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La SIRT è una possibile spiegazione di quella tosse insistente che sembra non passare, anche quando il raffreddore è ormai finito e non si notano altri sintomi. Nei bambini può manifestarsi con colpi di tosse stizzosi, ripetuti e scatenati da stimoli comuni come l’aria fredda, i profumi o il movimento.
Riconoscerla, però, non significa attribuire subito ogni tosse persistente a questa condizione: è importante capire da quanto tempo dura, in quali situazioni compare e, soprattutto, escludere altre possibili cause.
Con la sigla SIRT si indica la Sindrome da Ipersensibilità dei Recettori della Tosse: una condizione in cui i recettori e le vie nervose coinvolti nel riflesso della tosse reagiscono in modo eccessivo a stimoli che normalmente non dovrebbero provocare una risposta così intensa. Può bastare, per esempio, respirare aria fredda, sentire un odore pungente, correre o parlare a lungo per avvertire un solletico alla gola e iniziare a tossire.
Non esiste un singolo esame che confermi la SIRT. Il pediatra parte dalla storia del bambino: chiede quando è iniziata la tosse, se è secca o grassa, in quali momenti si presenta e quali fattori sembrano scatenarla. Valuta poi i sintomi associati e visita il bambino, per escludere condizioni come asma, infezioni persistenti o altre patologie respiratorie.
In base al quadro clinico può richiedere ulteriori accertamenti, per esempio una radiografia del torace o una spirometria, quando l’età lo consente. La SIRT viene quindi presa in considerazione dopo un’attenta valutazione, non semplicemente perché la tosse dura a lungo.
Capire la causa è fondamentale anche per scegliere come intervenire: una tosse persistente non si cura sempre allo stesso modo e, quando è legata a un’ipersensibilità dei recettori, i comuni rimedi contro la tosse potrebbero non essere efficaci.
I sintomi
La SIRT viene descritta come una condizione caratterizzata da una particolare sensibilità del riflesso della tosse.
Il bambino può avvertire un solletico o un’irritazione alla gola e iniziare a tossire anche in assenza di un’infezione respiratoria in corso. La tosse è spesso secca, stizzosa e difficile da controllare; può presentarsi a colpi ripetuti e diventare fastidiosa durante le normali attività quotidiane.
Alcuni stimoli possono favorirne la comparsa, come parlare a lungo, ridere, fare attività fisica, respirare aria fredda o entrare in contatto con odori intensi. La frequenza degli episodi può cambiare nel corso della giornata e la tosse può interferire con il gioco, la concentrazione e il riposo.
Leggi qui il nostro approfondimento sulla tosse nei bambini
Le cause più comuni della tosse che non passa
Una tosse che persiste non ha necessariamente un’unica origine. Nei bambini, soprattutto in età prescolare e scolare, può dipendere da diverse condizioni: alcune sono temporanee e tendono a risolversi spontaneamente, altre richiedono una valutazione e un trattamento specifici.
Tra le cause più frequenti troviamo:
- tosse post-infettiva: dopo un raffreddore, un’influenza o un’altra infezione respiratoria, la tosse può continuare anche quando gli altri sintomi sono scomparsi. Le vie respiratorie impiegano infatti del tempo per tornare alla normalità
- infezioni virali ricorrenti: i bambini che frequentano il nido o la scuola entrano spesso in contatto con nuovi virus. Può quindi sembrare che la tosse non passi mai, mentre in realtà si tratta di episodi infettivi successivi
- asma: può provocare tosse, talvolta soprattutto di notte o durante e dopo l’attività fisica. Può essere accompagnata da respiro sibilante, difficoltà respiratoria o senso di costrizione al torace, ma in alcuni bambini la tosse è il sintomo predominante
- bronchite batterica protratta: è una possibile causa di tosse cronica grassa, cioè accompagnata da secrezioni. Può richiedere una terapia antibiotica prescritta dal pediatra
- rinite e rinosinusite: le secrezioni nasali che scendono verso la gola possono stimolare la tosse, soprattutto quando il bambino è sdraiato. Possono essere presenti anche naso chiuso, muco e starnuti
- pertosse: questa infezione batterica può causare accessi di tosse ravvicinati e intensi, talvolta accompagnati da vomito. Nei lattanti può manifestarsi in modo meno tipico e comportare rischi maggiori.
Esistono poi cause meno frequenti, ma importanti da riconoscere, come l’inalazione accidentale di un corpo estraneo, alcune malformazioni delle vie respiratorie, la fibrosi cistica e altre patologie polmonari. Una tosse iniziata improvvisamente, per esempio durante un pasto o mentre il bambino gioca con piccoli oggetti, deve far sospettare un’eventuale inalazione di un corpo estraneo e richiede una valutazione tempestiva.
È bene ricordare che la durata della tosse, da sola, non permette di stabilirne la causa. In età pediatrica si parla generalmente di tosse cronica quando persiste ogni giorno per più di quattro settimane: in questo caso è opportuno rivolgersi al pediatra per individuare l’origine del disturbo e valutare gli eventuali accertamenti. Anche la presenza di difficoltà respiratoria, sangue nell’espettorato, scarso accrescimento o episodi ricorrenti di polmonite richiedono particolare attenzione.
Esami da effettuare e diagnosi
Quando la tosse di un bambino non passa, il primo passo per arrivare a una diagnosi è una visita pediatrica accurata. Non esiste, infatti, un esame specifico capace di individuare da solo la SIRT: la valutazione serve soprattutto a capire se la tosse dipende da una malattia respiratoria o da un’altra condizione che richiede un trattamento mirato.
Il pediatra raccoglie innanzitutto informazioni sulla durata e sulle caratteristiche della tosse: quando è comparsa, se è secca o grassa, se si presenta soprattutto di giorno o di notte e quali situazioni sembrano scatenarla. Chiede anche se il bambino ha avuto infezioni recenti, se soffre di allergie o asma e se sono presenti altri disturbi, come febbre, difficoltà respiratoria o scarso accrescimento. La visita comprende l’ascolto del torace e la valutazione delle condizioni generali.
Se la tosse persiste da oltre quattro settimane, le linee guida raccomandano di considerare alcuni accertamenti iniziali:
- radiografia del torace: permette di osservare i polmoni e le strutture del torace, individuando eventuali alterazioni che possono orientare la diagnosi
- spirometria: è un esame della funzionalità respiratoria, generalmente eseguibile nei bambini abbastanza grandi da collaborare. Può aiutare a riconoscere un’ostruzione delle vie aeree, come quella che si può osservare nell’asma
- esami mirati: in base ai sintomi e ai risultati della prima valutazione, il pediatra può richiedere approfondimenti per indagare, per esempio, allergie, infezioni specifiche o altre patologie respiratorie.
Non tutti i bambini devono necessariamente sottoporsi a tutti questi esami: la scelta dipende dall’età, dalla storia clinica e dai segnali emersi durante la visita. Anche una tomografia computerizzata (TAC) non viene eseguita di routine, soprattutto se la radiografia e l’esame obiettivo non mostrano anomalie.
La diagnosi di SIRT, o di ipersensibilità del riflesso della tosse, richiede quindi particolare cautela. Si può prendere in considerazione quando la tosse presenta caratteristiche compatibili con un’eccessiva sensibilità agli stimoli e le valutazioni cliniche non evidenziano altre cause. In età pediatrica è importante non fermarsi a questa spiegazione senza aver prima escluso le condizioni più comuni e quelle che necessitano di cure specifiche.
Se gli accertamenti iniziali sono nella norma e non emergono segnali che facciano sospettare una patologia particolare, il medico può anche consigliare un periodo di osservazione, programmando una nuova valutazione per verificare l’evoluzione dei sintomi. L’obiettivo non è soltanto dare un nome alla tosse, ma individuare la sua causa e scegliere il percorso più adatto al bambino.
Come si cura la tosse persistente
Non esiste un rimedio valido per tutte le forme di tosse persistente: la cura dipende dalla causa che la provoca. Per questo è importante evitare di somministrare farmaci antitosse o altri medicinali senza aver prima consultato il pediatra. Un trattamento non adatto può risultare inutile e, in alcuni casi, ritardare il riconoscimento del problema.
Se la tosse è una conseguenza di un’infezione virale, per esempio, può attenuarsi gradualmente senza bisogno di terapie specifiche. In questa fase possono essere utili alcune semplici attenzioni: offrire al bambino acqua a sufficienza, effettuare lavaggi nasali con soluzione fisiologica quando è presente congestione e mantenere gli ambienti liberi da fumo, polvere e profumi intensi. Il miele può dare un sollievo modesto nei bambini con più di un anno, ma non va mai somministrato sotto i 12 mesi per il rischio di botulismo infantile.
Quando viene individuata una causa precisa, invece, il pediatra può indicare un trattamento mirato:
- asma: se la tosse è legata all’asma, possono essere prescritti farmaci inalatori come i corticosteroidi secondo il quadro clinico e il piano terapeutico stabilito dal medico
- bronchite batterica protratta: in presenza di tosse grassa persistente riconducibile a questa infezione può essere necessario un ciclo di antibiotici. La scelta del farmaco e la durata della terapia spettano al pediatra
- rinite o allergia: se la tosse è associata a un problema delle vie respiratorie superiori, il trattamento può prevedere lavaggi nasali e, quando indicato, medicinali specifici per controllare l’infiammazione o i sintomi allergici
- pertosse o altre infezioni: il medico valuta se siano necessari antibiotici o altri interventi, tenendo conto dell’agente infettivo, dell’età del bambino e delle sue condizioni.
E se la tosse è legata alla SIRT?
Quando la tosse dipende da un’ipersensibilità del riflesso, i comuni sciroppi o antitosse si rivelano spesso inefficaci.
In questi casi l’approccio non è standardizzato: nei bambini le evidenze sui trattamenti specifici sono ancora limitate. Talvolta, soprattutto quando la tosse presenta componenti funzionali o è associata a tic, si valuta un percorso comportamentale o specialistico per aiutare il bambino a gestire lo stimolo.
Qualsiasi scelta va concordata con il pediatra, evitando terapie fai-da-te.
In breve
La SIRT rende il riflesso della tosse particolarmente sensibile a stimoli comuni, come aria fredda, odori intensi e attività fisica. La diagnosi richiede una valutazione pediatrica attenta, perché non esiste un esame specifico per identificarla.
Fonti / Bibliografia
- SIRT, quella tosse inspiegabile che non passa: cos'è e cosa fare - Amico PediatraSIRT è un acronimo che sta per “Sindrome da Ipersensibilità dei Recettori della Tosse”, una condizione piuttosto frequente nei bambini ma che può presentarsi a tutte le età.
