Il nuovo vaccino contro la meningite funziona meglio con una dose in più

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 21/11/2013 Aggiornato il 30/01/2015

Il calo dell'immunità indotta dal nuovo vaccino contro la meningite può essere superato con una dose di richiamo a 3 anni 

Il nuovo vaccino contro la meningite funziona meglio con una dose in più

Una dose in più di richiamo a 3 anni del vaccino contro la meningite permette ad almeno l’89% dei bambini di ottenere livelli di anticorpi per tutti i ceppi di batteri della meningite di tipo B. Lo afferma uno studio condotto da un team dell’Università di Oxford e pubblicato sulla rivista scientifica Canadian Medical Association Journal sul nuovo vaccino 4CMenB contro la meningite batterica di tipo B, la forma di questa malattia che può potenzialmente causare meningiti fatali nei bambini. Ebbene, questo vaccino ha mostrato che il calo dell’immunità indotta dalla vaccinazione infantile può essere superato da una dose di richiamo a 40 mesi.

Lo studio su più di cento bambini

I ricercatori dell’Università di Oxford sono giunti a questa conclusione dopo avere esaminato i dati di 113 bambini sottoposti al vaccino 4CMenB. Sono stati osservati, infatti, elevati livelli di anticorpi anche a distanza di 2, 4, 6 e 12 mesi dalla somministrazione del vaccino contro la meningite, mentre un primo calo di difese immunitarie è stato registrato nei seguenti 2 anni e mezzo. Una dose di richiamo a 40 mesi di età, tuttavia, ha fatto sì che almeno l’89% dei bambini mostrasse livelli di anticorpi per tutti i ceppi di batteri della meningite di tipo B testati.

Che cos’è la meningite

Con il termine di meningite vengono identificate le infezioni delle meningi, le strutture che avvolgono il sistema nervoso centrale e formano un sacco che contiene il liquido cerebrospinale, che svolge un’importante funzione protettiva sul cervello e sul midollo spinale.

Può essere virale o batterica

In base agli agenti infettivi che possono determinarla, la meningite può essere virale e batterica. Le forme virali sono più frequenti di quelle batteriche e, soprattutto, sono caratterizzate da una prognosi nettamente più favorevole, almeno nella stragrande maggioranza dei casi. È, infatti, meno comune che meningiti virali comportino danni rilevanti al sistema nervoso centrale.

Più pericolose le forme batteriche

Le forme batteriche possono, invece, anche condurre a morte nel 10% dei casi e, comunque, comportare disturbi neurologici permanenti, come la sordità, in quasi il 30% dei soggetti colpiti. Tre sono i principali batteri che causano questa malattia: Streptococcus pneumoniae (pneumococco), Neisseria meningitidis (meningococco) e Haemophilus influentiae di tipo b (Hib).

 
 
 

In breve

TEST IN TUTTO IL MONDO

Il vaccino in questione è stato recentemente licenziato in Europa ed è attualmente sottoposto a valutazione per l’approvazione in Canada e in altri Paesi del mondo. Tuttavia, anche se è noto che il vaccino induca una buona risposta immunitaria, non era finora noto quanto questa risposta persistesse durante l’infanzia. 

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