Tumore al seno: scoperta una nuova causa

Silvia Finazzi A cura di Silvia Finazzi

Il fattore di crescita IGF-1 potrebbe aumentare il rischio di sviluppare il tumore al seno. Ecco perché

Tumore al seno: scoperta una nuova causa

Periodicamente medici e ricercatori compiono piccoli passi avanti nella lotta al tumore al seno. Una delle ultime scoperte riguarda il possibile ruolo della molecola IGF-1 nello sviluppo di questa malattia così diffusa nel sesso femminile (ma presente anche negli uomini, ma fortunatamente sempre meno letale.

Che cos’è l’IGF-1

 L’IGF-1 è il fattore di crescita insulino simile -1 (IGF-1), una molecola che gioca un ruolo cruciale nel modulare la durata della nostra vita. Si tratta di una sostanza molto studiata perché sospettata di favorire varie malattie e anche la crescita delle cellule tumorali. Fino a oggi, però, non era mai stato dimostrato in modo inequivocabile un suo ruolo diretto nel causare un tumore. Ora nuove informazioni arrivano da uno studio condotto da un gruppo di ricercatori, dell’International Agency for Research on Cancer  (IARC) e dall’University of Oxford, pubblicato sugli Annals of Oncology.

Lo studio su oltre 200.000 donne inglesi

La ricerca è stata condotta su 206.263 donne della Gran Bretagna. Gli autori le hanno seguite per sette anni, monitorando il loro stato di salute attraverso esami e controlli di vario tipo, in particolare mirati a individuare l’eventuale comparsa di un tumore al seno. Nella prima parte dello studio, gli epidemiologi hanno anche misurato il livello di IGF-1  nel sangue di tutte le partecipanti. Lo scopo era capire se fra alte concentrazioni di questa molecola e rischio di sviluppare un tumore al seno c’è una correlazione.

Le correlazioni emerse

Analizzando tutti i dati raccolti, gli esperti hanno scoperto che 4.360 donne hanno sviluppato un tumore al seno nel corso dello studio. Ebbene, si è visto che le donne più a rischio erano proprio quelle con elevati livelli di IGF-1: nel dettaglio, si sono ammalate 26 donne su 1.000 tra quelle con alte concentrazioni della molecola, contro 20 su 1.000 donne con basse concentrazioni della molecola.

Esaminato anche il Dna

Nella seconda parte dello studio, gli autori hanno sottoposto le donne ad alcune analisi genetiche. Lo scopo era esaminare il loro Dna per verificare se esistono geni in grado di alterare la quantità di IGF-1 nel sangue. Hanno così scoperto che effettivamente alcune donne erano geneticamente predisposte ad avere alti livelli della molecola. Ebbene, queste stesse donne erano anche quelle più a rischio di tumore al seno. Gli esperti hanno concluso che questo studio suggerisce che il IGF-1 ha un probabile ruolo nel causare questa malattia.

 

 

 
 
 

Da sapere!

Al momento l’unico esame indicato per identificare in maniera precoce il tumore al seno è la mammografia  (ed eventualmente l’ecografia). È possibile, però, che in futuro avremo a disposizione test capaci di predire il rischio di sviluppare la malattia, forse anche basati sulla misurazione del livello di  IGF-1.

Pubblicato il 24.4.2020 Aggiornato il 24.4.2020
Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Le domande della settimana

Allattamento: che fare se il bambino rifiuta uno dei due seni?

07/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Giovanna Sottini, puericultrice e maternal personal trainer

La preferenza per una delle due mammelle può dipendere dal fatto che il bambino si trova meglio in una posizione piuttosto che nell'altra. Esiste, comunque, un modo per "ingannarlo" affinché inizi a succhiare da entrambi i seni.   »

Mamma e papà con influenza forte: è giusto affidare il neonato alla nonna?

05/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

La scelta di allontanare un figlio appena nato quando si è colpiti da una malattia altamente contagiosa è saggia e si può escludere che induca il bambino a non volere più la mamma una volta guarita.   »

Influenza con variante K: può causare (anche) la cistite?

22/12/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Fabrizio Pregliasco

I sintomi causati dal virus influenzale che sta circolando massicciamente non includono la cistite che, nella stragrande maggioranza dei casi, è dovuta a un batterio.   »

Tampone vaginale: può essere pericoloso in gravidanza?

15/12/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Nel caso in cui ci sia il sospetto di una vaginite, anche inn gravidanza è opportuno effettuare il tampone vaginale che da un lato non espone a rischi dall'altro permette di individuare l'origine dei sintomi.   »

Fai la tua domanda agli specialisti