Streptococco, record di contagi tra i bambini: cause, sintomi e cure

Roberta Raviolo A cura di Roberta Raviolo Pubblicato il 16/05/2024 Aggiornato il 17/05/2024

Forte aumento di casi di Streptococco tra i piccoli, tra il 2023 e il 2024. Con l’aiuto della dottoressa Inzaghi del Bambin Gesù cerchiamo di capire perché succede e se è possibile fare qualcosa per proteggere da questo batterio i nostri bambini.

Streptococco, record di contagi tra i bambini: cause, sintomi e cure

Lo Streptococco è un batterio di cui esistono numerose varianti e che è molto diffuso soprattutto tra i bambini. È responsabile di forme di mal di gola serie tra i più piccoli, ma anche tra gli adulti. In questa primavera 2024 gli esperti hanno registrato diversi casi di infezioni da Streptococco, dovuti probabilmente alla fine delle misure di prevenzione del Covid-19 messe in atto negli anni scorsi. Vediamo come gestire questa infezione che colpisce spesso i nostri bambini.

Streptococco bambini: esplosione di contagi

Tra il 2023 e il 2024, gli esperti hanno registrato un aumento di infezioni da Streptococco tra i bambini. In alcuni casi si ripetevano anche a breve distanza l’una dall’altra. Le cause di questa esplosione di contagi sarebbero collegate con la fine delle misure contenitive messe in atto tra il 2020 e il 2022, per arginare la diffusione del Covid-19. A questo tema è stato dedicato uno studio, condotto dalla Fondazione Policlinico Gemelli IRCCS e dall’Università Cattolica, pubblicato su Lancet Microbe e basato su dati relativi proprio alla diffusione dello Streptococco tra il 2018 e il 2023, ricavati dagli accessi al Pronto Soccorso pediatrico. Nel periodo 2020-2022 si è verificata una riduzione di infezioni da Streptococco, sia come quantità totale dei tamponi analizzati in ospedale sia per quanto riguarda la percentuale dei tamponi positivi. L’uso della mascherina, il lavaggio frequente delle mani, il distanziamento tra le persone hanno infatti protetto dal virus Sars-CoV-2 e anche da altre infezioni, come appunto quella dovuta allo Streptococco.

Il parere della pediatra

“Le conclusioni dello studio sono assolutamente condivisibili” commenta la dottoressa Elena Inzaghi dell’unità Operativa di Pediatria generale del Bambino Gesù di Roma. “Inoltre, si è verificato un secondo effetto. L’organismo dei più piccoli è stato protetto anche nei confronti di altri germi, per esempio dal virus respiratorio sinciziale  responsabile della bronchiolite. Si è notata infatti anche una ripresa delle infezioni da parte di questo virus, con conseguente incremento dei ricoveri tra i bambini. Un organismo indebolito da una infezione preesistente è ovviamente più predisposto a contrarre  altre infezioni, dovute a microrganismi differenti come lo Streptococco”.

Le cause di questo boom 

Il rialzo dei casi osservati nel 2023 colpisce soprattutto la fascia di età tra i 3 e i 6 anni, probabilmente perché i bambini di questa età avevano precedentemente avuto un limitatissimo contatto con virus e batteri a causa delle restrizioni attuate durante la pandemia. Di conseguenza, non hanno sviluppato una normale attività del sistema di difese, il sistema immunitario, necessaria per proteggere dall’attacco di virus e batteri. Entrare in contatto con i germi è infatti un modo per allenare l’organismo a sviluppare anticorpi e quindi per imparare a combattere le infezioni. Secondo gli esperti, insomma, il contatto ridotto con lo Streptococco e con altri microrganismi ha determinato lo sviluppo di un “debito immunologico”, ossia un ridotto livello di attivazione delle nostre difese naturali.
Va detto inoltre che, anche se ci si è già ammalati di Streptococco, è possibile contrarre di nuovo l’infezione, più di una volta, perché non si sviluppa immunità. 

Si può prevenire la diffusione dello Streptococco?

Come è possibile, in questa situazione, aiutare i bambini contro l’infezione da Streptococco? “Non si può parlare di una vera e propria prevenzione. Sono sempre valide le misure di sicurezza come, appunto, lavarsi con cura le mani, ma non è detto che, se in classe un bambino è positivo allo Streptococco, anche gli altri lo siano” aggiunge la dottoressa Inzaghi. “Di conseguenza non serve sottoporre il bambino a un tampone in assenza di sintomi. Se, invece, il piccolo presenta i sintomi tipici dello Streptococco, quindi febbre alta, tonsille infiammate e gonfie, è opportuno effettuare il tampone, evitando i test fai da te che non sempre sono attendibili. È meglio sottoporsi a un tampone faringo-tonsillare effettuato da personale qualificato per capire se in effetti è presente lo Streptococco e se in tal caso sia necessaria la terapia antibiotica. Solo in casi selezionati bisogna ricorrere all’esame culturale con antibiogramma, per individuare le caratteristiche del batterio”.

Tutto sulle infezioni da streptococco

Lo Streptococco fa parte di un ampio gruppo di batteri, gli streptococchi appunto, che causano le infezioni streptococciche. Possono essere suddivisi in due gruppi principali:

  • streptococchi alfa-emolitici;
  • streptococchi beta-emolitici del gruppo A e del gruppo B

Lo streptococco più diffuso nel gruppo degli alfa-emolitici è lo pneumococco o Streptococco pneumoniae, che causa infezioni dell’orecchio o dei seni paranasali, polmoniti, batteriemia, sepsi e meningite.

Gli streptococchi beta-emolitici del gruppo A (SBEA o SBEGA) causano:

  • angina o faringite streptococcica;
  • scarlattina, una delle malattie esantematiche dei bambini;
  • impetigine, una infezione della pelle;
  • sindrome da shock tossico;
  • cellulite e fascite necrotizzante;
  • endocardite, cioè un’infezione che colpisce il cuore.

Gli streptococchi beta-emolitici del gruppo B possono causare infezioni del sangue, polmoniti e meningiti nei neonati, ma possono colpire anche gli adulti.

Cos’è la faringite da streptococco?

Lo streptococco è la causa dei mal di gola dei nostri bambini nel 10% casi: il responsabile, più precisamente, è lo streptococco beta emolitico di gruppo A (SBEGA). Questo tipo di mal di gola viene chiamato faringite streptococcica, tonsillite streptococcica oppure mal di gola da streptococco. Si tratta di un’infezione batterica molto contagiosa che può colpire adulti e bambini. 

Streptococco, sintomi

I sintomi della faringite da streptococco coinvolgono solitamente la faringe, ma possono interessare anche le tonsille. Tra le manifestazioni principali possiamo ricordare:

  • mal di gola;
  • dolore nel deglutire;
  • tonsille gonfie e arrossate;
  • linfonodi del collo arrossati;
  • placche in gola (non sempre);
  • febbre.

Alcuni bambini possono inoltre avere mal di testa, mal di stomaco e nausea.

Come capire se è streptococco?

Come abbiamo visto, molti sintomi dello streptococco nei bambini sono assai simili a quelli delle faringiti e delle faringotonsilliti di origine virale, che però sono spesso accompagnate da raffreddore, raucedine o congiuntivite. La presenza di placche in gola, cioè l’essudato biancastro che ricopre le tonsille infiammate, non è segnale sicuro di streptococco, dato che anche alcune faringotonsilliti di origine virale possono provocare questo sintomo. Nemmeno il pediatra più esperto può quindi diagnosticare con certezza una infezione da streptococco: prima di procedere con una cura antibiotica è quindi necessario sottoporre il paziente a un tampone.

Che tampone eseguire per lo Streptococco

Se si sospetta che il mal di gola del nostro bambino sia provocato dallo streptococco beta emolitico di gruppo A è importante effettuare un tampone per averne la certezza e poter quindi procedere con la terapia più adatta. Ci sono principalmente due tipi di tampone streptococco:

  • tampone classico: richiede più tempo ma può essere utile per bambini e adolescenti, dal momento che sono soggetti a rischio di sviluppare la febbre reumatica se l’infezione non viene trattata in modo adeguato. Si esegue strofinando delicatamente un piccolo cotton-fioc su cellule ed essudato delle tonsille. Il campione viene poi esaminato in laboratorio. Il tampone colturale (che quindi non individua solo la presenza dello Streptococco ma anche il tipo di batterio perché si esegue l’antibiogramma) si fa solo in casi particolari, per esempio se l’infezione non risponde agli antibiotici.
  • tampone rapido: il tampone di prima scelta è il rapido, quello per individuare gli antigeni diretti contro lo Streptococco. Si può eseguire in farmacia oppure a casa. Ha un’attendibilità elevata (circa 96%) ma deve essere fatto bene, ossia usando l’abbassalingua, senza toccare il cavo orale e prelevando materiale da entrambe le tonsille. Se non si è certi di riuscire a fare a casa in questo modo, è meglio farlo in farmacia o dal pediatra perché può risultare negativo anche se il batterio è presente

tampone streptococco

Foto di Semevent da Pixabay

Come avviene il contagio

Ma come si trasmette lo streptococco? Questo batterio si diffonde facilmente, soprattutto tra i bambini. Il contagio  dello streptococco avviene tramite le goccioline di saliva di una persona infetta, che vengono diffuse ad esempio tramite tosse o starnuti. Ci si può contagiare anche bevendo nello stesso bicchiere o mangiando con le posate usate da una persona infetta, toccando superfici contaminate e poi portandosi la mano al naso o alla bocca oppure toccando lesioni cutanee causate da questo batterio.
I sintomi compaiono in genere dopo 2-5 giorni di incubazione. Il periodo in cui il pericolo di contagio è maggiore è al culmine della sintomatologia, ma il paziente (se non viene curato con antibiotici) rimane contagioso fino a 21 giorni dalla comparsa dei sintomi. Chi è positivo allo streptococco, ma asintomatico, è meno contagioso di chi manifesta sintomi.

Quanto dura l’infezione da streptococco?

Se l’infezione viene trattata con antibiotici, la febbre tende ad abbassarsi già dopo il primo giorno, mentre gli altri sintomi miglioreranno nel giro di un paio di giorni. Il rientro del bimbo a scuola, se le sue condizioni di salute generale sono buone, può avvenire già dopo 24 ore dalla prima assunzione di antibiotico. La terapia antibiotica va comunque portata a termine e di solito dura una decina di giorni. Se non trattato, invece, il paziente rimane contagioso per 21 giorni dopo la comparsa dei primi sintomi.

Come si cura la faringite da streptococco?

La faringite da streptococco di solito non è grave, ma se trascurata può dare origine a complicazioni anche serie. Per evitarle (e per ridurre i fastidiosi sintomi) si consiglia di cominciare la cura antibiotica entro 9 giorni dalla comparsa dei sintomi. L’antibiotico per streptococco consigliato nella maggior parte dei casi è l’amoxicillina. Il pediatra può inoltre prescrivere altri farmaci per alleviare i sintomi, come ad esempio paracetamolo e ibuprofene, in grado di abbassare la febbre e alleviare mal di gola e malessere.

C’è poi una percentuale di bimbi (dal 10 al 25%) che, pur risultando positivi al tampone, non sviluppano i sintomi dell’infezione. Questi bambini sono portatori di SBEA (condizione che può perdurare settimane o mesi): hanno scarsa contagiosità e un rischio minimo di complicanze. Per loro non è consigliata la terapia antibiotica.

Rischi e complicanze

Le infezioni da streptococco possono dare origine a complicanze anche gravi: è proprio per questo motivo che in caso di dubbio si consiglia di rivolgersi subito al proprio pediatra per eseguire un tampone e iniziare tempestivamente una eventuale terapia antibiotica. Tra le complicanze più gravi possiamo ricordare:

  • la malattia reumatica (o febbre reumatica), che si manifesta con febbre e dolori e gonfiori articolari. Spesso coinvolge anche il cuore. È più frequente nei bambini tra i 5 e i 15 anni di età;
  • la glomerulonefrite acuta post-infettiva (PANDAS, ovvero Pediatric Autoimmune Neuropsychiatric Disorders Associated with Streptococcal Infections, cioè disturbi neuropsichiatrici infantili autoimmuni associati a infezioni da streptococco). È una complicanza che si manifesta con urine di colore scuro, ipertensione arteriosa, edemi e con la comparsa di un disturbo ossessivo-compulsivo.

In alcuni casi, inoltre, la faringotonsillite da streptococco beta emolitico di gruppo A può causare l’estensione dell’infezione a tessuti vicini, provocando ascessi peritonsillari, parafaringei o retrofaringei, otite media, sinusite e mastoidite.

Il batterio può poi produrre alcune sostanze dette esotossine e causare così la scarlattina.

Le principali misure di prevenzione

Per prevenire la diffusione dello Streptococco bisogna innanzitutto lavarsi le mani spesso e in maniera accurata per almeno 20 secondi, soprattutto dopo aver tossito o starnutito, o prima di mangiare. È meglio poi evitare di condividere posate, bicchieri e oggetti per l’igiene personale e lavare con particolare attenzione piatti, posate e bicchieri utilizzati da una persona malata.

In copertina Foto di Victoria_Regen da Pixabay

 

In breve

Lo Streptococco è un batterio molto diffuso, che anche quest’anno si è manifestato in molti bambini come conseguenza delle ridotte difese dell’organismo dovute alle passate restrizioni Covid, che hanno limitato la circolazione dei germi. Se compare mal di gola e febbre, è bene parlarne con il pediatra per effettuare il tampone.

 

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