Variante Omicron, difendersi con i consigli dei medici di famiglia

Roberta Raviolo A cura di Roberta Raviolo

Contro la nuova variante Omicron, i medici di Medicina generale hanno diffuso una serie di indicazioni importanti per limitarne la diffusione e prevenire complicanze. A cominciare dai medici stessi

Variante Omicron, difendersi con i consigli dei medici di famiglia

La variante Omicron diffusa in questo periodo è altamente contagiosa e ha sintomi vaghi, simili a un comune raffreddore. Per questo è facile sottovalutarla, essere positivi senza saperlo e quindi contribuire alla diffusione. Senza contare la presenza contemporanea della variante Delta. In questo scenario, la Simg, la Società italiana di medicina generale e delle cure primarie attraverso un documento, ricorda la responsabilità che ciascuno di noi ha sia per difendersi dalla variante Omicron, sia per limitare il contagio verso gli altri.

Una variante poco conosciuta

Il documento contiene suggerimenti e regole da seguire per consentire in sicurezza lo svolgimento dell’attività assistenziale negli studi dei Medici di Famiglia con norme di comportamento utili sia ai medici sia ai cittadini. Difendersi dalla variante Omicron non è facile, perché si conosce ancora poco. I contagi sono in aumento, la corsa al tampone è presente in tutte le regioni, senza che vi sia sempre un’offerta corrispondente, il tracciamento dei positivi è saltato. Chi ha avuto l’immunità grazie all’infezione da variante Delta può essere reinfettato da Omicron, i cui tempi di incubazione sono ancora incerti. I vaccini restano la migliore arma di difesa, purché con tre dosi. È comunque essenziale non abbassare la guardia.

Dal medico solo per urgenze

La Simg invita i cittadini a frequentare gli studi medici solo per reali necessità che non possono essere rimandate e, in caso, evitando affollamenti in sala di attesa e all’ingresso. Per le ricette per cure abituali è meglio telefonare o scrivere una  mail, così come per la trasmissione di risultati di accertamenti diagnostici e consulenze. I medici raccomandano di aggiornare regolarmente gli stadi vaccinali, visto che la 3a dose si conferma estremamente efficace nel proteggere dalle forme cliniche serie di Covid-19. Infatti evita complicazioni polmonari e ricoveri se contagiati. In caso di sintomi anche lievi che possano far pensare al Covid è necessario isolarsi e contattare tempestivamente il proprio medico, il cui consulto è indispensabile prima di intraprendere qualsiasi iniziativa personale.

Se si deve andare in studio

Gli studi medici devono restare aperti e funzionanti per le necessità degli assistiti. L’accesso deve essere programmato e limitato solo a chi indossa la mascherina e dopo igienizzazione delle mani. L’ideale sarebbe che ciascuno studio potesse attivare sistemi di rilevazione della temperatura. La distanza in sala d’attesa tra ogni individuo deve essere deve essere superiore a 2 metri e la permanenza non deve superare i 15 minuti. Altre prassi da adottare per difendersi dalla variante Omicron sono frequente areazione dei locali, disinfezione di tutte le superfici (quindi sedie, tavoli, maniglie) con disinfettanti a base di cloro, l’uso di precauzioni standard (come le mascherine FFP2) per la diffusione delle malattie trasmissibili per via aerea.

In caso di sospetta infezione

Nel caso in cui una persona presente in studio presenti sintomi respiratori, simil influenzali o febbre, deve essere immediatamente munito di mascherina FFP2, isolato dagli altri o, ancor meglio, rinviato a casa propria. Ogni assistito che accede allo studio deve essere trattato sempre come caso sospetto e si dovrà effettuare un’indagine epidemiologica sui contatti degli ultimi giorni, richiedendo un tampone molecolare laddove ritenuto opportuno. I cittadini con sintomi sospetti o confermati con Covid-19 devono essere gestiti a distanza nei limiti del possibile. Se hanno bisogno di visita a domicilio, devono essere adottate scrupolosamente misure precauzionali con tutti i dispositivi di protezione individuale come mascherina FFP2/FFP3, guanti, occhialini, camice monouso. Inoltre il medico deve avere con sé solo la strumentazione strettamente necessaria (fonendoscopio, sfigmanometro, pulsossimetro o saturimetro, carta e penna) in una borsa da disinfettare successivamente, così come tutte le attrezzature. I famigliari non devono restare vicino al sospetto malato.

 

Da sapere

I FARMACI DISPONIBILI

In attesa che le autorità approvino i nuovi farmaci antivirali, i medici di famiglia hanno un ruolo fondamentale anche nella attivazione del tracciamento e nell’indirizzare le persone vulnerabili alla somministrazione degli anticorpi monoclonali, unico strumento terapeutico oggi a disposizione. La gestione inizia con la valutazione immediata dell’indice di fragilità per  l’inizio del trattamento entro 5 giorni, e comunque non oltre 10 giorni dall’inizio dei sintomi.

Fonti / Bibliografia

Pubblicato il 31.12.2021 Aggiornato il 31.12.2021
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