Calo delle vaccinazioni: vecchie malattie in agguato?

Redazione A cura di “La Redazione”

Non sono esclusi nel breve periodo nuovi casi di poliomielite e difterite. Tutta colpa del calo delle vaccinazioni. Molti rischi

Calo delle vaccinazioni: vecchie malattie in agguato?

Sono sempre più numerosi i genitori che decidono di non sottoporre i figli alle vaccinazioni raccomandate in età infantile. Il risultato? Malattie che un tempo erano diffuse e che sembravano ormai dimenticate potrebbero tornare presto a contagiare persone di tutte le età. “I batteri circolano ed essendoci migliaia di bambini non protetti contro poliomielite, difterite, tetano, morbillo, parotite, rosolia, è ovvio che ci saranno, oltre ai casi che noi normalmente conosciamo, nuove infezioni”. A lanciare l’allarme sulle conseguenze del calo delle vaccinazioni è Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto superiore di Sanità, durante il convegno “Perché vaccinarsi: il ruolo dei media per una cultura della prevenzione”, organizzato dalla Federazione nazionale degli Ordini del medici e degli odontoiatri (Fnomceo).

La situazione attuale è preoccupante

Secondo gli esperti, le prime due malattie destinate a diffondersi sono poliomielite e difterite. Per quanto riguarda la difterite, addirittura c’è stato già un caso di nodulo difterico a Bologna, segno che il batterio sta circolando di nuovo. La poliomielite, invece, benché eradicata in Italia, è presente nei Paesi vicini, in particolare al di là del mare Adriatico; quindi, potrebbe facilmente “sconfinare” e arrivare a contagiare da noi persone non vaccinate. Si tratta di situazioni preoccupanti perché entrambe le patologie sono temibili.

Non c’è più l’immunità di gregge

I genitori che decidono di non ricorrere ai vaccini non mettono a rischio solamente i propri figli, ma l’intera comunità. Infatti, con il calo delle vaccinazioni viene meno la cosiddetta “immunità di gregge”, ossia la protezione di massa derivata dal fatto che il virus non riesce a circolare facilmente perché un numero sufficientemente elevato di persone è vaccinato. In pratica, se gran parte della popolazione è immune o meno suscettibile alla malattia grazie ai vaccini, il microrganismo non riesce a circolare e la catena di trasmissione viene interrotta. Purtroppo questa protezione sta venendo meno. Basti pensare che per quanto riguarda la poliomielite, la copertura attuale è al 93,4%, quindi, al di sotto della soglia di sicurezza del 95% stabilita dall’Organizzazione mondiale della sanità.

Il vaccino più utilizzato

Attualmente il vaccino più utilizzato contro la difterite e la poliomielite è quello esavalente, che racchiude in un’unica dose quattro vaccini diversi: il DTPa che protegge contro tetano, difterite e pertosse; l’IPV o anti-polio, che protegge contro la poliomielite; l’anti-Hib, che protegge contro l’Haemophilus influentiae di tipo B; l’anti-epatite virale B, che protegge contro l’epatite. In quasi tutte le regioni italiane è offerto gratuitamente ai bambini.

 
 
 

In breve

SONO SICURI

Le vaccinazioni possono dar luogo a reazioni transitorie, con febbre, arrossamento e gonfiore locali, malessere. Le complicanze serie, invece, sono molto rare.

Fonti / Bibliografia

Pubblicato il 27.12.2016 Aggiornato il 25.11.2019
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