Streptococco: cause, rischi e rimedi

Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 09/02/2017 Aggiornato il 09/02/2017

Lo streptococco è un batterio che può causare infezioni molto gravi, dalla polmonite alla meningite. Come scoprirlo e intervenire

Streptococco: cause, rischi e rimedi

Lo streptococco è un batterio gram-positivo di forma tonda che si raggruppa in colonie a collana e si annida in particolar modo nella bocca e nella cute. Ne esistono di varie specie, ma la più comune, soprattutto tra i bambini, è il beta-emolitico di gruppo A, o pyogenes, che nei portatori sani fa parte della flora batterica della gola senza creare alcun problema. Se, invece, il bambino presenta febbre e mal di gola, tipici sintomi di faringite e tonsillite, allora sarebbe meglio rivolgersi al pediatra.

Alcuni più aggressivi di altri

Esistono alcune specie di streptococchi particolarmente aggressivi che colpiscono la cute e i tessuti molli causando infezioni cutanee, come la necrosi, e infezioni sistemiche, come la polmonite. In questi casi è bene seguire una terapia d’urgenza ad alto dosaggio di penicillina e, per quanto riguarda la pelle infetta, intervenire con la chirurgia per rimuovere le aree colpite.

Come si scopre

Il tampone faringeo serve per individuare la presenza dello streptococco. Sono disponibili due tipi di tampone: l’esame colturale eseguito in ospedale o nei laboratori di analisi, il cui esito arriva dopo qualche giorno, e il test rapido con risultato immediato. Quest’ultimo è uno strumento molto semplice da utilizzare e facilmente reperibile, che però non può essere eseguito dai genitori a casa, ma solo dal medico.

Conseguenze se trascurato

Lo streptococco, se non trattato entro i primi 9 giorni, può provocare la malattia reumatica, patologie renali, come la glomerulonefrite, o ascessi retrofaringei o peritonsillari, che si manifestano dopo circa un mese dall’infezione. Il rimedio per combatterlo è seguire una terapia di 10 giorni a base di amoxicillina, un antibiotico.

Modificare la flora batterica

Nel nostro corpo abitano anche batteri, funghi e virus che svolgono un’azione di difesa all’interno dell’organismo. Da qui l’idea di modificare la flora batterica introducendo i “germi buoni” per contrastare l’azione di quelli più aggressivi, ma servono ulteriori ricerche per capire se questa strategia contro lo streptococco possa realmente funzionare.

 

 

 

 
 
 

In breve

I TIPI PIU’ PERICOLOSI

6 sono le specie di streptococchi pericolose per: il pyogene (faringite e tonsillite), lo Streptococcus pneumoniae (meningite, setticemia, bronchite, otite e sinusite), lo Streptococcus mutans (carie ai denti), l’agalactiae (meningite e polmonite), il faecalis e il faecium (meningite, endocardite e infezioni del tratto urinario).

 

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