Emergenza virus sinciziale in Piemonte: sintomi, prevenzione e cure nei bambini

Roberta Raviolo A cura di Roberta Raviolo, con la consulenza di Fabrizio Pregliasco - Dottore specialista in Infettivologia

Aumento di casi in Piemonte: il Vrs è un virus responsabile di febbre, tosse e malesseri, secondo per diffusione dopo quello dell'influenza. Nei bambini può causare complicanze serie, come la bronchiolite.

virus sicinziale bambini

In Piemonte è emergenza pediatrica per il Virus Respiratorio Sinciziale (Vrs), che sta colpendo i bambini sotto i 4 anni più dell’influenza stagionale. Si contano oltre 90 ricoveri per insufficienza respiratoria acuta, di cui tre piccoli pazienti si trovano attualmente in terapia intensiva al Regina Margherita.

Il virus circola intensamente soprattutto tra i neonati non immunizzati con l’anticorpo monoclonale, strumento chiave per prevenire forme gravi di bronchiolite, mentre l’incidenza cala nelle altre fasce d’età.

Il virus sinciziale è un agente virale molto diffuso, che soprattutto con i primi freddi si diffonde facilmente negli ambienti chiusi e affollati. “È il secondo virus per diffusione nella stagione fredda, dopo quello dell’influenza stagionale ed è pericoloso soprattutto per i bambini piccoli perché può causare bronchiolite, un’infiammazione delle basse vie respiratorie che talvolta richiede il ricovero in ospedale” spiega il professor Fabrizio Pregliasco, virologo e docente di Igiene Generale e Applicata presso l’Università di Milano. “Inoltre può causare complicanze nelle persone anziane o con disturbi cronici”. Oggi esistono sistemi efficaci per prevenire le pericolose conseguenze del virus sinciziale.

Sintomi

Il virus sinciziale o, più correttamente Virus respiratorio sinciziale – Vrs può colpire in modo diverso a seconda della fascia di età. I sintomi comuni, che compaiono più frequentemente, sono:

  • tosse
  • febbre
  • starnuti
  • scolo nasale
  • respiro sibilante.

Nei neonati, di età inferiore ai sei mesi, i sintomi del virus sinciziale possono essere leggermente diversi:

  • mancanza di appetito
  • irritabilità
  • alterazioni nel ritmo respiratorio
  • apnee, ossia temporanee interruzioni della respirazione, che possono verificarsi soprattutto durante il sonno.

Nei bambini al di sotto dei cinque anni possono comparire:

  • respirazione affrettata
  • infezione generalizzata
  • problemi nella deglutizione

Negli adulti, sintomi caratteristici del virus sinciziale sono:

  • stanchezza
  • mal di testa
  • mal di gola
  • congestione nasale.

Come si cura

Le persone adulte o i bambini più grandi che non hanno problemi di salute riescono solitamente a superare l’infezione da virus sinciziale con riposo, alimentazione leggera e ricca di liquidi, eventualmente con farmaci suggeriti dal medico o dal farmacista per controllare i sintomi.

Per esempio, contro la febbre si può assumere paracetamolo, per la cefalea vanno bene ibuprofene, ketoprofene, naprossene. I classici suffumigi con acqua calda (sempre in presenza di un adulto se si propongono ai bambini) aiutano a umidificare la mucosa respiratoria e a liberarsi del catarro.

Solo se compare un’infezione di tipo batterico, come complicanza del virus sinciziale, può servire una cura con gli antibiotici, prescritta dal medico.

La cura del virus sinciziale nei bambini piccoli

“In un bambino molto piccolo, al di sotto dei due anni e soprattutto dei sei mesi, l’infezione da virus sinciziale può essere causa di bronchiolite, che impedisce gli scambi gassosi e quindi può portare a seri problemi respiratori” avverte il professor Fabrizio Pregliasco. “Per questo, nel caso di neonati e bambini piccoli, la cura prevede il ricovero in ospedale per qualche giorno”.

Il trattamento consiste in:

  • somministrazione di ossigeno per migliorare l’attività respiratoria
  • impiego di farmaci per combattere l’infiammazione dovuta all’infezione
  • nutrizione e idratazione con sondino o per via endovenosa.

Per i bambini piccoli, di recente sono stati introdotti tra le cure più innovative gli anticorpi monoclonali. Si tratta di molecole che hanno la capacità di combattere selettivamente il virus sinciziale, con meno effetti collaterali.

Nel nostro Paese, al momento è disponibile l’anticorpo monoclonale pavilizumab, un farmaco dispensato dalla struttura ospedaliera, solo per i neonati prematuri o per i bambini che rischiano serie complicanze in seguito a questa infezione. Un altro anticorpo monoclonale è nirsevimab, che viene somministrato come prevenzione, ossia per attivare le risposte dell’organismo.

Quando preoccuparsi

È importante contattare il pediatra (o il medico di medicina generale, nel caso degli adulti) se l’organismo non riesce a combattere da solo il virus. In questo caso compaiono sintomi come:

  • difficoltà di respirazione
  • respiri affrettati
  • debolezza
  • inappetenza
  • colorazione bluastra delle mucose
  • lunghe e frequenti pause respiratorie
  • scarsa produzione di urine.

L’eventuale ricovero in ospedale riesce a risolvere i disturbi nella maggior parte dei casi.

Come prevenire il contagio

Per i bambini piccoli è disponibile l’anticorpo monoclonale nirsevimab che funziona come “vaccino”, nel senso che prepara le difese dell’organismo a riconoscere il virus.

Molte Regioni italiane, come la Lombardia, da quest’anno offrono gratuitamente questo farmaco in una singola dose da 50 mg (per bambini con peso corporeo inferiore ai 5 kg) o da 100 mg (per bambini con peso corporeo uguale o superiore ai 5 kg), in iniezione intramuscolare, nella parte anteriore laterale della coscia, insieme alle vaccinazioni previste per l’infanzia o in qualunque momento. Per informazioni ci si può rivolgere al proprio pediatra, ai centri vaccinali o al punto nascita dell’ospedale in cui è venuto al mondo il bambino. L’efficacia è di circa cinque mesi, arrivando a coprire la stagione del virus sinciziale.

5 regole da seguire per evitare il virus

Gli accorgimenti utili per l’influenza sono importanti anche per evitare che i bambini e in generale le persone con un sistema immunitario poco efficiente possano entrare in contatto con il virus sinciziale.

È importante:

  1. lavare con cura le mani
  2. indossare la mascherina se si hanno sintomi come raffreddore, tosse, mal di gola
  3. evitare i contatti ravvicinati con gli altri se non si sta bene
  4. evitare lo scambio di oggetti in comune
  5. osservare una corretta pulizia degli ambienti in cui soggiorna una persona con sintomi.

Sono allo studio, non ancora disponibili nel nostro Paese, alcuni vaccini contro il virus sinciziale, destinati agli anziani e alle donne in gravidanza, per immunizzare i neonati ancora nel ventre materno e nei primi mesi di vita.

 

In breve

Lavare bene le mani, evitare i contatti con bambini e persone fragili se si hanno sintomi da raffreddamento può aiutare a limitare la diffusione del virus sinciziale, che colpisce adulti e bambini, ma che può essere pericoloso se contratto da neonati o bambini molto piccoli.

 

Fonti / Bibliografia

Pubblicato il 11.2.2026 Aggiornato il 11.2.2026
Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Le domande della settimana

24 ore senza pillola: sono ancora protetta?

28/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Gaetano Perrini

In caso di mancata assunzione del contraccettivo orale per più di 12 ore dall'ora consueta, è opportuno saltare l'intervallo tra una confezione e l'altra, dopo aver comunque assunto, anche se in ritardo, la pillola dimenticata.   »

Placenta previa: può ripresentarsi anche nella seconda gravidanza?

28/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Le donne che hanno avuto la placenta previa in una prima gravidanza in effetti hanno maggiori probabilità che la condizione si ripresenti nelle gravidanze successive. Ma, comunque, non è automatico che accada.   »

6^ settimana e l’embrione in ecografia non si vede: cosa sta succedendo?

28/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

In effetti, in sesta settimana e con un valore delle beta superiore a 5000 l'ecografo dovrebbe visualizzare l'embrione con attività cardiaca. Ma se il ginecologo curante ritiene che la gravidanza sia iniziata più tardi dell'epoca presunta si può ancora sperare che stia andando tutto bene.  »

TSH alto in gravidanza: c’è da preoccuparsi?

28/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Gianni Bona

Un valore molto alto del TSH richiede un attento monitoraggio della situazione da parte di uno specialista in endocrinologia, nonché l'assunzione dell' Eutirox.   »

Ridatazione della gravidanza gemellare e grande differenza di crescita tra i due bambini

28/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Augusto Enrico Semprini

Una gravidanza gemellare in cui uno dei due bambini si sviluppa in maniera più che soddisfacente mentre l'altro ha uno scarso accrescimento deve essere seguita con grandissima attenzione, secondo i protocolli delle gestazioni ad alto rischio.   »

Toxoplasmosi: si può stare tranquille con le IgG e le IgM positive?

24/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Fabrizio Pregliasco

La positività delle IgG esprime l'immunità nei confronti della toxoplasmosi. La conferma si ottiene con il "test di avidità".   »

La pillola funziona dopo un mese?

24/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisabetta Canitano

Quando si comincia a prendere la pillola, si può contare fin da subito sulla sua azione contraccettiva, se si assume a partire dal primo giorno di arrivo delle mestruazione.   »

OKI (ketoprofene): perché non si può prendere in gravidanza?

20/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Tutti i FANS (per esempio ibuprofene, acido acetilsalicilico, ketoprofene, nimesulide) sono sconsigliati in gravidanza, in particolare a partire dal secondo trimestre, perché possono provocare un grave danno al cuore del feto: la chiusura prematura del dotto di Botallo.   »

Sintomi di gravidanza ma poi le mestruazioni sono arrivate: perché?

17/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Nausea, capogiri e altri sintomi che si manifestano nelle prime settimane successive al concepimento possono anche essere anche dovuti a una ragione diversa dalla gravidanza.   »

Bimbo di 4 anni che suda tantissimo di notte: cosa può essere?

17/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

L'eccessiva sudorazione notturna può essere dovuta a una cena troppo ricca di carboidrati, a un ambiente eccessivamente caldo, ma anche solo a una predisposizione individuale influenzata dalla familiarità.   »

Fai la tua domanda agli specialisti