Tubercolosi in crescita del 10% nei bambini in Europa: sintomi e cure

Roberta Raviolo A cura di Roberta Raviolo

Riduzione dell'attività immunitaria dell'organismo, ripresa della circolazione dei germi dopo il lockdown per il Covid-19, infezioni virali concomitanti tra le cause dell'aumento dei casi. La pediatra infettivologa Susanna Esposito ci spiega la situazione e come affrontare la malattia.

Tubercolosi in crescita del 10% nei bambini in Europa: sintomi e cure

La tubercolosi nei bambini in Europa è in aumento: negli ultimi anni, i casi sono saliti del 10%. Di recente, a marzo 2025, una bambina in Puglia è stata trovata positiva alla tubercolosi, rendendo necessari accertamenti sia sui compagni di classe sia sui famigliari.

Tra le cause di questa maggiore frequenza di tubercolosi nei bambini c’è la resistenza agli antibiotici, che rende questi farmaci sempre meno efficaci. Sono inoltre più frequenti i casi di doppia infezione, di tubercolosi e malattie virali, che riducono le difese dell’organismo.

La situazione della tubercolosi in Europa

Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sulla tubercolosi, nel 2023 si sono ammalati oltre dieci milioni di persone e un milione e 250mila hanno perso la vita per questa infezione.

I bambini e i ragazzi di età inferiore ai 15 anni rappresentano una parte rilevante di questi casi di tubercolosi. Solo in Europa, sempre nel 2023, sono stati verificati ben 650 casi in più di tubercolosi tra i minorenni, con un aumento del 10% rispetto agli anni precedenti.

Nell’area europea dell’Oms, costituita 53 Paesi di Europa e Asia centrale, sempre nel 2023 sono state registrare oltre 172mila persone con tubercolosi. Un rischio in più è rappresentato dalle co-infezioni, soprattutto da quella tra tubercolosi e virus Hiv, una situazione che riguarda oltre il 15% dei malati di tubercolosi per un totale di oltre 19mila persone.

“Nella popolazione in generale la tubercolosi ha ripreso ad aumentare dopo un calo che ha coinciso con le misure di isolamento per ridurre la diffusione del Covid-19” spiega la professoressa Susanna Esposito, pediatra, infettivologa e ordinaria di Pediatria all’Università di Parma. “Sono gli stessi motivi che hanno portato a un aumento della diffusione maggiore di alcuni virus, per esempio il virus respiratorio sinciziale responsabile della bronchiolite”. 

I sintomi della tubercolosi

I sintomi più comuni della tubercolosi, quando riguarda i polmoni (e si tratta della forma più frequente), sono i seguenti:

  • tosse che perdura per oltre 3 settimane
  • febbre
  • dolore toracico
  • sudorazione durante la notte
  • debolezza
  • stanchezza
  • perdita di peso.

Con il passare del tempo, possono comparire tracce di sangue nell’espettorato. In alcuni casi, poi, non sempre i segnali della malattia sono così evidenti. Questo porta a un ritardo diagnostico e quindi anche il trattamento diviene più impegnativo.

Cause della tubercolosi

“La tubercolosi è causata da un batterio, il Mycobacterium tuberculosis o bacillo di Koch, che causa la formazione di noduli, chiamati tubercoli, in varie zone del corpo” aggiunge la specialista. “I polmoni sono la zona più colpita, ma i tubercoli possono comparire anche in pelle, ossa, intestino, reni o vescica e in altri organi ancora”.

Il bacillo di Koch si diffonde attraverso l’apparato respiratorio, quando una persona inala i bacilli contenuti nelle goccioline di saliva di un altro individuo infetto, diffuse con i colpi di tosse o gli starnuti.

Un’altra via possibile di diffusione è attraverso l’apparato digerente, quando si ingeriscono cibi infetti o si usano posate utilizzate in precedenza da una persona ammalata.

Come si scopre

La tubercolosi nei bambini e negli adulti può essere diagnosticata con una visita medica accurata, cui si devono far seguire una radiografia del torace, che evidenzia la presenza dei tubercoli. Per avere la certezza che si tratti di tubercolosi, però, è necessario eseguire l’intradermoreazione di Mantoux o il test Quantiferon su sangue e l’esame dell’aspirato gastrico o dell’espettorato, studiando al microscopio un campione dell’espettorato della persona che si sospetta malata, per individuare la presenza dei bacilli di Koch.

Le cure

La tubercolosi si cura con farmaci specifici che vanno assunti con costanza: in caso contrario non è possibile guarire.

  1. Per la tubercolosi polmonare, nei primi due mesi la persona assume quattro antibiotici, ossia isoniazide, rifampicina, pirazinamide ed etambutolo. Per i successivi quattro mesi, prosegue con isoniazide e rifampicina.
  2. Una volta intrapresa, la cura deve essere seguita con scrupolo seguendo le indicazioni del medico curante nelle dosi, intervalli e modalità di somministrazione. Ogni tanto è necessario effettuare esami di controllo per monitorare la sicurezza del trattamento.
  3. Interrompere la cura o seguirla in modo scorretto è pericoloso perché può favorire la comparsa di forme resistenti ai farmaci.

Per i primi segnali di miglioramento è necessario attendere 7-14 giorni o anche di più, a seconda della serietà della malattia e dallo stato generale di salute della persona. 

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In breve

La tubercolosi nei bambini, ma anche negli adulti, è dovuta a un batterio che causa la formazione di tubercoli nei polmoni e in altri organi. I sintomi sono tosse persistente, debolezza, espettorato con sangue. La cura, a base di un mix di antibiotici, è efficace a patto che sia seguita in modo scrupoloso per tutto il tempo necessario.

 

Pubblicato il 1.4.2025 Aggiornato il 1.4.2025
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