Vaccini: l’autonomia regionale può diventare un ostacolo

Silvia Finazzi A cura di Silvia Finazzi

Per i pediatri lasciare tutto in mano alle Regioni significa aumentare il rischio di disparità fra quelle più virtuose e quelle meno. Specie per i vaccini

Vaccini: l’autonomia regionale può diventare un ostacolo

Tutti i bambini dovrebbero avere gli stessi diritti, indipendentemente dal luogo in cui nascono e crescono. Eppure non è sempre così, nemmeno in Italia. Infatti, esistono profonde differenze a livello regionale, perlomeno per quanto riguarda la sfera della salute in generale e i vaccini in particolare. A lanciare l’allarme è la Federazione italiana medici pediatri (Fimp).

Profonde differenze

L’Italia vanta uno dei sistemi sanitari migliori al mondo, che offre un’assistenza universalistica, libera e gratuita. Tuttavia, c’è un grosso “ma”: l’autonomia richiesta dalle Regioni, che rischia di creare differenze sempre più marcate fra le diverse zone del Paese. “Purtroppo sempre più regioni richiedono massima autonomia e il rischio è che il nostro servizio sanitario si trasformi in un sistema in cui non tutti possano avere le stesse opportunità” ha spiegato Paolo Biasci, presidente nazionale della Federazione italiana medici pediatri (Fimp). Teoricamente, i Livelli essenziali d’assistenza (Lea) dovrebbero essere applicati e applicabili ovunque, ma se dovessero diventare di esclusiva competenza delle Regioni, potrebbero essere garantiti solo da quelle virtuose e non da quelle commissariate.

Liste di attesa troppo lunghe

A preoccupare i pediatri sono soprattutto i vaccini. Al momento, infatti, esistono diversi problemi in merito. Per esempio, le lunghissime liste di attesa. “Non ci sono solo differenze a livello regionale ma spesso addirittura in ogni singola Azienda sanitaria locale. La proposta vaccinale deve invece essere uniforme e unitaria così come chiediamo da diversi anni attraverso il Board del calendario vaccinale per la Vita, di cui facciamo parte insieme ad altre Società Scientifiche” ha spiegato Giorgio Conforti, Referente Area Vaccini della Fimp. Per questo, la Fimp ha proposto di permettere ai pediatri di eseguire le vaccinazioni obbligatorie. In effetti, alcuni studi hanno dimostrato che se i vaccini sono effettuati dalle stesse persone che li raccomandano o comunque da medici che vedono abitualmente i bambini, i tassi di copertura aumentano e i tempi diminuiscono.

 

 

 
 
 

Da sapere!

Per avere maggiori informazioni sui vaccini obbligatori ci si può rivolgere al proprio pediatra, alla Asl oppure consultare il sito del ministero della Salute.

 

Pubblicato il 17.12.2018 Aggiornato il 17.12.2018
Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Le domande della settimana

Risvegli frequenti in una bimba di nove mesi: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Giulia Zannoni consulente del sonno

Se il sonno notturno è caratterizzato da numerosi risvegli, a volte può aiutare a risolvere la situazione ridurre la durata dei sonnellini diurni.  »

Bimbo di 9 mesi che non sempre si gira quando viene chiamato e non gattona: come stimolarlo?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Giorgio Rossi

Non tutti i bambini gattonano, ce ne sono alcuni che muovono direttamente i primi passi. E se sono concentrati su qualcosa è ovvio che non reagiscano quando vengono chiamati per nome. Nulla di questo preoccupa.   »

Pipì a letto di notte a 4 anni: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

Può capitare che nel periodo di vacanza ci siano regressioni rispetto al controllo notturno della vescica, ma in genere tutto si risolve con il ritorno alla normale routine quotidiana.   »

Massaggiatore elettrico vibrante: si può usare in gravidanza?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Il massaggiatore elettrico è controindicato in gravidanza, perché può causare problemi anche importanti. Tuttavia, un uso occasionale per brevissimo tempo non dovrebbe provocare conseguenze.   »

Si può andare in montagna col pancione?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Durante la gravidanza, l'altitudine ideale per chi sceglie una vacanza in montagna è intorno ai 1000 metri e non superiore ai 1500.   »

Fai la tua domanda agli specialisti