Ancora poche donne in gravidanza risultano vaccinate contro la rosolia

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 27/09/2013 Aggiornato il 26/11/2019

La battaglia contro la rosolia è ancora in corso: nel 2012 è stato registrato un picco di incidenza di infezioni rubeoliche congenite e in gravidanza

Ancora poche donne in gravidanza risultano vaccinate contro la rosolia

Esistono ancora troppi casi di rosolia in gravidanza nonostante esista da tanti anni la possibilità di vaccinarsi contro questa malattia. L’anno scorso, poi, ha visto un vero e proprio un picco di infezioni. A lanciare l’allarme è il ministero della Salute.

Picco di casi nel 2012

Dal ministero della Salute la raccomandazione alla vaccinazione, soprattutto per le donne in gravidanza, arriva forte e chiaro. ”Nel 2008, in concomitanza con l’epidemia di rosolia, è stato registrato un picco di incidenza di infezioni rubeoliche congenite e in gravidanza – si legge nel documento pubblicato sul sito del ministero – un nuovo picco, sebbene inferiore al precedente , è stato rilevato anche nel 2012”.

Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, presentati in occasione della Settimana europea delle vaccinazioni, tra il 2005 e il 2012 ci sono stati 95 casi di rosolia in gravidanza, di cui 17 solo nell’ultimo anno, che hanno portato a 23 interruzioni di gravidanza, 24 sindromi da rosolia congenita e un bimbo nato morto. Nello stesso periodo i casi di rosolia congenita sono stati 59, di cui 16 nel 2012.

Lontani dalla copertura vaccinale

Se da una parte è aumentata la copertura vaccinale contro la rosolia, grazie all’avvio del Piano nazionale di eliminazione del morbillo e della rosolia congenita e alle strategie di vaccinazione estesa ai nuovi nati, la copertura resta ancora al di sotto della soglia del 95%, prevista per il raggiungimento dell’obiettivo di eliminazione. Anche la copertura vaccinale delle adolescenti e delle donne in età fertile è inferiore al tasso critico per impedire la circolazione virale.

Gravi conseguenze

Ogni anno in Italia decine di bambini hanno complicazioni anche gravi a causa della rosolia, una malattia infettiva tipica dell’infanzia e normalmente innocua, ma se presa in gravidanza può provocare danni molto gravi al nascituro. Se il virus viene contratto durante l’attesa, infatti, si possono verificare aborto spontaneo, morte intrauterina del feto, gravi malformazioni fetali e ritardo di acquisizione delle tappe dello sviluppo nel bambino, una volta nato.

In breve

OBIETTIVO: SCONFIGGERE ROSOLIA E MORBILLO

Debellare entro il 2015 la rosolia e il morbillo è l’obiettivo del Piano nazionale varato nel 2011 attraverso una maggiore diffusione del vaccino trivalente, che protegge anche dalla parotite.

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