Salmonella: sintomi e cure in gravidanza e nei bambini

Roberta Raviolo A cura di Roberta Raviolo

Provoca dolori addominali, nausea, vomito, diarrea, ed è pericolosa soprattutto nei bambini piccoli e durante la gravidanza. Per non ammalarsi è bene evitare carne, uova e latte crudi e lavarsi bene le mani.

Salmonella: sintomi e cure in gravidanza e nei bambini

I casi di salmonella tornano periodicamente a occupare le prime pagine dei giornali perchè le infezioni trasmesse da alimenti sono spesso provocate da questo agente batterico.

La malattia infettiva che ne consegue, e che colpisce l’apparato digerente, si chiama salmonellosi ed è provocata appunto da un batterio, la salmonella, trasmessa con l’ingerimento di cibi e bevande contaminate o per contatto. Il rischio salmonella da uova crude, carne poco cotta, latte non pastorizzato o altri alimenti contaminati è sempre alto, quindi bisogna porre molta attenzione a quello che si porta in tavola e alle regole di igiene.

Sintomi

L’intossicazione da salmonella non è sempre facile da diagnosticare, perché i sintomi possono essere vari, appena sfumati, può comparire febbre oppure no, possono manifestarsi sintomi gastrointestinali e perfino infezioni al sistema nervoso. In particolare, i sintomi della salmonella variano a seconda del sierotipo che entra in contatto con l’organismo.

Le forme di salmonellosi minore sono le più diffuse e presentano prevalentemente sintomi che colpiscono l’apparato gastrointestinale, come:

  • dolori addominali
  • crampi addominali
  • vomito
  • diarrea
  • nausea
  • febbre
  • mal di testa
  • a volte sangue nelle feci.

Altre forme di salmonellosi più serie e per fortuna più rare provocano:

  • disturbi di tipo gastrointestinale come nausea, diarrea, vomito, dolori addominali
  • febbre
  • infezioni serie a carico di ossa e sistema nervoso (come meningite) soprattutto nei bambini piccoli e nelle persone con sistema immunitario poco attivo o già affette da altre malattie.

I sintomi della salmonella compaiono dalle 6 ore ai tre giorni dopo l’ingestione del cibo o dell’acqua contaminata. Hanno una durata che varia dai quattro ai sette giorni, quindi solitamente si alleviano gradualmente e la persona si sente meglio. La guarigione avviene nel giro di una decina di giorni circa, se non compaiono complicanze.

Come si prende

La salmonella è molto contagiosa ed è presente in natura con circa 2000 sierotipi diversi. Si trova nell’intestino di molti animali, sia a sangue caldo, sia rettili e viene eliminata nell’ambiente attraverso le feci.

I sierotipi più diffusi nell’uomo sono la Salmonella enteritidis e la Salmonella typhimurium. Questi batteri sono presenti nel terreno e nelle acque e possono contaminare alimenti e bevande che vengono poi ingeriti dagli esseri umani. Una volta che il batterio giunge nell’intestino, esplica la sua azione tossica causando i sintomi elencati sopra.

Gli alimenti che possono contenere il batterio responsabile dei malesseri sono solitamente prodotti crudi di derivazione animale come:

  • carni bovine, ovine e suine crude o poco cotte (quindi salumi, salsicce, tartare, tagliate, roast beef)
  • uova crude e alimenti che sono stati preparati con uova non pastorizzate (per esempio maionese, creme, gelati)
  • latte crudo, ma anche formaggi freschi preparati con latte non pastorizzato
  • ortaggi o verdure irrigati con acqua contaminata dal batterio, consumati crudi e non adeguatamente lavati.

Il contagio tra esseri umani può avvenire nel caso in cui il malato utilizzi posate, asciugamani o altri oggetti in modo non esclusivo. Questi possono recare tracce del batterio e, se usati da un’altra persona, trasmettere il contagio.

Salmonellosi in gravidanza

La gravidanza è una delle condizioni in cui la salmonella può causare più problemi al benessere di una persona e provocare disturbi anche al feto. Durante i nove mesi, infatti, l’organismo femminile è meno attivo dal punto di vista delle difese immunitarie.

Una eventuale infezione può provocare nella futura mamma diarrea e vomito con disidratazione, riducendo la quantità di liquido amniotico nel quale si trova il bambino in crescita e quindi creando un ambiente intrauterino poco favorevole al suo sviluppo. Inoltre, la disidratazione diminuisce il volume totale del sangue circolante, con il risultato che al feto giunge una quantità minore di ossigeno e di nutrimento. Questo può provocare una riduzione della crescita e il piccolo può venire al mondo con un peso inferiore al normale.

In alcuni casi, per fortuna rari, l’infezione batterica può superare la barriera della placenta e contaminare il liquido amniotico, danneggiando il feto. Può anche verificarsi un parto prematuro, pericoloso nel caso in cui il piccolo non sia ancora sufficientemente sviluppato.

Queste problematiche compaiono nel caso in cui la gestante abbia in generale condizioni di salute già compromesse per malattie croniche non ben controllate, oppure abbia trascurato i sintomi della salmonellosi e non abbia effettuato le cure necessarie.

Salmonellosi nei bambini

La salmonellosi è pericolosa anche per i bambini, in modo particolare per quelli di età inferiore ai due anni. Infatti, la perdita di liquidi dovuta alla diarrea e al vomito e la conseguente disidratazione creano una condizione di rischio per i più piccoli, perché possono alterare le funzioni organiche e portare alla perdita di coscienza e al coma.

È quindi essenziale mettersi in contatto con il pediatra se il bimbo manifesta dissenteria e vomito, prima ancora che compaiano sintomi di disidratazione come:

  • pelle pallida e secca
  • scarsa quantità di urina riconoscibile dal pannolino asciutto
  • fontanella del capo più evidente
  • sonnolenza e scarsa reattività agli stimoli
  • inappetenza
  • pianto flebile.

In questo caso il piccolo va portato al pronto soccorso pediatrico per affrontare la situazione nel modo adeguato.

Tutte le cure

Il trattamento della salmonellosi consiste, solitamente, nel riposo e nella somministrazione di una adeguata quantità di liquidi e sali minerali per ripristinare la quantità di acqua e di sostanze nutrienti che l’organismo ha perso con il vomito e la diarrea. La persona può assumerli a piccoli sorsi, meglio ancora con un cucchiaino oppure una cannuccia, per non stimolare il riflesso del vomito, in modo costante durante l’arco della giornata.

Si può bere semplicemente acqua, oppure tè freddo, tisane, camomilla, brodo molto leggero. È il medico (oppure il pediatra) a stabilire se è opportuno integrare con soluzioni a base di minerali.

In alcuni casi non è possibile assumere liquidi per bocca, per esempio se i bambini sono molto piccoli o se il vomito è ancora intenso e frequente. Di conseguenza, soprattutto nel caso delle donne in gravidanza, dei bimbi piccoli e delle persone fragili, può essere necessario il ricovero in ospedale per qualche giorno, per effettuare la somministrazione dei liquidi per infusione venosa.

Gli antibiotici, attivi contro il batterio, sono indicati solo se l’infezione si presenta in forma seria, che non si risolve da sola nel giro di qualche giorno. Vanno comunque prescritti dal medico e non assunti di propria iniziativa.

Quando i sintomi si alleviano, è possibile riprendere gradualmente una alimentazione leggera, a base di riso bianco, patate e carote lesse, mela. È sempre importante bere il più possibile. I bambini che assumono latte materno possono continuare a farlo perché ricevono liquidi e importanti anticorpi.

La prevenzione della salmonellosi

Le cure della salmonellosi sono importanti, ma ancora di più lo è la prevenzione per evitare di entrare in contatto con il batterio.

In linea di massima andrebbero evitati i cibi crudi di provenienza animale e gli ortaggi e i vegetali non adeguatamente lavati. Il discorso vale per tutti, ma in particolare per i bambini piccoli e per le donne in gravidanza, i quali non dovrebbero consumare:

  • carni crude o non ben cotte
  • salumi, affettati, salsicce
  • latte non pastorizzato, formaggi a latte crudo non stagionati
  • uova non abbastanza cotte
  • frutta, verdure, ortaggi crudi non ben lavati.

Queste precauzioni sono importanti anche per evitare altri tipi di infezioni alimentari, per esempio la toxoplasmosi.

Va ricordata l’importanza di lavare spesso con cura le mani, soprattutto dopo aver maneggiato materie prime crude (come carne e uova) per la preparazione degli alimenti. Il rischio salmonella dalle uova è molto elevato e la precauzione non è mai troppa.

Photo by Sarah Chai for pexels

 
 
 

In breve

Per prevenire la salmonellosi, rischiosa in gravidanza e nei bambini piccoli, è bene evitare cibi crudi o poco cotti. Se compaiono i sintomi, come diarrea, vomito, febbre, si deve contattare il medico e cercare di assumere molti liquidi

 

Fonti / Bibliografia

Pubblicato il 10.2.2026 Aggiornato il 11.2.2026
Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Le domande della settimana

Cerchiaggio preventivo: si deve stare sempre a letto?

11/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Nei primi giorni successivi all'intervento di cerchiaggio è possibile che venga raccomandato il riposo, dopodiché si possono riprendere le normali attività quotidiane, evitando comunque ogni eccesso per quanto riguarda l'impegno fisico.   »

Larva inghiottita con la marmellata: ci sono rischi per la gravidanza?

11/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Fabrizio Pregliasco

Le larve che possono essere presenti nella marmellata non sono velenose quindi la loro assunzione accidentale (per quanto possa essere poco piacevole dal punto di vista psicologico) non espone a rischi.   »

Paroxetina in gravidanza: può danneggiare il bambino?

06/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

La paroxetina va senza dubbio assunta in gravidanza, se ve ne è indicazione, visto che aiuta a controllare il disturbo dell'umore da cui è interessata la futura mamma senza causare danni al feto.  »

40 anni e non rimango incinta dopo due mesi di tentativi: devo preoccuparmi?

05/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

In età matura, le probabilità di concepire per ciclo mestruale sono piuttosto basse, quindi non stupisce che dopo appena due mesi di tentativi la gravidanza non sia ancora iniziata. E questo vale anche in caso di riserva ovarica ancora soddisfacente.   »

Qual è il momento migliore per concepire una bambina?

05/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Castagna

Poiché gli spermatozoi X sono più lenti, è possibile (!) che un rapporto sessuale affrontato uno-due giorni prima dell'ovulazione porti al concepimento di una femminuccia. Ma di questo non vi è alcuna certezza.   »

Megavescica del feto alla 13^ settimana di gravidanza: cosa aspettarsi?

04/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Antonella Di Stefano

La megavescica individuata nel feto è un segno ecografico prenatale che può sottendere un ampio spettro di cause e di conseguenze. La situazione va dunque tenuta monitorata tramite controlli ecografici seriati.   »

Cardioaspirina in gravidanza: sì o no?

04/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Augusto Enrico Semprini

Ci sono dei casi in cui piccole dosi di aspirina possono favorire il buon proseguimento di una gravidanza: se il ginecologo curante la prescrive è più che opportuno dargli ascolto.   »

24 ore senza pillola: sono ancora protetta?

28/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Gaetano Perrini

In caso di mancata assunzione del contraccettivo orale per più di 12 ore dall'ora consueta, è opportuno saltare l'intervallo tra una confezione e l'altra, dopo aver comunque assunto, anche se in ritardo, la pillola dimenticata.   »

Fai la tua domanda agli specialisti