Rickettsiosi: sintomi e come si cura

Francesca Scarabelli A cura di Francesca Scarabelli

Le punture di zecche o pidocchi non sono solo fastidiose, ma rischiano di trasmettere delle rickettsiosi, cioè delle malattie infettive da curare tempestivamente

Rickettsiosi

Le infezioni da rickettsia (o rickettsiosi) sono un gruppo di malattie infettive provocate da batteri che fanno parte della famiglia delle Rickettsiaceae e che possono vivere e moltiplicarsi soltanto all’interno delle cellule di un altro organismo.

Solitamente questi batteri vengono trasmessi attraverso il morso di artropodi vettori ematofagi (cioè che si nutrono di sangue) come ad esempio zecche e acari (aracnidi), oppure pidocchi e pulci (insetti).

I serbatoi naturali, cioè gli organismi in cui questi batteri risiedono normalmente in natura, sono roditori, uccelli o piccoli mammiferi. Nonostante ciò, può essere infettato anche l’uomo, che in questo caso si definisce come ospite accidentale (ad eccezione di R. prowazekii, in cui l’uomo rappresenta il serbatoio principale).

Ogni tipo di Rickettsia dà origine ad una malattia diversa, ma ci sono alcuni sintomi comuni come ad esempio febbre, manifestazioni cutanee, cefalea, vomito, tosse, dolori muscolari, che emergono soprattutto nelle prime fasi della malattia. La diagnosi si basa sui sintomi e su esami effettuati su campioni di sangue e, in alcuni casi, di pelle; è importante però riferire eventuali punture di parassiti nei giorni precedenti.

Sintomi

Esistono diverse forme di Rickettsiosi, che danno origine a malattie diverse tra cui:

  • febbre bottonosa del Mediterraneo, la più diffusa in Italia
  • febbre esantematica delle Montagne Rocciose, diffusa in tutti gli Stati Uniti
  • febbre da morso di zecca africana
  • tifo da zecca di Queensland
  • febbre da zecca dell’Asia Settentrionale
  • tifo epidemico
  • tifo murino.

I sintomi spesso tendono ad essere simili e comprendono:

  • febbre elevata
  • eruzione cutanea
  • grave cefalea
  • malessere diffuso
  • congiuntivite
  • dolori muscolari
  • spesso nella zona in cui si è stati punti si forma una piaga coperta da una crosta nera, chiamata escara.

L’eruzione cutanea può non comparire subito (a volte appare dopo diversi giorni), quindi inizialmente i sintomi possono essere scambiati per quelli di una comune influenza.

Altri fattori a cui fare attenzione, che possono comparire successivamente con l’evolvere dell’infezione, sono gonfiore dei linfonodi, stato confusionale, debolezza, difficoltà respiratoria. Quando l’infezione è avanzata possono svilupparsi ingrossamento di fegato o milza, gangrena, malfunzionamento dei reni, abbassamento grave della pressione arteriosa; in rari casi può seguire il decesso (generalmente in meno del 3% dei casi, variabile in base al tipo di rickettsiosi).

In genere però, se riconosciuta precocemente e trattata con antibiotici adeguati, la rickettsiosi ha una prognosi favorevole. Senza trattamento, tuttavia, può evolvere in forme più gravi.

Febbre bottonosa del Mediterraneo

È la forma più diffusa in Italia ed è causata da Rickettsia conorii, trasmessa principalmente dalla zecca del cane. Si manifesta con un quadro clinico abbastanza tipico e, se trattata precocemente, ha generalmente un decorso benigno.

Sintomi principali:

  • febbre alta
  • cefalea
  • dolori muscolari
  • eruzione cutanea diffusa
  • lesione scura nel punto della puntura (escara).

Tifo murino (o endemico)

Provocato da Rickettsia typhi, è trasmesso dalle pulci, spesso associate a roditori. È diffuso anche nel bacino del Mediterraneo e tende ad avere un decorso più lieve rispetto ad altre forme.

Sintomi principali:

  • febbre moderata o elevata
  • cefalea
  • dolori muscolari
  • eruzione cutanea (non sempre presente)
  • nausea o vomito
  • malessere generale

Febbre da zecca dell’Asia settentrionale

Presente in alcune aree dell’Europa orientale e dell’Asia, è causata da Rickettsia sibirica. Il quadro clinico è simile ad altre rickettsiosi, con buona risposta alla terapia.

Sintomi principali:

  • febbre
  • cefalea
  • eruzione cutanea
  • escara nel punto di puntura
  • dolori muscolari
  • malessere generale.

Tifo epidemico o esantematico

Causato da Rickettsia prowazekii, è trasmesso dai pidocchi del corpo, da non confondere con i pidocchi del capo e che generalmente colpiscono i bambini a scuola.

Oggi è raro nei Paesi sviluppati, ma può comparire in condizioni di sovraffollamento o scarsa igiene e può avere un decorso più severo. A differenza delle altre forme di rickettsiosi, il tifo esantematico colpisce esclusivamente l’uomo e si trasmette da una persona all’altra tramite il morso di pidocchi che si sono infettati succhiando il sangue di una persona malata.

Sintomi principali:

  • febbre alta e improvvisa
  • brividi
  • cefalea intensa
  • eruzione cutanea (dal tronco agli arti)
  • stato confusionale nei casi più gravi
  • marcato malessere generale.

Febbre da morso di zecca africana

Presente nelle regioni dell’Africa subsahariana, è causata da Rickettsia africae. Si distingue per un decorso generalmente più lieve.

Sintomi principali:

  • febbre moderata
  • dolori muscolari
  • ingrossamento dei linfonodi
  • presenza di una o più escare
  • malessere generale.

Tifo da zecca di Queensland

Diffuso in Australia, è provocato da Rickettsia australis. Nella maggior parte dei casi ha un’evoluzione favorevole.

Sintomi principali:

  • febbre
  • cefalea
  • eruzione cutanea
  • escara nel punto di inoculo (non sempre presente)
  • stanchezza marcata
  • dolori articolari.

Febbre esantematica delle Montagne Rocciose

Diffusa soprattutto negli Stati Uniti, è causata da Rickettsia rickettsii ed è una delle forme più severe, che richiede trattamento tempestivo.

Sintomi principali:

  • febbre elevata
  • forte mal di testa
  • dolori muscolari
  • eruzione cutanea (spesso tardiva)
  • interessamento di palmi e piante dei piedi
  • possibile evoluzione verso complicanze gravi.

Scopri qui cosa fare in caso di puntura di zecca

Cause

Le rickettsiosi sono causate da batteri intracellulari del genere Rickettsia. La trasmissione all’uomo avviene con modalità diverse a seconda del vettore:

  • nelle zecche il batterio viene inoculato direttamente attraverso la saliva durante il morso.
  • nei pidocchi e nelle pulci il batterio viene spesso espulso tramite le feci del parassita; l’infezione avviene quando queste deiezioni vengono strofinate involontariamente all’interno della ferita da morso o di piccole lesioni della pelle causate dal grattamento.

Una volta entrati nell’organismo, i batteri colonizzano le cellule che rivestono i vasi sanguigni (cellule endoteliali), causando l’infiammazione (vasculite) responsabile delle manifestazioni tipiche della malattia.

Terapia e cura

Il trattamento delle rickettsiosi si basa sull’impiego di antibiotici specifici, che risultano tanto più efficaci quanto più precocemente vengono somministrati. Il farmaco di prima scelta è generalmente la doxiciclina, utilizzata sia negli adulti sia nei bambini, sempre su indicazione e sotto la supervisione del medico.

In presenza di sintomi sospetti, è importante rivolgersi tempestivamente a un professionista sanitario, che valuterà l’opportunità di iniziare la terapia anche prima della conferma degli esami, per ridurre il rischio di complicanze. È fondamentale evitare il fai-da-te e non assumere antibiotici senza prescrizione medica.

Nella maggior parte dei casi, con un trattamento adeguato, la guarigione avviene in tempi relativamente brevi. Nei casi più gravi può essere necessario il ricovero ospedaliero e un monitoraggio più attento delle condizioni del paziente.

Prevenzione

La prevenzione delle rickettsiosi si basa principalmente sulla riduzione del rischio di punture da parte degli artropodi e insetti vettori.

Il rischio di infezione è legato soprattutto all’esposizione ad ambienti in cui questi vettori sono presenti, come aree rurali, boschive oppure contatto con animali infestati.

Quando si frequentano ambienti a rischio, è consigliabile indossare maglie con maniche lunghe e pantaloni lunghi, oltre a utilizzare repellenti specifici sulla pelle e sugli indumenti.

Dopo l’attività all’aperto è importante controllare accuratamente la presenza di zecche sul corpo e rimuoverle tempestivamente in modo corretto.

Anche la protezione degli animali domestici con prodotti antiparassitari può contribuire a ridurre il rischio. Non esistono vaccini per la maggior parte delle rickettsiosi, quindi l’attenzione ai comportamenti preventivi è la misura più efficace.

In copertina foto di Erik Karits da Pexels

 
 
 

In breve

Una puntura di zecca, pulce o pidocchio può trasmettere le infezioni da rickettsia: i sintomi iniziali possono essere simili a quelli dell’influenza, ma le eventuali complicanze non sono da sottovalutare.

 

Pubblicato il 27.4.2026 Aggiornato il 27.4.2026
Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Le domande della settimana

Tonsille di nuovo arrossate dopo una cura con antibiotico: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

Non si deve avere fretta di ricorrere a cure farmacologiche ogni volta che le tonsille si arrossano, soprattutto se il bambino ha da poco affrontato una terapia con antibiotico.   »

Bimba di 3 anni e mezzo che ha paura di fare la cacca nel vasino o nel water

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Roberta Levi

Ci sono alcuni consigli da seguire per aiutare un bambino a rinunciare al pannolino. Tra questi, il più importante è forse quello di favorire la formazione di feci morbide e, quindi, facili da espellere.   »

Piccolissima con reflusso che non passa nonostante il farmaco

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Stefano Geraci

Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata.   »

Piccola area di mancato accollamento che non si risolve: perché?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

A volte è necessario che trascorra più tempo affinché ogni più piccola anomalia si risolva. Quello che conta è comunque che il feto sia vitale e cresca a un ritmo regolare.   »

Ectropion in gravidanza: c’è da preoccuparsi se sanguina?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Sara De Carolis

Non c'è alcun rischio né per la futura mamma né per il feto se la "piaghetta" (ectropion) sanguina, eventualità frequente proprio durante la gravidanza.   »

Fai la tua domanda agli specialisti