Si fa presto a dire… tosse

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 27/03/2018 Aggiornato il 27/03/2018

La tosse non è tutta uguale. C’è quella acuta, quella persistente, quella cronica. Da affrontare in modo diverso

Si fa presto a dire… tosse

È uno dei sintomi più comuni in assoluto dell’età pediatrica, a maggior ragione in questo periodo, con l’inverno che stenta a finire e gli sbalzi climatici che la fanno da padroni. Stiamo parlando della tosse, un meccanismo di difesa molto fastidioso. Basti pensare che, secondo gli esperti riuniti in occasione del 12° Congresso AIST (Associazione Italiana Studio Tosse), tenutosi recentemente a Bologna, almeno un bambino su tre in età prescolare ha assunto nell’ultimo mese un farmaco antitussivo.

Di che cosa si tratta

Molti credono che la tosse sia una malattia. In realtà, è più un sintomo. Si tratta, più precisamente, di un atto fisiologico di difesa innescato dall’organismo con uno scopo ben preciso: liberare le vie aeree da secrezioni e materiale estraneo. Nella maggior parte dei casi, specialmente durante la stagione invernale, si tratta di tosse acuta, ossia un fenomeno passeggero scatenato soprattutto da virus o batteri che hanno infettato le vie aeree superiori (l’agente eziologico più frequente è il Rhinovirus, responsabile anche del raffreddore). Inizialmente in questo caso è secca e stizzosa e può accompagnarsi ad altri sintomi, come febbricola, astenia, ostruzione nasale o rinorrea. Tende a risolversi in una-due settimane.

Quando non passa

Nel 10% circa dei bambini, tuttavia, la tosse acuta non guarisce e si trasforma in persistente, che dura cioè da tre-quattro settimane e spesso anzi dà l’impressione di non finire mai. In questo caso la causa più comune nel bambino di età scolare e nell’adolescente è la pertosse, spesso risultato delle inadeguate coperture vaccinali. Infine, c’è la tosse cronica, che dura anche per più di otto settimane e che, nella maggior parte dei casi, deriva da infezioni respiratorie ricorrenti, bronchiti batteriche protratte (PBB), o asma bronchiale.

Cinque consigli utili

Di qualsiasi forma di tosse soffra il bambino, per aiutarlo è importante seguire cinque consigli:

  1. offrigli da bere con una certa frequenza: se le mucose sono secche, infatti, la tosse peggiora;
  2. ricorrere all’uso degli appositi umidificatori per ambienti se l’aria di casa è troppo secca;
  3. fare lavaggi nasali con soluzione fisiologica per umidificare le vie aeree;
  4. prediligere prodotti naturali a base di miele e Althea officinalis che, secondo recenti studi, possiedono proprietà antimicrobiche e antinfiammatorie per il trattamento della tosse acuta;
  5. non usare gli antibiotici se l’infezione non è di origine batterica.

 

 

 
 
 

Da sapere!

Evitare di esporre i bambini al fumo passivo e non ricorrere ad aerosol con farmaci broncodilatatori e/o cortisonici se non prescritti dal pediatra.

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Escursione a 1650 metri: si può portare un bambino?

13/08/2020 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

Un bimbo di tre anni può avere problemi di adattamento se viene portato ad altitudini superiori ai 2500-3000 metri.  »

Il Sars-CoV-2 può rendere sterile il mio bambino?

13/08/2020 Gli Specialisti Rispondono di Professor Matteo Bassetti

Che l'infezione causata dal nuovo coronavirus possa provocare infertilità maschile è solo un'ipotesi non dimostrata.   »

A due anni perché non parla ancora?

12/08/2020 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Daniela Biatta

Fino ai tre anni di età, una volta esclusi deficit di qualsiasi natura, si può ipotizzare la non grave condizione di "parlatore tardivo"  »

Fai la tua domanda agli specialisti