Tumori, in sangue e urine spie per diagnosi precoce e recidive

Luce Ranucci A cura di Luce Ranucci Pubblicato il 29/10/2021 Aggiornato il 29/10/2021

Nel sangue e nelle urine si possono trovare degli indicatori della presenza del tumore. Ecco le ultime novità della ricerca scientifica

Tumori, in sangue e urine spie per diagnosi precoce e recidive

Scandagliare il sangue alla ricerca di cellule malate e analizzare le sequenze genetiche delle cellule presenti nelle urine: sono questa alcune delle strategie alla base della diagnosi precoce dei tumori o per scovare le cellule malate sopravvissute alla terapia, presentate in cinque articoli nello stesso numero della rivista Plos Medicine.

Per scoprire il tumore

La ricerca coordinata da Jeffrey Szymanski, della Washington University School of Medicine, descrive la tecnica basata sul sequenziamento dell’intero genoma del plasma privo di cellule, utilizzata tra tumori benigni e maligni causati dalla neurofibromatosi di tipo 1 e per aiutare a controllare l’efficacia delle terapie.

Un’altra tecnica per la diagnosi precoce è quella proposta nel suo studio da Brian Nicholson, dell’Universita’ britannica di Oxford, che utilizza test clinici di routine, compresi gli esami del sangue, per stimare il rischio di cancro negli individui con una perdita di peso inattesa.

Per identificare subito le recidive

Gli altri tre studi riguardano invece la caccia alle cellule tumorali che hanno resistito alle terapie e che potrebbero far ripartire la malattia.

Lo studio condotto da Yaqi Wang, del cinese Fudan University Shanghai Cancer Center, combina la risonanza magnetica per immagini e misure del Dna tumorale in circolazione nel sangue per calcolare il rischio di recidive in pazienti con forme di tumore del colon retto a uno stadio avanzato.

La ricerca di cellule tumorali nel sangue dopo la terapia è anche al centro delle ricerche condotte in Australia da Jeanne Tie,  del Walter and Eliza Hall Institute of Medical Research, allo scopo di prevedere eventuali ricadute in pazienti con tumore del colon-retto esteso al fegato.

Infine la ricerca condotta da Pradeep Chauhan, della Washington University School of Medicine, presenta una tecnica di nuova generazione di sequenziamento del Dna tumorale identificato nelle urine e sperimentata in pazienti con tumori della vescica. Anche in questo caso l’obiettivo è andare a caccia delle cellule malate sfuggite alle terapie anticancro per evitare recidive e mettere a punto cure personalizzate.

 

Forse non sai che…

Con i termini “cancro” e “tumore”, si fa riferimento ad una condizione patologica caratterizzata dalla proliferazione non controllata di cellule che hanno la capacità di infiltrarsi nei normali organi e tessuti dell’organismo alterandone la struttura e il funzionamento.

Fonti / Bibliografia

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

E’ gemellare la mia gravidanza?

29/11/2021 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Arianna Prada

Per sapere se la gravidanza è gemellare nonché per capire se, eventualmente, è in evoluzione favorevole è necessario attendere che il tempo trascorra. Continuare a sottoporsi a controlli troppo presto non serve a ottenere risposte (ma ad aumentare l'ansia sì).   »

Pancione: quali traumi (urti, colpi, pressioni) possono danneggiare il bambino?

22/11/2021 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Qualsiasi trauma addominale che provoca dolore deve essere sottoposto velocemente all'attenzione di un medico del pronto soccorso ostetrico.   »

Bimbo “atopico”: quali accorgimenti per controllare l’eczema?

22/11/2021 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Floria Bertolini

La detrmatite atopica è una malattia cronica che va trattata con i farmaci (in particolare, creme cortisoniche) e controllata mettendo in pratica alcune strategie relative allo stile di vita.  »

Feto con un ventricolo cerebrale lievemente più grande

22/11/2021 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Carlo Efisio Marras

Se le dimensioni dei ventricoli cerebrali sono maggiori dell'atteso, ma non superiori ai quelle ritenute normali non si è autorizzati a pensare a una patologia.   »

Fai la tua domanda agli specialisti