Chirurgia estetica: 65% in regime di day surgery

Alberta Mascherpa A cura di Alberta Mascherpa Pubblicato il 09/01/2015 Aggiornato il 09/01/2015

Poche ore e poi a casa. Più della metà degli interventi di chirurgia estetica avviene in ambulatorio. Ma sono sicuri?

Chirurgia estetica: 65% in regime di day surgery

In Italia il 65% degli interventi di chirurgia estetica è in regime di day surgery. Ma questo dato secondo l’Associazione italiana di chirurgia plastica estetica (Aicpe) non deve spaventare: le strutture dove vengono fatti gli interventi, anche se non sono ospedali e cliniche, sono controllate e sicure. Anche nel resto del mondo, peraltro, la maggior parte degli interventi avvengono in ambulatori chirurgici o strutture di day surgery e non in cliniche.

I controlli non mancano

Secondo gli esperti dell’Aicpe si tratta di strutture sicure e controllate periodicamente dalle Asl che devono garantire altissimi livelli di qualità per aprire e per poter operare. È sbagliato, quindi, farsi intimorire dal dato che parla di un 65% di interventi di chirurgia estetica in regime di day surgery: l’Italia non è una sorta di Far West della chirurgia estetica dove i medici operano in sale operatorie improvvisate e in condizioni pericolose. Certo, ci sono anche queste realtà ma sono una minoranza dalla quale è importante, comunque, prendere le distanze onde evitare qualsiasi rischio.

Il compito di Asl e carabinieri

Secondo il segretario dell’Aicpe, Pierfrancesco Cirillo, in Italia sono centinaia le strutture private di day surgery e di chirurgia ambulatoriale che danno lavoro a migliaia di persone ed erogano altrettanti interventi chirurgici ogni anno. I controlli sull’esistenza dei requisiti necessari alla loro attività spettano in prima battuta alle Asl che, con il servizio tecnico ispettivo verificano severamente prima del rilascio di un’autorizzazione, e in seconda battuta ai carabinieri del Nas, che effettuano controlli a campione per monitorare l’attività delle suddette strutture. Esistono poi da anni regole e linee guida che prevedono come certi interventi possono essere eseguiti in tutta sicurezza in regime ambulatoriale o di day surgery.

Disparità a livello regionale

I regolamenti, però, non sono uniformi e variano da regione e regione: l’Aicpe è stata la prima a denunciare questa situazione auspicando che si possano rendere omogenei i criteri per il rilascio dell’autorizzazione a livello nazionale. Del resto la percentuale di mortalità in chirurgia estetica è molto bassa: lo 0,02%. I rischi ci sono e sono legati al fatto che la chirurgia estetica, come tutta la chirurgia, presenta dei pericoli che non possono essere previsti. Non deve, quindi, destare preoccupazione il fatto che il 65% degli interventi di chirurgia estetica sia fatto in regime di day surgery: se le strutture sono autorizzate e il chirurgo opera con serietà e professionalità, i rischi possono essere gli stessi di quelli di una struttura ospedaliera. 

In breve

AMBULATORIO NON È SINONIMO DI SCARSA SICUREZZA

In Italia il 65% degli interventi di chirurgia estetica avviene in regime di day surgery. Un dato che secondo l’Associazione italiana di chirurgia plastica estetica non deve destare nessuna preoccupazione dal momento che le strutture dove si opera sono controllate e, quindi, sicure.   

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