Autismo e vaccini: non esiste alcun legame!

Silvia Finazzi A cura di Silvia Finazzi Pubblicato il 05/03/2019 Aggiornato il 06/03/2019

Una nuova ricerca smentisce qualsiasi legame tra autismo e vaccini, in particolare tra il disturbo dello spettro autistico e la vaccinazione trivalente contro morbillo, parotite e rosolia

Autismo e vaccini: non esiste alcun legame!

L’autismo può essere una conseguenza dei vaccini? No. L’ennesima smentita arriva dalla Danimarca dove è stato condotto uno studio su 657.461 bambini nati in Danimarca tra il 1999 e il 2010. La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Annals of Internal Medicine dell’American College of Physician, ha ha dimostrato che non ci sono legami tra l’autismo e il vaccino trivalente per morbillo, parotite e rosolia (il cosidetto MPR).

Ennesima conferma

Dopo le numerose pubblicazioni in materia e la polemica tra favorevoli e contrari che non accenna a placarsi, un altro studio americano pubblicato sulla rivista Jama, che aveva coinvolto quasi 100mila bambini, aveva di recente ribadito l’assenza di legami tra il vaccino trivalente e l’autismo: nessun rapporto di causalità, dunque, anche secondo gli esperti del Lewin Group, in Virginia.

Uno studio su quasi 100mila bambini

Lo studio, finanziato dal National Istitute of Health e dal U.S. Department of Health and Human Services, ha coinvolto ben 92.727 bambini. Il 2% di loro aveva un fratello o una sorella maggiori affetti da un disturbo dello spettro autistico. Gli autori hanno chiesto ai genitori se avessero vaccinato i figli, contro quali malattie e quando.

Non c’è alcun rischio provato

Dall’analisi dei risultati è emerso che il tasso di vaccinazione tra i bambini con fratelli non affetti da autismo arrivava a quota 84% all’età di due anni e al 92% a cinque anni, mentre tra quelli con il fratello più grande autistico la percentuale scendeva al 73% a due anni e all’86% a cinque anni. Al termine dello studio è emerso in modo chiaro che non esiste alcun legame che associ la comparsa dell’autismo al vaccino trivalente.

Tutto è partito da una ricerca “truffa”

I dubbi sono cominciati nel 1998, anno in cui apparse sulla rivista scientifica internazionale Lancet la pubblicazione di un medico inglese, il dottor Andrew Wakefield. Fu lui che, per primo, ipotizzò, verificandolo con uno studio condotto su 12 bambini autistici, la presenza di un legame causale tra il vaccino trivalente effettuato per morbillo, rosolia e parotite e l’autismo. Una ricerca che cominciò a creare allarmismo e accese la polemica sul tema, ma che si rivelò, negli anni successivi, una “montatura” costruita ad hoc. Infatti, l’autore dello studio, il medico inglese che ha firmato la pubblicazione, avrebbe ricevuto per produrre quel materiale un’ingente somma di denaro, ben 500mila sterline, da parte di un avvocato impegnato in una causa contro le case farmaceutiche. Per questo motivo, la sua teoria è stata smontata, pezzo dopo pezzo, nell’arco degli anni e lui è stato espulso dall’ordine dei medici. Ma le paure che ha creato sono rimaste comunque, purtroppo…

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In breve

IL VACCINO TRIVALENTE IN ITALIA

In Italia il vaccino trivalente fa parte delle vaccinazioni raccomandate dal SSN. Si tratta del vaccino combinato per morbillo-parotite-rosolia, da somministrare in due dosi, con la prima da eseguire a partire dai 12 mesi.

 

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