Quinta malattia

Quinta malattia nei bambini

Cos’è la quinta malattia?

La quinta malattia è una malattia infettiva esantematica (cioè caratterizzata da esantema, un’eruzione cutanea che provoca macchie sulla pelle), nota anche come megaloeritema o eritema infettivo o “malattia della guancia schiaffeggiata” per via dell’esantema che la caratterizza.
La definizione di “quinta malattia” deriva dal fatto che è stata scoperta dopo altre quattro malattie infettive tipiche dell’infanzia (morbillo, scarlattina, rosolia e quarta malattia, una forma lieve di scarlattina).
La quinta malattia colpisce per lo più i bambini in età scolare (5-10 anni) ed è più frequente nelle stagioni calde. Una volta contratta, la malattia assicura un’immunità permanente.
L’infezione può essere trasmessa solo nei sette giorni precedenti la comparsa dell’esantema. Il periodo di incubazione varia da una a quattro settimane. Quando le macchie sono già comparse in viso, la malattia non è più trasmissibile e il bambino può già frequentare la comunità, se le condizioni complessive lo permettono.
La legge italiana non prevede per chi è colpito dal megaloeritema un periodo di isolamento, in quanto si tratta di una malattia scarsamente contagiosa. 

Le cause

La quinta malattia è causata dal Parvovirus B 19, un virus della famiglia dei Parvoviridae che appartiene al genere Eritrovirus.

Il Parvovirus B19 è stato scoperto dalla virologa australiana Yvonne Cossart nel 1975. Questo virus colpisce solo l’uomo e non si tratta dello stesso virus che invece colpisce gli animali come cani e gatti, motivo per cui non è possibile la trasmissione da animale a uomo.

Come riconoscere la quinta malattia

A differenza delle altre malattie infettive infantili, la quinta malattia si manifesta attraverso l’esantema facciale (la tipica comparsa di macchie in viso), senza essere anticipata da altri disturbi.
L’esantema caratteristico della quinta malattia si presenta inizialmente con chiazze rosse e calde diffuse uniformemente sulle guance (come se fossero state schiaffeggiate) e dopo qualche giorno si diffonde alle braccia, alle gambe e al sederino, con un aspetto definito “a ghirlanda” (macchie dal centro chiaro e dal bordo rosa e rilevato). 

Si tratta di una malattia che si sviluppa soprattutto nei mesi invernali e primaverili tra bambini che frequentano la scuola primaria, ma si può contrarre in tutti i mesi dell’anno. 

I sintomi

L’esantema della quinta malattia comincia con una prima fase in cui le guance si arrossano uniformemente, mentre il resto del volto resta pallido.
Poi, a distanza di uno-quattro giorni, si passa alla seconda fase, in cui le macchie, che hanno un diametro medio di un centimetro e sono caratterizzate da un aspetto “a ghirlanda” (con centro chiaro e alone rosa leggermente rilevato), si estendono a braccia, tronco, natiche e gambe. 
Il megaloeritema può provocare prurito e determinare un lieve innalzamento della temperatura (non oltre i 38° C misurati nel sederino). La malattia può durare da due a trenta giorni durante i quali l’esantema scompare progressivamente. Talvolta può comparire anche un’altra forma di esantema su braccia, cosce e tronco, di un rosso meno intenso, confondibile con altre forme virali.
Le macchie possono poi ripresentarsi anche nelle settimane o nei mesi successivi alla guarigione: in particolare, ciò può avvenire se la pelle viene esposta a lungo al sole o a eccessivi sbalzi di temperatura, o nel caso di intensi sforzi fisici o di tensioni emotive. Tali “riaccensioni” dell’esantema non devono preoccupare e sono destinate a scomparire in modo spontaneo.

Le cure

La quinta malattia guarisce in modo spontaneo senza bisogno di cure specifiche. In genere, la febbre è molto lieve, quindi è possibile evitare di dare al piccolo farmaci antifebbrili. Se invece la temperatura si innalza, è bene somministrare farmaci adatti, come ad esempio il paracetamolo.
In caso di prurito il pediatra può prescrivere un antistaminico per alleviare il fastidio o anche lozioni emollienti per uso locale. 
Nelle settimane successive alla guarigione, la pelle è particolarmente sensibile e le manifestazioni cutanee tipiche della malattia possono riapparire. Per questo è bene evitare le esposizioni al calore e al sole o al freddo eccessivi e agli sbalzi improvvisi di temperatura.
Si consiglia in generale molto riposo e di favorire un consumo abbondante di liquidi.
Quinta malattia in gravidanza
Di norma, nei bambini questa malattia passa senza lasciare conseguenze. Negli adolescenti e negli adulti, invece, può raramente causare artriti o dolori articolari, che comunque si risolvono nel giro di pochi giorni.
La quinta malattia può, però, raggiungere il feto attraverso la placenta della mamma contagiata dal virus, causando, pur se in rarissimi casi, complicazioni al nascituro. Quindi, è bene evitare qualsiasi contatto tra le persone infette e le donne in gravidanza.

Si può prevenire la quinta malattia?

Non esiste un vaccino contro la quinta malattia. Si tratta, comunque, di un disturbo leggero e privo di complicanze significative: per questo motivo, le misure sanitarie preventive (come l’isolamento del malato) per evitare la trasmissione del contagio non sono necessarie.
Solo le donne in gravidanza devono fare attenzione a evitare il contatto con i malati per evitare il rischio di contrarre la malattia e trasmetterla al bimbo nel pancione. 

I consigli per i genitori

Occorre evitare di esporre il bimbo agli improvvisi passaggi dal caldo al freddo o dall’aria condizionata al sole, in quanto queste situazioni possono riacutizzare l’esantema, cioè la ricomparsa delle macchie.
È bene tenere le unghie corte al bambino o fargli indossare dei guantini di cotone, per evitare che, grattandosi per alleviare il prurito dell’esantema, possa graffiarsi.
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