È allarme morbillo a Milano, dove in cinque mesi si sono registrati più casi che nellʼintero 2018. Intanto l’Oms ha inserito la scarsa aderenza alle vaccinazioni nella top ten dei pericoli per il 2019
Morbillo a Milano. È allarme. In cinque mesi si sono registrati più casi rispetto all’intero anno scorso. Il maggior numero di contagiati si è registrato tra giovani e adulti. E la rinuncia alle vaccinazioni torna a far discutere e a preoccupare le autorità sanitarie. A lanciare l’allarme sui pericoli legati alla scelta di rinunciare a questa forma di prevenzione c’è anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms).
Le principali minacce
L’Oms ha da poco reso noto la lista delle principali minacce per la salute globale nel 2019. Ebbene, insieme a pericoli come l’Ebola, l’Hiv, la resistenza agli antibiotici, l’influenza pandemica globale, l’inquinamento, il cambiamento climatico e la mancanza di assistenza sanitaria di base, ha inserito anche la rinuncia alle vaccinazioni. Questo perché la tendenza no vax rischia di vanificare tutti i progressi compiuti nella lotta alle malattie prevenibili proprio grazie ai vaccini. Il risultato è che patologie che erano state debellate o quasi stanno ritornando prepotentemente, con gravi conseguenze.
Il caso del morbillo
Un caso emblematico è rappresentato dal contagio da morbillo, che solo nel 2018 ha causato 35 morti nei Paesi dell’Unione europea. Eppure prima del 2017 diversi Stati erano vicini a eradicare la malattia. Poi cos’è successo? Dal 2000 al 2017 la crescente copertura e disponibilità dei vaccini aveva portato a una drastica riduzione dei casi, dal 2017 a oggi, invece, il crollo nelle vaccinazioni ha portato a un nuovo aumento del 30% di casi in tutto il mondo. E Sicuramente le battaglie portate avanti dai no vax ha giocato un ruolo importante. Eppure – come ricorda proprio l’Oms – “la vaccinazione è uno dei modi più economici per proteggersi dalle malattie: attualmente previene 2-3 milioni di morti ogni anno e ulteriori 1.5 milioni di decessi sarebbero evitabili aumentando la copertura vaccinale a livello globale”.
Pubblicato il 30.5.2019Aggiornato il 20.11.2019
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