Sesta malattia nei bambini: contagio, sintomi e cure

Angela Bruno A cura di Angela Bruno

È una delle meno conosciute tra le malattie esantematiche, si trasmette inalando goccioline respiratorie da un piccolo malato e si manifesta con febbre improvvisa seguita poi dalla comparsa di macchioline rosa pallido sul corpo.

sesta malattia bambini

La sesta malattia (detta anche esantema critico o roseola infantum o febbre dei tre giorni) appartiene allo stesso gruppo di malattie di cui fanno parte varicella, morbillo e scarlattina

Il suo nome è dovuto al fatto che è la sesta malattia appunto ad essere stata scoperta tra quelle esantematiche. 

Pur essendo presente tutto l’anno, è più frequente nei cambi di stagione, in primavera e in autunno. Colpisce soprattutto i più piccoli dai 6 mesi ai 2 anni (sotto i 6 mesi di età è raro che si ammalino perché risultano ancora protetti dagli anticorpi ricevuti dalla mamma durante la gravidanza), mentre è difficile che si manifesti nei bambini più grandi.

La sesta malattia è in genere leggera, non provoca particolari disturbi e guarisce in circa una settimana. In alcuni casi è addirittura asintomatica, cioè non provoca alcun disturbo. Può però capitare che possa riattivarsi a distanza di tempo. Pur non essendo pericolosa, risulta debilitante per il bambino, motivo per cui è importante affrontarla nel modo corretto. Il periodo di incubazione dura da una a due settimane.

Come si trasmette

La sesta malattia è contagiosa, il bambino si ammala quando entra in contatto diretto con il muco e la saliva di un bimbo infetto oppure quando inala le goccioline respiratorie emesse da un piccolo malato attraverso la tosse, gli starnuti o anche semplicemente parlando.

Il bambino è contagioso dai tre giorni prima della comparsa della febbre fino a due giorni dopo l’insorgenza dell’esantema.

Come riconoscerla

Il segnale caratteristico che identifica la presenza della sesta malattia consiste nella febbre molto alta (39/40 gradi) che compare improvvisamente e che, dopo 3-5 giorni, si abbassa di colpo, in concomitanza con la comparsa dell’esantema. 

Nel giro di poche ore (o al massimo un giorno) dalla scomparsa della febbre, infatti, si manifesta l’esantema sotto forma di piccole macchie rosa che interessano prima il collo e il corpo, e poi l’attaccatura di braccia e gambe e il viso. Non tutti i bambini malati però sono colpiti dall’esantema.

Sintomi

La malattia ha un’incubazione di circa 5-15 giorni: questo significa che, anche se il piccolo ha già contratto il virus, i primi sintomi compaiono solo a distanza di tempo, in media dopo 9-10 giorni dal contagio.

Inizialmente, sono presenti i seguenti sintomi:

  • febbre alta, sui 39-40 gradi, che nei bambini predisposti può scatenare anche convulsioni
  • malessere generale
  • dolore, bruciore e arrossamento alla gola
  • congiuntivite
  • congestione nasale
  • irritabilità
  • gonfiore alle ghiandole del collo.

A distanza di tre-cinque giorni, la temperatura si abbassa di colpo e contemporaneamente la pelle si riempie di macchioline di colore rosa pallido, grandi quanto una capocchia di spillo e talvolta leggermente in rilievo. Ma solo in una parte dei bambini (30% circa) si manifesta l’esantema.

Le prime zone colpite sono il tronco e il collo, seguite dall’attaccatura di gambe e braccia e dal viso. Solitamente queste macchie non provocano prurito né desquamazione e scompaiono nel giro di 24-48 ore.

Cure

In genere, la sesta malattia non richiede cure specifiche. Il pediatra può prescrivere un trattamento a base di antipiretici per abbassare la febbre ed eventualmente sciroppi e spray per alleviare il dolore alla gola.

In ogni caso, bisogna tenere presente che il disturbo tende a risolversi spontaneamente. Per evitare il rischio di disidratazione dovuto alla febbre alta è importante dare spesso da bere al piccolo ammalato. Ricordarsi quindi di offrire spesso al bimbo acqua, tè, tisane, spremute (in base all’età) per contrastare la perdita di liquidi dovuta alla febbre.

L’eventuale manifestarsi di convulsioni in concomitanza con la febbre alta improvvisa non rappresenta in genere un pericolo per il bimbo e non richiede particolari cure in quanto si risolve spontaneamente.

In caso di dubbio, tuttavia, soprattutto se le convulsioni si manifestano per la prima volta, è sempre consigliabile rivolgersi al pediatra o eventualmente portare il piccolo al Pronto Soccorso.

Come prevenirla

Non esiste un vaccino per la sesta malattia. Per tenere lontana la malattia è però sempre importante osservare (e far osservare al bimbo più grandicello) le regole base dell’igiene, ovvero:

  • lavare spesso mani e viso del bambino
  • evitare di condividere bicchieri, posate, piatti con persone infette
  • evitare, nei limiti del possibile, contatti ravvicinati con gli altri bambini.

Anche se è considerata una malattia che si risolve da sola e anche abbastanza velocemente, può essere un problema per quei bambini che hanno basse difese immunitarie.

Sesta malattia in gravidanza

La sesta malattia generalmente non costituisce un pericolo significativo durante la gravidanza. Questo perché la stragrande maggioranza della popolazione adulta, incluse le donne in età fertile, ha già contratto l’infezione in età infantile sviluppando un’immunità permanente.

Il rischio teorico riguarda la primo-infezione, ovvero la situazione in cui la madre contrae il virus per la prima volta proprio durante la gestazione. Anche in questo caso, il pericolo per il feto è considerato basso.

Si consiglia comunque di adottare misure precauzionali, come evitare contatti stretti con persone (solitamente bambini) che manifestano i sintomi della malattia, specialmente durante il primo trimestre di gravidanza.

In caso di esposizione certa o di comparsa di sintomi sospetti (come febbre alta e rash cutaneo), è indispensabile consultare il proprio medico curante.

Nelle rare circostanze in cui una madre non immune contrae l’infezione, il virus può teoricamente attraversare la placenta e infettare il feto. Questa evenienza, nota come infezione congenita da HHV-6, è molto rara. Si stima che avvenga solo nell’1% circa delle gravidanze, proprio grazie alla diffusa immunizzazione della popolazione.

Se il neonato contrae l’infezione congenitamente, può manifestare febbre alta subito dopo la nascita. Questa condizione può rendere necessario un breve ricovero ospedaliero per monitoraggio e accertamenti, ma generalmente si risolve senza conseguenze a lungo termine per la salute del bambino.

Le cause della sesta malattia

È causata dall’Herpes virus di tipo 6B (HHV-6B), della famiglia degli Herpesviridae, la stessa cui appartiene il virus responsabile della varicella.

La categoria più vulnerabile è rappresentata dai bimbi che frequentano il nido per due motivi:

  • le probabilità di contagio aumentano stando in comunità
  • la malattia riguarda quasi esclusivamente i bebè di età compresa fra i sei mesi e i due anni.
 
 
 

In breve

La sesta malattia è la sesta scoperta tra quelle esantematiche e si manifesta con febbre alta improvvisa e dopo qualche giorno, alla scomparsa della stessa, un’eruzione cutanea su collo, pancia e gambe. È molto contagiosa ma solitamente si risolve nel giro di pochi giorni e in modo spontaneo.

 

Fonti / Bibliografia

Pubblicato il 27.10.2025 Aggiornato il 27.10.2025
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