Vaccinazioni obbligatorie in calo: è allarme

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 11/03/2015 Aggiornato il 25/11/2019

I genitori che decidono di non sottoporre i loro bambini alle vaccinazioni obbligatorie sono in netto aumento. Ecco per quali ragioni

Vaccinazioni obbligatorie in calo: è allarme

Un problema di sanità pubblica che non va sottovalutato, anzi una vera e propria emergenza a cui far fronte. È con questi termini che il ministro della Salute Beatrice Lorenzin si è espressa per commentare la drastica diminuzione nel numero di vaccinazioni obbligatorie effettuate negli ultimi anni in Italia.

La situazione in Italia

Se negli ultimi decenni, anche grazie alle campagne informative e al lavoro svolto dagli esperti, la copertura vaccinale è aumentata progressivamente, da qualche tempo si sta assistendo a un’inversione di rotta. È in continuo aumento, infatti, il numero di genitori che decide di rinunciare alle vaccinazioni obbligatorie e raccomandate in età infantile e, in generale, il numero delle persone che rinuncia a queste misure di tutela e prevenzione.

2013, anno nero

Secondo gli ultimi dati, il picco più basso nelle coperture vaccinali medie nazionali è stato aggiunto nel 2013. Ogni anno, comunque, si assiste a una diminuzione dell’1% circa dei bambini sottoposti alle vaccinazioni. Anche l’Oms, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha ripreso l’Italia per la sua scarsa copertura vaccinale, invitandola a intervenire in materia.

Quelle per l’infanzia

A destare maggiori perplessità, nazionali e sovranazionali, sono soprattutto i dati relativi alle vaccinazioni che andrebbero effettuate nei primi 24 mesi di vita. Ossia quelle contro poliomielite, tetano, difterite, epatite B, pertosse, Hemophilus Influentiae b, morbillo, parotite e rosolia. A queste si aggiungono anche quelle contro pneumococco e meningococco.

Le ragioni del fenomeno

Ma per quali ragioni si sta verificando questo fenomeno? Sicuramente un ruolo importante è giocato dalle polemiche suscitate dai detrattori dei vaccini e dalle informazioni contrastanti sui veri o presunti effetti collaterali di alcune vaccinazioni. Alla luce di ciò, infatti, i genitori italiani hanno iniziato a nutrire dubbi e ansie. Anche il fatto che le malattie per cui ci si vaccina siano molto rare non aiuta: molti, infatti, credono erroneamente che non sia più necessario proteggersi. Invece, rinunciando ai vaccini si rischia che patologie quasi scomparse ritornino a essere frequenti. “Le vaccinazioni obbligatorie dei bambini vanno fatte, perché salvano la vita. Va detto che senza vaccinazione non esiste l’eradicazione di una malattia, perché i virus possono sempre tornare” ha ribadito il ministro Lorenzin.

In breve

LA PROTEZIONE È DOPPIA

Secondo gli esperti, le vaccinazioni sono una straordinaria arma di prevenzione personale e sociale. Personale perché proteggono il bimbo dall’aggressione di agenti patogeni, scongiurando la comparsa di malattie infettive. Sociale perché favoriscono la progressiva eliminazione di molte malattie infettive.

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Lieve perdita di sangue a inizio gravidanza

06/07/2020 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

La gravidanza è un processo in divenire: almeno nelle prime settimane non si dovrebbero trarre conclusioni su come si sta evolvendo, semplicemente in base a una piccola perdita di sangue.   »

Streptococco: dubbi e chiarimenti

06/07/2020 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Aldo Messina

Le infezioni da streptococco fanno ancora oggi molta paura, per via delle conseguenze (non automatiche!) che potrebbero determinare. In realtà, oggi questo batterio non fa più (tanta) paura.  »

Sovrappeso: è di ostacolo alla fertilità? Assolutamente sì

29/06/2020 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Molti chili di troppo interferiscono sull'attività delle ovaie, a volte al punto da causare la formazione di ovociti difettosi, che non possono essere fecondati.   »

Fai la tua domanda agli specialisti