Papilloma virus: ancora troppo poco diffuso il vaccino tra le ragazze

Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 18/07/2018 Aggiornato il 19/07/2018

Ancora in calo vaccino contro il papilloma virus umano (Hpv): tra nate nel 2005 solo il 64,3% ha effettuato la prima dose e solo il 49,9% il ciclo completo

Papilloma virus: ancora troppo poco diffuso il vaccino tra le ragazze

È quanto emerge dall’ultima rilevazione relativa ai dati 2017 resi noti dal Ministero della Salute sul portale: il vaccino contro il papilloma virus – responsabile di alcuni tipi di tumore, come quello alla cervice dell’utero e non solo – non sfonda, anzi è in calo.

Ancora poco conosciuto

Ogni anno in Italia si registrano circa 3.500 nuovi casi di persone contagiate dal Papilloma virus, che, però è ancora poco conosciuto e, spesso, i suoi effetti vengono sottovalutati da parte degli adolescenti italiani e dei loro genitori. Eppure, l’infezione da Hpv, tra le più comuni malattie sessualmente trasmesse (Mst), è la causa del cancro del collo dell’utero, secondo tumore più frequente nell’Unione Europea, tra i 15 e i 44 anni.

Il vaccino a 11-12 anni

“La maggiore prevalenza di infezioni da HPV si riscontra all’età di 20 anni, proprio in coincidenza con il recente inizio dell’attività sessuale” afferma la professoressa Susanna Esposito, direttore UOC Pediatria 1 Clinica, Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico, Università degli Studi di Milano e Presidente della Sitip.  L’Organizzazione mondiale della sanità e le autorità sanitarie di tutti i Paesi raccomandano, quindi, il vaccino contro il papilloma virus già tra le pre-adolescenti, tra gli 11 e i 12 anni, quando la risposta immunitaria è migliore e il beneficio è massimo. La vaccinazione è molto efficace, inoltre, se effettuata anche prima dell’inizio dell’attività sessuale perché induce una protezione maggiore prima di un eventuale contagio con l’Hpv.

Copertura vaccinale insufficiente

L’Italia è ancora ben lontana dall’esempio del Regno Unito, dove le coperture con 3 dosi di vaccino anti-Hpv superano l’85%. Nel nostro Paese, infatti, passata la grande attenzione che si è avuta al momento della prima disponibilità gratuita del vaccino nel 2008 e il forte sostegno subito dimostrato anche dalle Istituzioni Sanitarie nei confronti del vaccino contro il papilloma virus, le coperture vaccinali in questi anni non hanno visto un grande incremento e si sono osservate importanti differenze tra una Regione e l’altra.

Sottovalutata la pericolosità del virus

“In Italia – sostiene Susanna Esposito – probabilmente la vaccinazione anti-Hpv non è stata percepita in tutta la sua importanza”. Mentrem, invece, la vaccinazione contro il papilloma virus, sia per le donne sia per gli uomini, protegge dalle patologie da Hpv, soprattutto di tipo tumorale, solo se si raggiungono coperture vaccinali molto elevate.

 

 
 
 

In breve

COME SI TRASMETTE IL VIRUS

L’Hpv si trasmette durante i rapporti sessuali, anche non completi, per contatto diretto fra la cute o le mucose di una persona infetta e quelle di un soggetto suscettibile, cioè che non ha mai incontrato in precedenza quel particolare tipo di virus. L’utilizzo corretto e costante del profilattico previene la maggior parte delle infezioni batteriche e virali, ma l’infezione da Hpv ha un suo aspetto caratteristico, legato al fatto che, se il virus si trova su un tratto di pelle non coperta dal profilattico, la trasmissione può avvenire ugualmente. 

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