Antibiotici e vaccini: occorre fare attenzione?

Roberta Raviolo A cura di Roberta Raviolo

Nella maggior parte delle situazioni si può procedere con i vaccini, ma bisogna comunque valutare tutte le eccezioni e, per sicurezza, sentire il pediatra.

tra antibiotici e vaccini c'è un legame

Antibiotici e vaccini è un binomio che preoccupa sempre un po’ i genitori. I bambini piccoli, infatti, seguono cure con antibiotici con una certa frequenza durante la prima infanzia. E, proprio in questo periodo, si concentra la maggior parte delle vaccinazioni, sia obbligatorie sia consigliate.

In generale, è possibile sottoporre il bambino a un vaccino anche se sta prendendo l’antibiotico. Ci sono però alcune eccezioni, per esempio se il piccolo viene vaccinato per l’influenza. Il pediatra è sempre il punto di riferimento per qualsiasi dubbio.

Si possono vaccinare i bambini dopo l’antibiotico?

Un bambino che sta assumendo una cura antibiotica, per esempio per curare una bronchite, un’otite, o una cistite, può sottoporsi al vaccino nel caso la data per effettuarlo coincida con i giorni di trattamento. Le cure con questi farmaci non rappresentano una controindicazione per la vaccinazione, ma per esserne più sicuri è opportuno farlo presente ai medici del centro vaccinale o, meglio ancora, è opportuno consultarsi prima con il proprio pediatra.

Ci sono però alcune eccezioni, vediamole:

  • Se è in programma il vaccino antinfluenzale per i bambini, che si può somministrare ai piccoli dopo i sei mesi, è opportuno non fare coincidere questa inoculazione con il trattamento antibiotico e attendere che la cura sia terminata da qualche giorno.
  • Secondo una ricerca condotta dall’Università di Stanford e pubblicata sulla rivista Cell, gli antibiotici assunti per bocca possono danneggiare i batteri buoni che costituiscono il microbioma intestinale. La conseguenza è una alterazione della risposta alla vaccinazione antinfluenzale. Si rischia quindi che il vaccino non riesca a proteggere a sufficienza. È allora opportuno attendere qualche giorno, dopo la fine della cura antibiotica.

Vaccini che non possono essere somministrati insieme all’antibiotico

Ci sono alcuni casi particolari di vaccini che non possono essere inoculati se un bambino o, in generale, una persona sta seguendo una cura con determinati antibiotici. Un esempio è il vaccino orale contro il tifo, che può essere somministrato a un bambino, oltre i due anni, in caso di viaggio in una zona dove la malattia è endemica. Il vaccino contro il tifo non deve essere assunto insieme ad antibatterici che agiscono contro la Salmonella, come le penicilline, i chinoloni e l’associazione sulfametossazolo + trimetoprim.

Un altro caso è il BCG, ossia il vaccino contro la tubercolosi, che non va somministrato con i farmaci antitubercolari. Infine, il vaccino contro la rabbia non va somministrato se una persona è in trattamento con la clorochina. Si tratta però di vaccini particolari, non compresi tra quelli di routine dell’infanzia.

In un caso particolare, un vaccino può addirittura essere utile contro una particolare malattia per la quale il bambino sta assumendo antibiotici. È il caso della vaccinazione antipneumococcica, che può essere inoculata anche in una persona che sta ricevendo il trattamento antibiotico contro la polmonite. Questa vaccinazione è utile perché protegge da 23 ceppi batterici responsabili della polmonite. Inoltre, l’antipneumococcica è utile contro l’antibiotico-resistenza, la perdita di efficacia dovuta a un eccessivo uso di questi medicinali.

Quando rimandare il vaccino è necessario

È opportuno rimandare il vaccino quando esistono vere controindicazioni, ossia condizioni che rendono probabile la comparsa di una importante reazione avversa al vaccino stesso. Queste controindicazioni possono essere permanenti oppure temporanee.

Le controindicazioni temporanee sono le più frequenti. Solitamente sono condizioni come una malattia febbrile acuta, o un mal di gola, tutte situazioni che vengono valutate dal personale medico prima della somministrazione del vaccino stesso. Una volta che il problema si è risolto, la vaccinazione può essere effettuata.

Le controindicazioni permanenti sono di solito casi di reazione allergica seria dopo aver assunto un vaccino, a causa di un componente. In questo caso, il vaccino non va più somministrato.

Le vaccinazioni obbligatorie dell’infanzia

E a proposito di antibiotici e vaccini, ecco le 10 vaccinazioni obbligatorie nel nostro Paese, secondo l’ultimo Calendario Vaccinale, attivo da agosto 2023:

  • anti-poliomelitica
  • anti-difterica
  • anti-tetanica
  • anti-epatite B
  • anti-pertosse
  • anti Haemophilus influenzae tipo B

Questi sei vaccini vengono somministrati con la vaccinazione esavalente, tutti in un’unica fiala.

  • anti-morbillo
  • anti-rosolia
  • anti-parotite
  • anti-varicella

Questi quattro vaccini sono somministrati con la vaccinazione quadrivalente in un’unica iniezione.

L’inizio dell’età vaccinale parte dal secondo mese compiuto di vita del bambino, con somministrazioni seguite da regolari richiami fino al sesto anno di vita o anche oltre, per garantire una completa immunità.

 
 
 

In breve

I genitori possono pensare che ci siano problemi di incompatibilità tra vaccini e antibiotici, se un bambino assume questi farmaci nel periodo in cui deve sottoporsi a una vaccinazione. In realtà una cura antibiotica non costituisce quasi mai una controindicazione.

 

Pubblicato il 22.5.2025 Aggiornato il 22.5.2025
Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Le domande della settimana

Vaccino pertosse-difterite-tetano: quando farlo in gravidanza?

11/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

La vaccinazione anti pertosse-difterite-tetano va effettuata tra la 28^ settimana di gestazione e prima della 36^ settimana, in modo da dare al corpo della della donna il tempo di produrre gli anticorpi specifici che poi passeranno attraverso la placenta per proteggere il neonato.   »

Mamma con herpes: c’è il rischio che il lattante venga contagiato?

09/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

La possibilità che un'infezione da herpes venga trasmessa da mamma a bambino esiste, ma alcuni accorgimenti possono limitare questa possibilità.   »

Crisi di rabbia e urla in gravidanza: ci sono pericoli per il bambino?

09/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Arrabbiarsi e urlare può capitare anche alle donne che aspettano un bambino: fortuna vuole che il liquido amniotico attutisca i suoni provenienti dall'esterno, proteggendo il feto da quello che all'esterno produce, invece, un forte impatto acustico.   »

Inizio gravidanza e raggi X

03/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Marcello Orsi

Nelle primissime fasi della gravidanza, vige la legge del "tutto o nulla" vige anche in radiobiologia.   »

Le mestruazioni non arrivano, ma il test di gravidanza è negativo: perché?

26/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Le ragioni per le quali ci si può trovare in presenza di amenorrea sono numerose: solo un controllo ginecologico permette di capire perché le mestruazioni non arrivano, una volta esclusa la gravidanza.   »

Immune alla toxoplasmosi: si deve comunque ripetere l’esame tutti i mesi?

26/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Una volta appurato che le IgG, cioè gli anticorpi "memoria", sono maggiori di 2 non c'è alcun bisogno di ripetere il toxo-test ogni mese perché il risultato indica un'immunità permanente nei confronti dell'infezione.   »

Ragazzina con tosse secca e stizzosa che non passa

15/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

Se le terapie effettuate contro la tosse non portano risultati e se gli accertamenti effettuati per capire le cause della tosse non hanno fatto emergere nulla, occorre pensare che il sintomo abbia un'origine psicosomatica, eventualità non certo rara in adolescenza.   »

Incinta a 42 anni: quali rischi?

20/03/2020 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

È possibile che una gravidanza che inizia in età avanzata non vada a buon fine esclusivamente per questioni anagrafiche, ma lo è anche che tutto proceda per il meglio.  »

Fai la tua domanda agli specialisti