Papilloma virus: il 32% è convinto che colpisce solo le donne

Stefania Lupi A cura di Stefania Lupi

Diminuisce la diffidenza dei genitori verso il vaccino del papilloma virus, ma ancora pochi sono consapevoli di tutti i rischi legati all'infezione da Hpv

Papilloma virus: il 32% è convinto che colpisce solo le donne

Aumentano i genitori che conoscono il Papilloma virus (l’88,3%), l’86,7% sa che è responsabile del tumore al collo dell’utero, ma solo il 50,3% sa che può causare altri tumori nelle donne e negli uomini. Tuttavia il 31,9% crede ancora che il virus colpisca esclusivamente le donne. È quanto emerge dal nuovo rapporto del Censis  sui rischi dell’Hpv nel nostro Paese.

Ancora molte vittime

Secondo il rapporto, inoltre, le patologie tumorali collegate all’infezione uccidono ancora circa mille donne all’anno, sebbene esistano efficaci strategie di prevenzione. Del resto, i numeri sui contagi fanno riflettere: ogni anno in Italia si registrano 2.400 nuovi casi di tumore della cervice uterina causati dal Papilloma virus.

Un virus molto pericoloso

L’Hpv è l’agente virale responsabile del carcinoma della cervice uterina, della vulva, della vagina, dell’ano, del pene, dell’orofaringe e di lesioni precancerose e genitali esterne (condilomi). Si calcola che esistano circa 100 tipi di papilloma virus differenziati in base al genoma. Alcuni sono responsabili di lesioni benigne, come i condilomi, altri sono in grado di produrre lesioni potenzialmente in grado di generare diversi tumori, primo fra tutti quello del collo dell’utero. Nell’80% delle infezioni, però, il sistema immunitario riesce a sconfiggere il virus. E comunque, una volta avvenuta l’infezione, occorrono diversi anni prima di sviluppare un eventuale problema.

L’importanza del vaccino

Di fondamentale importanza, in fatto di prevenzione, è il vaccino contro il papilloma virus. Se somministrato prima dell’inizio dell’attività sessuale (come previsto dal Piano Nazionale Vaccini che lo ha inserito gratuitamente per ragazzi e ragazze a partire dai 12 anni di età) è in grado di agire contro 9 genotipi, riducendo così le possibilità di sviluppare le patologie associate all’infezione.

Pap test e Hpv test

Da non sottovalutare anche l’importanza della diagnosi precoce attraverso il Pap-test, un esame che permette di diagnosticare precocemente tumori o alterazioni cellulari che possono poi portare a una neoplasia. In Italia i programmi di prevenzione prevedono per le donne l’offerta gratuita dello screening fra i 25 e i 64 anni, con il Pap-test o, dai 30-35 anni, con il test Hpv.

Da sapere!

La combinazione della strategia vaccinale (la vaccinazione viene offerta anche alle donne di 25 anni di età in concomitanza con l’Hpv-test) e dello screening permette sul lungo periodo di ridurre drasticamente i casi di tumori associati all’Hpv.

Pubblicato il 29.10.2019 Aggiornato il 13.12.2019
Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Le domande della settimana

Menopausa: quali alimenti per l’energia e il buon umore?

16/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Rosa Lenoci

Una corretta alimentazione può davvero rivelarsi preziosa per stare globalmente bene anche in menopausa. In realtà tutti i consigli dietetici utili dopo il termine dell'età fertile sono preziosi in qualunque periodo della vita.   »

Ecografia transvaginale: potrebbe causare un aborto?

16/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

L'ecografia transvaginale può risultare più o meno fastidiosa a seconda di come viene maneggiata dal medico, tuttavia in nessun caso può provocare un vero danno.   »

Difficoltà ad avere un secondo figlio

16/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Sono tanti i fattori che possono essere di ostacolo alla possibilità di avviare una seconda gravidanza e tra questi ci sono lo stress prolungato e un peso corporeo dell'aspirante mamma che si discosta molto, per eccesso o per difetto, da quello ideale.   »

Vaccino pertosse-difterite-tetano: quando farlo in gravidanza?

11/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

La vaccinazione anti pertosse-difterite-tetano va effettuata tra la 28^ settimana di gestazione e prima della 36^ settimana, in modo da dare al corpo della della donna il tempo di produrre gli anticorpi specifici che poi passeranno attraverso la placenta per proteggere il neonato.   »

Mamma con herpes: c’è il rischio che il lattante venga contagiato?

09/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

La possibilità che un'infezione da herpes venga trasmessa da mamma a bambino esiste, ma alcuni accorgimenti possono limitare questa possibilità.   »

Radiografia ad inizio gravidanza: è pericoloso?

03/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Marcello Orsi

Nelle primissime fasi della gravidanza, vige la legge del "tutto o nulla" vige anche in radiobiologia.   »

Immune alla toxoplasmosi: si deve comunque ripetere l’esame tutti i mesi?

26/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Una volta appurato che le IgG, cioè gli anticorpi "memoria", sono maggiori di 2 non c'è alcun bisogno di ripetere il toxo-test ogni mese perché il risultato indica un'immunità permanente nei confronti dell'infezione.   »

Fai la tua domanda agli specialisti