Come sciogliere il muco dal naso dei bambini velocemente

Alberta Mascherpa A cura di Alberta Mascherpa

Frequente in inverno, il muco nel naso crea non pochi fastidi ai piccoli. È bene eliminarlo velocemente con rimedi semplici, senza ricorrere a farmaci di esclusiva competenza del pediatra, per evitare che diventi denso e possa causare problemi a bronchi e polmoni.

muco nei bambini

Il muco è una naturale barriera difensiva delle vie aeree, ma durante l’inverno può succedere che aumenti, diventando di disturbo per i piccoli. Fermandosi nel naso, infatti, può ostruire la respirazione, rendere difficile la suzione nei neonati e disturbare il sonno.

Inizialmente fluido e incolore, il muco, se non viene eliminato velocemente, può diventare più denso e aprire la strada a possibili infezioni che possono determinare problemi di salute anche di una certa entità, come bronchiti, polmoniti e bronchioliti, soprattutto nei neonati.

Ecco perché è importante sciogliere il muco dal naso tempestivamente, così da prevenire sovrainfezioni.

Sebbene l’ostruzione si risolva in genere in tempi brevi, occorre consultare il pediatra in presenza di campanelli d’allarme come muco denso/verdastro che persiste oltre i 7-10 giorni, difficoltà respiratorie, febbre sopra i 38,5 °C per più di 2-3 giorni, dolore alle orecchie o frontale, sonnolenza e difficoltà di suzione nei lattanti.

Per un primo intervento sono utili lavaggi nasali con soluzione fisiologica o ipertonica, una corretta idratazione somministrando ai piccoli acqua, camomilla e brodi tiepidi, l’uso di umidificatori e il ricorso a bagni di vapore. L’aerosol va effettuato invece unicamente su indicazione medica e sono da evitare spray e decongestionanti nasali.

Sintomi da non sottovalutare

Durante il periodo freddo è facile che i bambini soffrano per un accumulo di muco nel naso. In genere il problema non è particolarmente grave, ma può essere comunque molto fastidioso. Il naso chiuso rende infatti difficoltosa la respirazione: questo ostacola la suzione fino a portare il neonato a rifiutare il cibo, disturba il sonno e può provocare nervosismo e irritabilità.
Nella maggior parte dei casi l’ostruzione nasale può essere risolta facilmente, ma ci sono alcuni segnali d’allarme che è bene non sottovalutare e che richiedono una valutazione tempestiva da parte del pediatra:

  • durata e colore del muco: se il muco, che inizialmente è chiaro e fluido, diventa più denso assumendo una colorazione dal giallo al verdastro (si parla in questo caso di catarro) e persiste oltre i 7-10 giorni, è opportuno chiedere un consulto allo specialista
  • difficoltà respiratorie: la presenza di muco nel naso può costringere il piccolo a respirare dalla bocca. È del tutto normale, mentre è bene prestare attenzione a situazioni come respirazione accelerata, respiro sibilante o difficoltà respiratorie notturne che provocano risvegli continui
  • febbre alta o persistente: una febbre che supera i 38,5 °C e dura per più di 2-3 giorni va sempre sottoposta alla valutazione del pediatra
  • dolore: se il piccolo segnala dolore all’orecchio (che può far sospettare un’otite) o un dolore frontale alla testa (che potrebbe indicare una sinusite), occorre l’intervento del medico per un’opportuna terapia
  • difficoltà alla suzione, rifiuto del cibo e sonnolenza: sono segnali che nei neonati possono indicare una condizione di sofferenza dovuta all’accumulo di muco. È importante fare riferimento al pediatra dal momento che, non alimentandosi adeguatamente, il neonato può andare incontro a disidratazione, una condizione pericolosa da affrontare con tempestività.

Cosa fare subito

È opportuno cercare di sciogliere il muco dal naso appena si nota la sua presenza, da un lato per limitare il fastidio al piccolo e dall’altro per evitare che si accumuli: il muco che resta nelle vie respiratorie può infatti diventare terreno fertile per infezioni batteriche.

Procedere a un’accurata igiene del naso: dal momento che i piccoli hanno in genere difficoltà a soffiarsi il naso, effettuare un lavaggio nasale è utile per eliminare l’ostruzione meccanica provocata dal muco. Si possono usare soluzioni fisiologiche o acqua termale in fialette monodose oppure nelle pratiche confezioni con erogatore spray.

Nei bambini più grandi si può anche usare una soluzione ipertonica al 2% o al 3%: l’elevata concentrazione di sale esercita un effetto osmotico capace di “attirare” il liquido dalle mucose nasali, così da facilitare la rimozione del muco in eccesso. Eseguiti in modo corretto e con delicatezza, i lavaggi nasali non provocano alcun fastidio ai piccoli e aiutano a sciogliere il muco dal naso.
I momenti ideali per eseguire i lavaggi nasali sono:

  • prima delle poppate: il naso otturato dal muco rende difficoltosa la suzione. Con le narici libere il neonato si alimenta con maggior serenità, anche tenendo conto del fatto che la respirazione nei primi mesi avviene pressoché esclusivamente tramite il naso
  • prima di dormire: sciogliere il muco dal naso nei bambini consente una migliore respirazione e un sonno più sereno, evitando anche stanchezza e irritabilità durante la giornata.  

Aumentare l’apporto idrico: una buona idratazione aiuta a mantenere il più possibile fluido il muco in modo che venga espulso con maggior facilità. Per questo è utile far bere con una certa frequenza ai piccoli acqua, camomilla non zuccherata e brodi leggeri.

Leggi qui anche come sciogliere

Rimedi veloci per sciogliere il catarro 

Alcuni semplici accorgimenti pratici possono essere utili per sciogliere il muco dal naso prima di dover ricorrere al consulto del pediatra e all’eventuale prescrizione di farmaci:

  • umidificare gli ambienti: l’aria secca può accentuare l’occlusione nasale perché asciuga i tessuti e rende più difficile espellere il muco. È opportuno non alzare eccessivamente i termosifoni, in modo che la temperatura in casa rimanga attorno ai 19-20 °C. È utile anche mantenere un buon tasso di umidità usando un umidificatore o tenendo sopra i caloriferi una vaschetta con l’acqua. No agli oli essenziali: quelli di eucalipto e di pino, spesso consigliati per liberare le vie respiratorie, sono fortemente irritanti e quindi sconsigliati nelle stanze dove soggiornano i più piccoli
  • mantenere pulita l’aria: i bambini non dovrebbero essere esposti a sostanze irritanti, a maggior ragione quando hanno il naso chiuso. Va evitato il fumo passivo ed è bene arieggiare spesso gli ambienti nelle ore meno trafficate per tenere lontani inquinanti e polvere
  • far riposare il piccolo in posizione semi-seduta: mettere un rialzo, un cuscino o un asciugamano arrotolato, sotto il materasso dalla parte della testa permette al piccolo di respirare meglio nonostante il naso chiuso
  • fare al piccolo un bagno di vapore: si può creare un ambiente saturo di vapore umido, facendo scorrere l’acqua calda nella vasca o nella doccia e tenendo il piccolo nella stanza per una decina di minuti.

Leggi qui come liberare il bambino dal catarro

Cosa non fare

Il fai-da-te, soprattutto quando si tratta di terapie farmacologiche, è sempre sconsigliato nei bambini. È bene quindi:

  • non utilizzare spray e gocce nasali ad azione vasocostrittrice, medicamenti che, tra l’altro, sono vietati sotto i 12 anni
  • ricorrere all’aerosol solo su prescrizione del pediatra. In questo caso è utile fare prima un lavaggio nasale per migliorare il respiro e favorire la penetrazione dei farmaci nelle vie respiratorie.

Differenza tra muco e catarro 

Il muco, la secrezione prodotta dalle mucose delle vie respiratorie, rappresenta una barriera difensiva naturale fondamentale dell’organismo, sia degli adulti sia dei bambini. Serve infatti a intrappolare virus, batteri e polveri, evitando che penetrino nelle vie aeree profonde.

Tuttavia, quando la produzione aumenta o la densità cambia per via di un’infiammazione o di uno stimolo irritativo, la presenza di muco nel naso (ma non solo) diventa uno dei disturbi più fastidiosi e frequenti nell’infanzia. Ciò succede soprattutto in inverno, quando il freddo e la frequentazione di ambienti chiusi favoriscono la circolazione e la trasmissione dei virus influenzali.

Per trattare correttamente il problema occorre innanzitutto fare una distinzione tra:

  1. muco nel naso: è in genere chiaro e fluido; si accumula nelle cavità nasali provocando una fastidiosa ostruzione che costringe il piccolo a respirare a bocca aperta. Il sonno può essere disturbato, così come la suzione al seno o al biberon. Il ristagno può inoltre favorire l’ostruzione delle tube di Eustachio e provocare dolorose otiti.
  2. muco in gola: dopo essersi fermato nel naso, il muco può scivolare verso la parete posteriore della gola, dato che questi due distretti sono anatomicamente collegati. In questo caso il piccolo percepisce la fastidiosa sensazione di un corpo estraneo in gola. Con il passare dei giorni, poi, il muco non eliminato provoca la classica tosse.
  3. muco nei polmoni: in questo caso, più che di muco (in genere fluido e di facile eliminazione) si dovrebbe parlare di catarro, più denso e complesso da eliminare. Il catarro può essere sintomo di patologie importanti come la bronchite e la polmonite. Nei neonati, in particolare, può essere la spia della bronchiolite, un’infiammazione dei bronchioli (la parte terminale degli alveoli bronchiali dove avvengono gli scambi gassosi per la respirazione) che determina una difficoltà respiratoria tale da richiedere, in alcuni casi, la somministrazione ospedaliera di ossigeno.
 
 
 
 
 

In breve

Il muco protegge le vie aeree ma, se troppo abbondante, può ostruire il naso e scendere nella gola e nei polmoni. E’ utile quindi cercare di scioglierlo velocemente con lavaggi nasali, corretta idratazione e umidificazione degli ambienti. Serve il pediatra se compaiono febbre alta, muco denso persistente o respiro affannoso.

 

 

 

 

 

Pubblicato il 4.11.2026 Aggiornato il 4.11.2026
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