola umidità può bastare a scatenare un’otite, a volte complicata da un’otomicosi, cioè un’infiammazione dell’orecchio dovuta allcolesteatomaa presenza di funghi che, proprio nell’umidità, trovano il loro ambiente ideale per proliferare.
  • otite esterna: può essere di origine batterica o micotica o causata da eccessiva secchezza della cute, maldestra pulizia dell’orecchio con conseguente insorgenza di abrasioni, accumulo di pus provocato da otite media e inserimento di corpi estranei;
  • otite interna: è generalmente una degenerazione di precedenti otiti medie mal curate o è causata da infezioni batteriche come streptococcus pneumoniae, haemophilus influenzae, branhamella catarrhalis e moraxella o virali come meningite o meningoencefalite oppure violente reazioni allergiche a sostanze o farmaci;
  • otite media: di solito è causata da batteri che, se presenti nelle alte vie respiratorie del bambino (naso e gola), si moltiplicano nel muco e con esso risalgono la faringe e le cavità nasali raggiungendo l’orecchio medio attraverso la tuba di Eustachio che nei bambini fino ai quattro anni di età è particolarmente corta e orizzontale e ciò favorisce il ristagno del muco e la conseguente moltiplicazione batterica (nei bambini più grandi e negli adulti, invece, è più lunga e ha un decorso obliquo verso il basso di 45° facilitando la discesa del muco); anche l’ipertrofia delle adenoidi (formazioni di tessuto linfatico poste dietro il naso), tipica dei primi anni di vita del bambino, crea un ostacolo a una corretta ventilazione delle vie aeree e al deflusso del muco diventando un vero e proprio serbatoio di germi che possono raggiungere facilmente l’orecchio e il fumo passivo sono considerati fattori di rischio.
I sintomi
In caso di otite esterna:
  • forte prurito (soprattutto nelle otiti micotiche);
  • percezione “ovattata” dei suoni;
  • dolore acuto (otalgia), perché la pelle del condotto uditivo esterno non ha uno strato intermedio che la separa dall’osso, ma è direttamente appoggiata ad esso quindi, in presenza di gonfiore, la pelle non ha grandi possibilità di espandersi;
  • presenza di pus e/o (Otorrea)
  • sanguinamento (Otorragia);
  • nelle infiammazioni più serie può comparire anche qualche linea di febbre (questo si traduce, nel piccolo, in un pianto acuto che aumenta se si tocca l’orecchio);
  • in presenza di secrezioni può manifestarsi un calo provvisorio dell’udito dovuto al restringimento del calibro del condotto uditivo per via del rigonfiamento cutaneo;
  • se la causa è fungina, le secrezioni all’interno dell’orecchio sono “cotonose” e a volte ricoperte di pallini neri, e determinano un maggiore calo dell’udito;
  • la pelle del padiglione e del condotto uditivo generalmente sono ricoperti da piccoli taglietti.
In caso di otite interna:
  • dolore intenso;
  • febbre elevata;
  • fuoriuscita di pus giallastro dal padiglione auricolare;
  • diminuzione dell’udito;
  • perforazione e deformazione del timpano;
  • sensazione di orecchio tappato;
  • improvvisa comparsa di vertigini;
  • cefalea;
  • pallore;
  • sudorazione profusa;
  • disturbi dell’equilibrio;
  • tachicardia;
  • nausea;
  • nistagmo;
  • ipoacusia;
  • acufene.
In caso di otite media:
  • secrezione lacrimale insistente (soprattutto in posizione sdraiata e di notte);
  • sfregamento dell’orecchio dolorante;
  • fuoriuscita di liquido dall’orecchio (Otorrea);
  • inappetenza;
  • nausea;
  • vomito;
  • diarrea;
  • irritabilità;
  • insonnia;
  • febbre (attorno ai 38,5°C).
Attenzione al timpano
  • Se il timpano è semplicemente arrossato, cioè infiammato, si parla di otite congestizia semplice;
  • se è arrossato e più bombato del solito si è in presenza di un’otite catarrale o sierosa (la maggior convessità della superficie timpanica, infatti, è dovuta all’accumulo di muco nell’orecchio medio);
  • spesso l’otite media catarrale può cronicizzare, dando luogo a episodi ricorrenti di otiti acute dolorose, febbrili o non e, spesso, a una diminuzione dell’udito;
  • se il timpano è convesso e si opacizza l’otite diventa purulenta (il timpano può assumere un colorito giallastro a causa della presenza di pus più o meno denso nell’orecchio medio);
  • nei bambini si presenta in forma acuta ed è spesso causa di perforazione timpanica (in questi casi si parla di otite perforante acuta).
Complicazioni e conseguenze
Le complicazioni dell’otite media si distinguono in:
  • endotemporali: labirintite, petrosite e paralisi del nervo faciale;
  • endocraniche: ascesso, encefalite, leptomeningite, tromboflebite del seno mascellare;
Le principali conseguenze dell’otite media possono essere:
  • riduzione dell’udito non sempre regredibile;
  • perforazione permanente della membrana timpanica;
  • formazione di un colesteatoma (cioè di una perforazione alta della membrana timpanica con otorrea muco purulenta cronica).
La cronicizzazione di un’otite media può comportare:
  • in caso di più di una ricediva, può manifestarsi nell’orecchio medio (e potenzialmente attraverso il timpano) un tessuto anomalo simile alla pelle chiamato colesteatoma con conseguente ipoacusia (cioè la perdita parziale dell’udito);
  • estensione dell’infezione all’orecchio interno (labirintite) che causa vertigini e sordità;
  • trasmissione dell’infezione all’osso che circonda l’orecchio (mastoide) con conseguente aumento del dolore;
  • trasmissione dell’infezione alle strutture encefaliche con possibile encefalite o meningite;
  • accumulo di pus all’interno o intorno al cervello (ascesso) che nei casi più gravi può causare cefalea, confusione, convulsioni e altri problemi neurologici;
  • nei bambini con otiti acute ricorrenti o con otite catarrale cronica ci può essere una riduzione dell’udito più o meno marcata (ipoacusia) che, oltre a creare problemi di apprendimento e di linguaggio, può sfociare in sordità permanente.
Le principali conseguenze dell’otite esterna possono essere:
  • Perforazione del timpano;
  • ascesso;
  • ciclica infezione dell’orecchio (otite esterna cronica);
  • danni a ossa e cartilagini che circondano il condotto uditivo (otite esterna maligna);
  • perdita temporanea dell’udito.
Le principali conseguenze dell’otite interna possono essere:
  • perdita completa e permanente dell’udito da parte dell’orecchio interessato dall’infiammazione causato dalla suppurazione (processo di formazione del pus);
  • palpitazioni;
  • attacchi di panico;
  • depressione.
Gli esami
  • otite esterna: la presenza di un’infezione all’orecchio esterno si evidenzia con l’esame otoscopico, uno strumento che consente al pediatra di visualizzare le condizioni del canale uditivo esterno e dellla membrana timpanica e la presenza di edema e iperemia; per accertare le cause (cioè se è di origine batterica o fungina) è necessario aspirare le secrezioni presenti nell’orecchio e esaminarle in laboratorio d’analisi (esame colturale previo tampone auricolare).
  • otite interna: esame audiometrico per valutare l’entità del calo della capacità uditiva e risonanza magnetica nucleare o una TAC per determinare con precisione le condizioni dell’orecchio interno;
  • otite media: il pediatra verifica l’infiammazione con l’otoscopio che permette di stabilire la presenza o meno di liquido dietro la membrana timpanica, contestualmente può prescrivere l’audiogramma per valutare l’eventuale calo della capacità uditiva e il timpanogramma per misurare la pressione dell’aria nell’orecchio medio e determinare il corretto funzionamento delle tube di Eustachio.
Le cure
  • Un primo intervento, per attenuare il dolore, consiste nell’appoggiare all’orecchio un panno imbevuto di acqua tiepida;
  • in base all’età e ai sintomi presentati al momento della visita, il pediatra o l’otorino possono prescrivere una cura antidolorifica o antipiretica e consigliare al genitore di osservare il decorso dei sintomi per un periodo massimo di 48-72 ore;
  • se necessario, seguirà una cura a base di antibiotici.
La terapia antibiotica va, invece, iniziata subito quando il bambino:
  • ha meno di sei mesi;
  • presenta in concomitanza dell’otite una malattia infettiva febbrile acuta manifesta otorrea da perforazione timpanica;
  • è in uno stato di immunodepressione.
Nei casi più seri potrebbero essere necessari alcuni piccoli interventi come:
  • timpanocentesi, cioè la perforazione del timpano troppo teso e bombato con l’introduzione di un tubicino che permetta il deflusso esterno del muco o del pus accumulato nell’orecchio medio;
  • asportazione delle adenoidi se, per il loro volume, ostruiscono le vie aeree superiori ostacolando il passaggio dell’aria o il deflusso del muco dalle tube di Eustachio;
  • riparazione chirurgica di un timpano lacerato o la rimozione di un eventuale colesteatoma, qualora si fosse formato in seguito a una otite cronica purulenta.
Se l’otite è batterica?
Per eliminare l’infiammazione il medico prescriverà degli antibiotici da applicare localmente:
  • in genere, si inserisce all’interno del condotto uditivo una garza imbevuta di gocce di antibiotico e cortisonico, da rimuovere dopo 24 ore, dopo di che si mettono nel condotto, per 15 giorni circa, 3-4 gocce dello stesso prodotto (antibiotico+steroide) prescritto dal medico;
  • in alternativa, quando non attuabile la medicazione con garza, si può riempire di medicinale completamente il condotto più volte al giorno per almeno 10 giorni;
  • la cura dura a lungo e va mantenuta anche dopo la scomparsa dei sintomi, sia perché l’orecchio è poco irrorato dal sangue, per cui i farmaci impiegano più tempo per fare effetto, sia perché questa forma di otite tende a ricomparire a distanza di tempo se non viene curata adeguatamente (anche per questo può essere necessario che l’otorino liberi completamente il condotto uditivo esterno da tutte le secrezioni infette e dai detriti di pelle infetta ricorrendo all’aspirazione sotto controllo microscopico).
Se l’otite è micotica?
In caso di otomicosi, invece, si ricorre all’acido borico:
  • in soluzione alcolica per almeno 7 giorni per detergere bene il condotto uditivo, favorendo l’eliminazione dei funghi e, contemporaneamente, si può riempire l’orecchio con una soluzione antimicotica, per più tempo rispetto alla cura dell’otite batterica, perché l’otomicosi è più facilmente soggetta a recidive;
  • soprattutto in caso di otite micotica, poi, è bene fare attenzione a un possibile contagio dell’altro orecchio sano; occorre eseguire lavaggi con acido borico anche nel condotto sano e evitare di usare lo stesso asciugamano per entrambe le orecchie (e comunque non quello di altre persone della famiglia).
La prevenzione
Alcuni accorgimenti sono considerati preventivi delle infezioni auricolari, in particolare:
  • vaccinazione contro lo pneumococco e i virus influenzali stagionali;
  • allattare al seno almeno per i primi 6 mesi di vita del bambino;
  • non utilizzare il succhiotto dopo i 6 mesi di età;
  • non utilizzare oggetti che potrebbero causare microtraumi per la pulizia del condotto uditivo;
  • far rimuovere da un operatore sanitario eventuali accumuli di cerume;
  • evitare di esporre i bambini piccoli ad agenti patogeni delle vie respiratorie superiori;
  • evitare di esporre i bambini al fumo passivo.
In caso di otiti recidivanti
  • Tenere sempre ben pulito il nasino del bimbo con frequenti e regolari lavaggi con la soluzione fisiologica;
  • evitare i bastoncini cotonati per pulire il condotto uditivo esterno e limitarsi alla zona più superficiale vicina al padiglione auricolare;
  • sottoporre il bambino a terapie inalatorie con acque termali una o due volte l’anno, se consigliato dal pediatra.
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