Vaccino antipolio bambini: cosa è, quando farlo, effetti indesiderati

Dottor Leo Venturelli A cura di Leo Venturelli - Dottore specialista in Pediatria

Tutte le informazioni sul vaccino antipolio: cosa è, come funziona, quando vaccinare il neonato e come segnalare gli effetti indesiderati all'Agenzia del Farmaco.

Vaccino antipolio bambini: cosa è, quando farlo, effetti indesiderati

CHE COS’E’

Protegge dalla poliomielite, temibile malattia nota anche come “paralisi infantile” di cui è responsabili alcuni virus estremamente aggressivi per l’uomo:   i poliovirus 1; 2 e 3, appartenenti alla famiglia degli Enterovirus. Grazie all’ampia diffusione del vaccino, poche sono ormai le zone del mondo dove si registra la malattia. Si verificano invece numerosi casi nei gruppi che rifiutano la vaccinazione, come gli Amish nei Paesi Bassi e negli Usa. In Italia la poliomielite è scomparsa grazie all’obbligatorietà della vaccinazione, introdotta nel 1965. In Italia, gli ultimi due casi di poliomielite dovuta al virus risalgono al 1982: i due bambini colpiti non erano stati vaccinati.

Come funziona il vaccino antipolio

Contiene l’antigene (agente infettivo) inattivato, che ha la peculiarità di stimolare le difese immunitarie rendendole capaci di difendersi dal virus, senza però scatenare la malattia. L’antipolio viene somministrata insieme alla vaccinazione contro difterite, tetano, pertosse, epatite B, infezioni da Haemophilus influenzae di tipo b (esavalente).

Dove si effettua

Il vaccino antipolio viene inoculato in un muscolo, in genere nella coscia dei bambini fino a due anni di età o nella parte superiore del braccio nei bambini più grandi.

Chi la deve fare

E’ obbligatoria per tutti i bambini.

Quando fare vaccino antipolio

Secondo il calendario vaccinale, la prima dose viene effettuata  all’inizio del terzo mese di vita (dal 61° giorno di vita), in associazione con difterite, tetano, pertosse, epatite B, haemophilus influenzae tipo b (esavalente).

La seconda dose, sempre in forma esavalente, viene effettuata  all’inizio del quinto mese di vita (dal 121° giorno di vita).

La terza dose viene effettuata, sempre in forma esavalente, a 11 mesi compiuti.

E’ un vaccino sicuro?

La sicurezza di questo vaccino, usato da oltre 50 anni, è massima, soprattutto da quando il vaccino orale, detto Sabin (dal nome del medico che lo mise a punto), è stato sostituito in Italia dall’anno 2002 con il vaccino intramuscolare Salk (dal nome dello scienziato che lo mise a punto). In passato erano stati infatti documentati casi di polio dovuti al vaccino Sabin, vivo, attenuato e somministrato per via orale. Oggi è stato ampiamente dimostrato che nessun caso di poliomielite può avere come causa l’inoculazione del vaccino intramuscolare. Uno dei grandi vantaggi legato a questa vaccinazione è da ricercarsi nella cosiddetta “herd immunity”, locuzione inglese che sta per immunizzazione di gregge, ovvero capacità di indurre un’immunità protettiva nella popolazione generale, anche quando non tutti gli individui sono vaccinati. Gli effetti indesiderati sono rarissimi, spesso se compaiono dopo la vaccinazione è possibile che dipendano da uno degli altri cinque preparati somministrati in associazione.

Possibili effetti indesiderati

  • Febbre
  • Dolore al sito di iniezione
  • Rossore al sito di iniezione
  • Comparsa di una masserella nel punto di iniezione
  • Apnea in bambini molto prematuri (settimane di gestazione ≤ 28)

Immunizzazione

Un mese dopo la somministrazione delle tre dosi della vaccinazione, la protezione è del 100 per 100 per i poliovirus 1 e 3 e solo lievemente più bassa (dal 99 al 100 per 100) per il poliovirus 2.

Quando rimandare la vaccinazione

La vaccinazione deve essere posticipata in caso di malattie febbrili o di disturbi, anche senza febbre, in fase acuta. Il solo raffreddore generalmente non suggerisce di  rinviare la vaccinazione, comunque è sempre meglio rimettersi alla decisione del pediatra curante.

A chi segnalare reazioni causate dal vaccino

Eventuali reazioni avverse al vaccino, anche diverse da quelle elencate, si possono segnalare all’Agenzia del Farmaco 

Pubblicato il 19.2.2020 Aggiornato il 19.2.2020
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