Vaccini: a scuola solo i bambini con il certificato dell’Asl

Elisa Carcano Pubblicato il Aggiornato il 14/08/2018

Per dipanare la matassa sui vaccini è sceso in campo direttamente il vicepremier Luigi Di Maio che, sconfessando la sua ministra della Salute Giulia Grillo, ha dichiarato che per l'anno scolastico che va a iniziare vale il decreto Lorenzin

Se privi del certificato vaccinale dell’Asl i bambini da 0 a sei anni non potranno accedere al nido e alla scuola d’infanzia. A scrivere – forse – la parola fine sulla dibattuta questione della certificazione dei vaccini (che finora non sono stati mai messi in discussione) per accedere all’anno scolastico che va a iniziare è stato il vicepremier Luigi Di Maio in un’intervista a tutto tondo rilasciata al Corriere della Sera. “In tema di vaccini c’è un disegno di legge che sarà approvato nei tempi parlamentari, quindi il nuovo anno scolastico inizierà in regime di decreto Lorenzin, ha detto Di Maio che ne ha approfittato anche per chiarire che “da quando sono capo politico del Movimento non siamo mai stati contro, noi vogliamo che si facciano. Non vediamo di buon occhio legare l’obbligo alla frequenza scolastica, invece che introdurlo quando c’è il rischio di epidemie”.

Autocertificazione in soffitta
E con ciò sembra chiudersi la polemica sull’autocertificazione (proposta dal ministro Grillo in una circolare di luglio) che ha visto contrapposti il ministro della Salute appunto e i presidi delle scuole nettamente contrari insieme ai medici all’ammissione a scuola di bambini non muniti di certificazione dell’Asl, ma solo di un documento scritto dai genitori.
Una questione ancora aperta 
In realtà la questione sui vaccini è tutt’altro che conclusa. In cantiere c’è, infatti, l’emendamento al decreto Milleproroghe – approvato ai primi di agosto in Senato- che rinvia l’obbligo vaccinale ma che deve essere ancora approvato a settembre in via definitiva (troppo tardi però per poter valere per l’anno scolastico 2018/2019)  e soprattutto la proposta di Legge M5S-Lega per l’obbligo flessibile.
Il vanto della mamma no vax
“La mamma che si vanta di aver falsificato l’autocertificazione sappia che rischia fino a due anni di galera – ha precisato Di Maio -. La legge va applicata, perché non si gioca con la salute”. Proprio per la possibilità di dichiarare il falso (ossia che si era vaccinato il proprio figlio, quando in realtà non lo si era fatto), i presidi delle scuole, e prima ancora i medici di tutte le società scientifiche, si erano detti assolutamente contrari alla possibilità di autocertificare l’avvenuta vaccinazione del proprio figlio. Ricordando, peraltro, che l’autocertificazione “non solo confligge con la vigente normativa sulla certificazione delle vaccinazioni obbligatorie, ma contrasta con il DPR 445/2000 che recita “I certificati medici, sanitari … non possono essere sostituiti da altro documento”. E dunque l’autocertificazione non è utilizzabile in campo sanitario se non a seguito di espressa previsione legislativa”. Insomma, a settembre i cancelli di nidi e scuole d’infanzia si apriranno solo per i bambini vaccinati e certificati dalle Asl.

 

 
 
 

Da sapere!

 

I bambini e i ragazzi delle scuole primarie, secondarie e prime due classi delle superiori potranno comunque frequentare la scuola, ma i loro genitori rischiano sanzioni se non in regola con le vaccinazioni previste. 

 

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