Tumore del colon retto: il ruolo protettivo del microbiota intestinale

Silvia Finazzi A cura di Silvia Finazzi

La presenza di una specifica famiglia di batteri che popolano l’intestino potrebbe ridurre il rischio di tumore del colon retto. Ecco perché

Tumore del colon retto: il ruolo protettivo del microbiota intestinale

Che il microbiota intestinale, ossia la popolazione batterica che vive nell’intestino, abbia un impatto fondamentale sulla salute è risaputo da tempo. Ora, un nuovo studio italiano ha dimostrato che esiste una specifica famiglia di batteri che ha un ruolo protettivo nei confronti del tumore del colon retto, tanto che se essa è assente, la persona è più a rischio.

La scoperta arriva da uno studio italiano

Lo studio che ha analizzato la correlazione fra composizione del microbiota intestinale e rischio di tumore del colon retto è stato condotto da un gruppo di ricercatori italiani, coordinato da Humanitas, sostenuto da Fondazione Airc e pubblicato sulla rivista Nature Microbiology . È stato realizzato su un gruppo di persone a cui era stato diagnosticato un adenoma intestinale, ossia un tumore allo stadio iniziale. Gli autori hanno condotto una serie di esami e analisi su questi pazienti, come le analisi delle feci, per capire la composizione del loro microbiota intestinale.

L’importanza dei batteri intestinali

Dall’analisi dei dati, è emerso che nel microbiota dei pazienti con tumore del colon retto era assente una famiglia di batteri, chiamati Erysipelotrichaceae, presente, invece, nelle persone sane. L’assenza di questi ceppi era stata osservata anche nel modello preclinico di malattia. Gli esperti hanno allora isolato e studiato questi microrganismi e scoperto che possiedono proprietà antitumorali e sono in grado di bloccare il proliferare incontrollato delle cellule, alla base dello sviluppo dei tumori: quando sono assenti, invece, la proliferazione avviene senza ostacoli.

Un aiuto per la diagnosi precoce

Gli esperti hanno concluso che questa scoperta potrebbe aiutare a mettere a punto dei test per la diagnosi precoce di tumore del colon retto. “Il fatto che il microbiota rilevato nelle feci non presenti questa famiglia di batteri è estremamente importante per la diagnosi precoce della malattia nei pazienti con adenoma avanzato. Inoltre, proprio per questi pazienti si potrebbe pensare di ridurre il rischio restituendo il batterio sotto forma di probiotico” hanno affermato. 

 

 

 
 
 

Lo sapevi che?

Il microbiota intestinale è la popolazione batterica, composta da batteri “buoni” e batteri “cattivi”, che vive all’interno dell’intestino. Solo se essa è in equilibrio, l’organo può funzionare correttamente. Quando c’è qualche alterazione possono subentrare disturbi di vario tipo e, a quanto pare, anche il tumore del colon retto.

Fonti / Bibliografia

  • AIRC - Fondazione AIRC per la Ricerca sul CancroAffrontiamo il cancro. Insieme. Informati sulla malattia e unisciti a migliaia di sostenitori e volontari AIRC
  • Endogenous murine microbiota member Faecalibaculum rodentium and its human homologue protect from intestinal tumour growth | Nature MicrobiologyThe microbiota has been shown to promote intestinal tumourigenesis, but a possible anti-tumourigenic effect has also been postulated. Here, we demonstrate that changes in the microbiota and mucus composition are concomitant with tumourigenesis. We identified two anti-tumourigenic strains of the microbiota—Faecalibaculum rodentium and its human homologue, Holdemanella biformis—that are strongly under-represented during tumourigenesis. Reconstitution of ApcMin/+ or azoxymethane- and dextran sulfate sodium-treated mice with an isolate of F. rodentium (F. PB1) or its metabolic products reduced tumour growth. Both F. PB1 and H. biformis produced short-chain fatty acids that contributed to control protein acetylation and tumour cell proliferation by inhibiting calcineurin and NFATc3 activation in mouse and human settings. We have thus identified endogenous anti-tumourigenic bacterial strains with strong diagnostic, therapeutic and translational potential. The murine gut commensal...
Pubblicato il 30.4.2020 Aggiornato il 30.4.2020
Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Le domande della settimana

40 anni e non rimango incinta dopo due mesi di tentativi: devo preoccuparmi?

05/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

In età matura, le probabilità di concepire per ciclo mestruale sono piuttosto basse, quindi non stupisce che dopo appena due mesi di tentativi la gravidanza non sia ancora iniziata. E questo vale anche in caso di riserva ovarica ancora soddisfacente.   »

Qual è il momento migliore per concepire una bambina?

05/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Castagna

Poiché gli spermatozoi X sono più lenti, è possibile (!) che un rapporto sessuale affrontato uno-due giorni prima dell'ovulazione porti al concepimento di una femminuccia. Ma di questo non vi è alcuna certezza.   »

Megavescica del feto alla 13^ settimana di gravidanza: cosa aspettarsi?

04/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Antonella Di Stefano

La megavescica individuata nel feto è un segno ecografico prenatale che può sottendere un ampio spettro di cause e di conseguenze. La situazione va dunque tenuta monitorata tramite controlli ecografici seriati.   »

Cardioaspirina in gravidanza: sì o no?

04/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Augusto Enrico Semprini

Ci sono dei casi in cui piccole dosi di aspirina possono favorire il buon proseguimento di una gravidanza: se il ginecologo curante la prescrive è più che opportuno dargli ascolto.   »

24 ore senza pillola: sono ancora protetta?

28/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Gaetano Perrini

In caso di mancata assunzione del contraccettivo orale per più di 12 ore dall'ora consueta, è opportuno saltare l'intervallo tra una confezione e l'altra, dopo aver comunque assunto, anche se in ritardo, la pillola dimenticata.   »

Fai la tua domanda agli specialisti