Tumore del colon-retto: nuovi fattori di rischio

Lorenzo Marsili A cura di Lorenzo Marsili

Negli under 50 sono diversi i fattori di rischio non genetici che provocano tumore del colon-retto, tra questi anche il consumo di carne rossa e di alcolici

Tumore del colon-retto: nuovi fattori di rischio

I casi di tumore del colon-retto sono in aumento in diversi Paesi del mondo, con delle vere e proprie impennate di incidenza anche prima dei cinquant’anni. Ad analizzare la situazione e valutare i fattori di rischio non genetici più rilevanti è una valutazione della NYU Langone Health, con il sostegno del National Cancer Institute americano e pubblicata su JNCI Cancer Spectrum.

I casi sono in crescita

A preoccupare i ricercatori americani c’è la crescita dei casi di tumore del colon-retto. Negli ultimi trent’anni, questo tipo di neoplasia ha visto raddoppiare la sua incidenza negli under 50. Una crescita che ha portato ad avere 13,1 casi ogni 100mila abitati nel 2013, contro gli 8,6 del 1992. A rivelare un’impennata maggiore sono i tumori del retto, che una volta su dieci viene diagnosticato a pazienti sotto i cinquant’anni.

Partendo da queste premesse, lo studio ha a analizzato i fattori di rischio prendendo in esame tredici ricerche. Sono finiti sotto la lente dei ricercatori: per gli under 50, 3.767 pazienti con tumore del colon-retto messi a confronto con 4.049 casi di controllo sani e, tra gli over 50, 23.437 pazienti e 35.311 volontari in salute.

Tutta colpa degli anni ‘60

Come evidenziato dagli studiosi, un punto di svolta sono stati gli anni Sessanta che, con il loro cambio di abitudini, specie alimentari, e vita pratica hanno portato a una crescita di casi in Paesi come gli Stati Uniti, il Canada, il Giappone e l’Australia. In quegli anni, infatti, è cambiata la dieta: si è ridotto il consumo di verdura e frutta e sono arrivati a tavola cibi lavorati e soft drinks.

I fattori di rischio principali

Incrociando i dati, i ricercatori hanno scoperto come, nel gruppo “under”, i casi di tumore al colon-retto erano derivati da alcuni fattori rischio abbastanza chiari. Tra questi: un uso regolare dell’aspirina, un maggiore consumo di carne rossa e un basso livello di istruzione.

Inoltre, consumare poche fibre comporta una maggiore predisposizione al tumore al retto che non al colon. Ulteriori fattori di rischio sono il diabete e la mancanza di alcune vitamine del gruppo B e di calcio. Tra i fattori che, in modo un po’ sorprendente, non incidono in questa fascia di età ci sono l’indice di massa corporea e il fumo. Le cose cambiano per gli “over”, con IMC e tabagismo che rientrano pienamente tra i fattori di rischio.

Il ruolo particolare dell’alcol

Oltre a ciò, il risultato particolare riguarda il consumo di alcoolici. Infatti, se da un lato, dovrebbe essere abbastanza scontato che l’abuso di alcool sia un fattore di rischio, dall’altro lato, anche la totale astinenza può aiutare a favorire l’insorgere del tumore.

Anticipare lo screening

Dopo queste valutazioni, l’American Cancer Society ha raccomandato di anticipare a 45 anni le procedure di screening per valutare lo stato di salute del colon-retto e scongiurare il rischio tumori.

 

 
 
 

Da sapere!

IN ITALIA

E in Italia? Nel nostro Paese, la situazione è in controtendenza. Grazie a prevenzione e screening, l’incidenza di casi di tumore del colon-retto si è infatti ridotta del 20% negli ultimi sette anni.

 

Fonti / Bibliografia

Pubblicato il 16.7.2021 Aggiornato il 16.7.2021
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