Vaccinazioni: in calo anche la seconda dose della trivalente

Redazione A cura di “La Redazione”

Sempre meno genitori sottopongono i propri figli alle vaccinazioni obbligatorie. Dati al di sotto della soglia minima. È allarme

Vaccinazioni: in calo anche la seconda dose della trivalente

Lo scetticismo e la paura nei confronti delle vaccinazioni continuano. Anzi si amplificano. I genitori sono sempre più timorosi e stentano a sottoporre i propri figli alla profilassi per prevenire malattie come morbillo, rosolia e parotite. Un dibattito acceso, che s’infiamma soprattutto su internet e contrappone coloro che sostengono a spada tratta l’importanza di vaccinare i bambini e quelli invece che, considerandosi meglio informati sui danni che le vaccinazioni possono provocare ai più piccoli, si rifiutano con forza di sottoporre i propri figli alle iniezioni obbligatorie. A conferma del trend in calo arrivano i dati del ministero della Salute sulla seconda dose della vaccinazione trivalente.

Trend in calo

I dati diffusi dal ministero della Salute sulla seconda dose della vaccinazione trivalente hanno confermato quelli di pochi mesi fa sulla prima. Dati allarmanti, considerando anche le campagne avviate per sostenere l’importanza di vaccinare i bambini. “La seconda dose – spiega il sito del ministero – si fa di solito a 5-6 anni, secondo il Piano nazionale per l’eliminazione di morbillo e rosolia congenita. Il Piano individua il raggiungimento di una copertura vaccinale di almeno il 95% per la prima dose (rilevata con le coperture a 24 mesi) e sempre del 95% per la seconda dose. Purtroppo tali obiettivi non sono stati raggiunti, in nessuna regione italiana – si legge ancora sul sito del Ministero – anzi, è presente un trend in diminuzione della copertura, pressoché ovunque”.

In nessuna regione la copertura minima

Secondo i dati del ministero della Salute, che si riferiscono al 2014, la media nazionale di copertura della seconda dose è risultata intorno all’82,5%, in calo di 1 punto e mezzo percentuale rispetto all’84% dell’anno precedente. Nessuna regione italiana arriva al 95% necessario a garantire la cosiddetta “immunità di gregge” per morbillo, rosolia e parotite.

L’Umbria la più virtuosa

La regione più virtuosa in tema di vaccinazioni risulta essere l’Umbria con il 92,3% che, l’anno precedente, aveva registrato il 94%, sfiorando la tanto agognata copertura minima del 95%. La seconda regione che può vantare un risultato apprezzabile è l’Emilia Romagna, che passa però dal 92% del 2013 al 91% del 2014. Seguono due regioni del Nord, Piemonte e Lombardia, entrambe poco sopra il 90%. La diminuzione del trend delle vaccinazioni raggiunge le cifre più preoccupanti al Sud con la Sicilia che si attesta intorno al 65,6% di copertura, ottenendo comunque un aumento di 10 punti percentuali rispetto all’anno precedente, la Calabria con il 65,7% e la Campania, che va un po’ meglio con il 73,9%.

Lo sapevi che?

Anche se il trend delle vaccinazioni è in calo, in alcune regioni si è registrato un aumento, come in Sicilia con il 10% in più rispetto al 2013.

Pubblicato il 11.3.2016 Aggiornato il 25.11.2019
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