Vaccino Anti Parotite bambini: cosa è, quando farlo, effetti indesiderati

Dottor Leo Venturelli A cura di Leo Venturelli - Dottore specialista in Pediatria

Tutte le informazioni sul vaccino anti parotite: cosa è, come funziona, quando vaccinare il neonato e come segnalare gli effetti indesiderati all'Agenzia del Farmaco.

Parotite

CHE COS’E’

Ha lo scopo di proteggere il bambino dalla parotite, popolarmente detta “orecchioni”. La malattia  è causata da un virus della famiglia dei Paramyxoviridae, che come il morbillo, può scatenare vere e proprie epidemie. Il sintomo caratteristico è il gonfiore nella zona parotidea che fa apparire i lati del viso tumefatti, con sporgenza delle orecchie (da qui il termine orecchioni). La parotite può avere come più grave complicazione una forma di meningite. Può inoltre causare perdita dell’udito di gravità variabile. Inoltre può avere come conseguenza l’infiammazione del pancreas (pancreatite) e, nei maschi, dei testicoli (orchite). Si trasmette attraverso le goccioline respiratorie e il virus è presente nella saliva fino a sette giorni prima e a nove giorni dopo la comparsa dei sintomi.

Come funziona il vaccino antiparotite

Contiene l’agente  infettivo vivo e attenuato, cioè trattato in modo da determinare lo sviluppo di anticorpi contro il virus, senza tuttavia scatenare la malattia. Nel momento in cui il virus della parotite entra in contatto con l’organismo di un bambino vaccinato viene bloccato dagli anticorpi circolanti prima che riesca a causare la malattia. 

Questo vaccino comprende sempre l’associazione di antimorbillo, antiparotite, antirosolia (TETRAVALENTE (MPRV)). Può essere associato anche al vaccino antivaricella, obbligatorio per i nati dal 2017.

Dove si effettua

Viene effettuata un’iniezione sottocutanea nella zona del braccio.

Chi lo deve fare

Attualmente la vaccinazione è obbligatoria. La sua obbligatorietà  è sottoposta a revisione ogni tre anni, sulla base dei dati epidemiologici e delle coperture vaccinali raggiunte.

E’ un vaccino sicuro?

E’ un vaccino estremamente sicuro che viene effettuato principalmente allo scopo di prevenire le complicazioni della parotite, che possono essere gravissime.

Il calendario vaccinale

  • La prima dose viene somministrata tra i 13 e i 15 mesi.
  • La seconda dose tra i 5 e i 6 anni di età.

Possibili effetti indesiderati

  • Febbre (38,5°C o più alta), anche a distanza di 10-12 giorni)
  • Arrossamento, dolore, gonfiore nel sito di iniezione
  • Eruzione cutanea (inclusa eruzione cutanea simile a quella del morbillo)
  •  Ecchimosi nel sito di iniezione

Immunizzazione

Come gli altri vaccini, questa vaccinazione può non proteggere completamente tutti i bambini vaccinati.  Se il bambino che deve essere vaccinato è già stata esposto al virus della parotite, ma non è ancora malato, la vaccinazione potrebbe non essere sufficiente per prevenire la comparsa delle malattie.

Quando rimandare la vaccinazione

La vaccinazione va rimandata se il bambino presenta una malattia con febbre superiore a 38,5°C; mentre una febbre lieve non è di per sé motivo per rimandare la vaccinazione. La vaccinazione può essere somministrata anche se il bambino è stato recentemente in contatto (entro i 3 giorni precedenti) con casi di parotite e che può quindi trovarsi nella fase di incubazione della malattia. Tuttavia, in questi casi è possibile che il vaccino non riesca a prevenire la comparsa della parotite.

A chi segnalare reazioni causate dal vaccino

Eventuali reazioni avverse al vaccino, anche diverse da quelle elencate, si possono segnalare all’Agenzia del Farmaco 

Fonti / Bibliografia

Pubblicato il 18.2.2020 Aggiornato il 19.2.2020
Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Le domande della settimana

Ragazzina con tosse secca e stizzosa che non passa

15/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

Se le terapie effettuate contro la tosse non portano risultati e se gli accertamenti effettuati per capire le cause della tosse non hanno fatto emergere nulla, occorre pensare che il sintomo abbia un'origine psicosomatica, eventualità non certo rara in adolescenza.   »

Bimbo di tre anni che respinge la nonna che lo ha cresciuto

12/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Serena Mongelli

Può capitare che il bambino cambi improvvisamente atteggiamento nei confronti di qualcuno che si è sempre preso cura di lui. Quando succede non è consigliabile metterla sul piano personale mentre è opportuno mantenere nei suoi confronti un comportamento sereno, accogliente, affettuoso.   »

Gravidanza inaspettata e assunzione di molti alcolici

12/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Floriana Carbone

Nella maggior parte dei casi, i comportamenti rischiosi assunti prima di sapere che la gravidanza è iniziata o determinano un aborto spontaneo oppure non causano alcun danno all'embrione. Si tratta della cosiddetta "legge del tutto o del nulla".   »

Allattamento: che fare se il bambino rifiuta uno dei due seni?

07/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Giovanna Sottini, puericultrice e maternal personal trainer

La preferenza per una delle due mammelle può dipendere dal fatto che il bambino si trova meglio in una posizione piuttosto che nell'altra. Esiste, comunque, un modo per "ingannarlo" affinché inizi a succhiare da entrambi i seni.   »

Mamma e papà con influenza forte: è giusto affidare il neonato alla nonna?

05/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

La scelta di allontanare un figlio appena nato quando si è colpiti da una malattia altamente contagiosa è saggia e si può escludere che induca il bambino a non volere più la mamma una volta guarita.   »

Fai la tua domanda agli specialisti