Vaccini: il 44% dei genitori si informa online

Miriam Cesta Pubblicato il Aggiornato il 02/08/2018

Rilevante soprattutto il ruolo di Twitter e Facebook. Solo il 5% delle ricerche effettuate sui vaccini è riconducibile a navigazioni su siti istituzionali

Internet, e soprattutto le piattaforme sociali come Facebook e Twitter. È in questo spazio virtuale, ormai molto frequentato, che la metà dei genitori si informa relativamente alle vaccinazioni cui sottoporre i propri figli. Secondo lo studio “I vaccini per l’infanzia sul web” condotto dall’Health Web Observatory, con il contributo incondizionato di Sanofi Pasteur, il 44% dei genitori di bambini in età da vaccino ammette di aver cercato su internet informazioni al momento di decidere il da farsi.

Più ricercati di altre malattie

La ricerca rivela i comportamenti delle persone in Rete relativamente alla somministrazione dei vaccini nella popolazione pediatrica nei tre mesi immediatamente successivi all’entrata in vigore del Decreto sull’obbligatorietà dei vaccini. La ricerca, effettuata attraverso parole chiave centrate sul tema, evidenzia la presenza di 39.500 menzioni in soli tre mesi, per una media di 556 al giorno, quasi il doppio della media giornaliera relativa ad altre patologie. Protagonisti delle navigazioni sono soprattutto utenti di una fascia di età intermedia, presumibilmente genitori: il 23% ha un’età compresa tra i 35 e i 44 anni, mentre il 30% tra i 45 e i 54 anni.

Il ruolo dei social media

Nelle ricerche il ruolo dei social media appare centrale: è qui che si concentrano il 60% delle menzioni, distribuite soprattutto tra Twitter (31%) e Facebook (20%). Il restante 40% è relativo a siti web, e tra questi spiccano in modo prevalente quelli di informazione di tipo generalista (85%), mentre solo il 5% è riconducibile a siti istituzionali. I soggetti più attivi sono cittadini comuni cui fanno capo il 37% dei post generati, seguiti dal movimento no vax con il 31% dei post generati e dalla stampa generalista con il 25%.

 

 

 
 
 

Da sapere!

La frequenza di ricerca del termine “vaccino” diminuisce passando da Nord a Sud: è il Friuli Venezia Giulia la regione che registra il maggior numero di ricerche, seguita da Valle D’Aosta, Marche, Lazio e Veneto.

 

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