Denti bianchi, il sogno (costoso) di molti italiani

Alberta Mascherpa A cura di Alberta Mascherpa Pubblicato il 08/08/2017 Aggiornato il 08/08/2017

Sono molti gli italiani che vorrebbero denti bianchi. E arrivano a spendere 30 milioni di euro all’anno. Attenzione, però: i trattamenti sbiancanti possono fare danni

Denti bianchi, il sogno (costoso) di molti italiani

Cosa può rovinare il selfie perfetto delle vacanze? I denti ingialliti. Un incubo per circa 120mila italiani che ogni anno spendono 30 milioni di euro in trattamenti sbiancanti ai quali va aggiunto un altro milione di euro in dentifrici, collutori e kit fai da te per avere denti bianchi. 

Scontento il 50% degli italiani

Secondo i dati pubblicati dall’Italian Dental Journal, oltre il 50% degli italiani è insoddisfatto del colore dei propri denti e così ogni anno in Italia circa 120 mila persone si sottopongono a trattamenti in studio o a casa per ritrovare un sorriso smagliante. Ma cosa rende i denti gialli? Molto dipende dalla predisposizione: alcune persone hanno una colorazione più scura di altre. Anche l’assunzione di antibiotici durante l’infanzia può accentuare le discromie giallo-brune. Poi ci sono fattori secondari che colorano i denti come il fumo di sigarette, il caffè e la scarsa igiene orale. 

Quali trattamenti

I trattamenti per avere denti bianchi non sono tutti uguali e i rischi di danneggiare lo smalto ci sono. Sia una seduta in uno studio dentistico fatta male sia i vari trattamenti sbiancanti fai-da-te possono dare problemi di sensibilità. Per ottenere la rimozione delle discromie, infatti, viene utilizzato il perossido che agisce sullo smalto e sul dente, rendendolo più sensibile e questo può comportare fastidio e dolore quando si assumono cibi acidi o freddi o anche semplicemente con il passaggio dell’aria fredda. Talvolta l’unica soluzione è devitalizzare il dente.

Chi più spende… meno spende

Sottoporsi a trattamenti low cost equivale a buttare soldi: si esce soddisfatti dallo studio dentistico, ma dopo una settimana- dieci giorni, i denti bianchi tornano come prima. Meglio, quindi, affidarsi a mani esperte e a protocolli che permettono di ottenere risultati efficaci senza danneggiare i denti. Uno di questi prevede due sedute durante le quali, dopo una profonda pulizia per eliminare tartaro e placca, viene applicato un gel sui denti che viene fotoattivato attraverso una luce a ultravioletti, dopo aver isolato le gengive per evitare possibili irritazioni. Per conservare il risultato e riportare il dente in condizioni sane, alla fine della seconda seduta viene consegnato un kit con un dentifricio contro la sensibilità e un gel per remineralizzare lo smalto da utilizzare a casa. Una volta ogni 15 giorni, poi, occorre applicare delle mascherine sbiancanti realizzate in base alla morfologia dei denti: così il risultato dura circa un anno soprattutto se ci si impegna a evitare fumo, caffè, tè e liquirizia nei giorni successivi alle sedute.

 

 
 
 

Da sapere!

Il costo di un trattamento sbiancante dal dentista è di circa 600 euro e comprende pulizia iniziale, le due sedute e il kit domiciliare.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Le domande della settimana

Vaccino pertosse-difterite-tetano: quando farlo in gravidanza?

11/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

La vaccinazione anti pertosse-difterite-tetano va effettuata tra la 28^ settimana di gestazione e prima della 36^ settimana, in modo da dare al corpo della della donna il tempo di produrre gli anticorpi specifici che poi passeranno attraverso la placenta per proteggere il neonato.   »

Mamma con herpes: c’è il rischio che il lattante venga contagiato?

09/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

La possibilità che un'infezione da herpes venga trasmessa da mamma a bambino esiste, ma alcuni accorgimenti possono limitare questa possibilità.   »

Crisi di rabbia e urla in gravidanza: ci sono pericoli per il bambino?

09/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Arrabbiarsi e urlare può capitare anche alle donne che aspettano un bambino: fortuna vuole che il liquido amniotico attutisca i suoni provenienti dall'esterno, proteggendo il feto da quello che all'esterno produce, invece, un forte impatto acustico.   »

Inizio gravidanza e raggi X

03/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Marcello Orsi

Nelle primissime fasi della gravidanza, vige la legge del "tutto o nulla" vige anche in radiobiologia.   »

Le mestruazioni non arrivano, ma il test di gravidanza è negativo: perché?

26/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Le ragioni per le quali ci si può trovare in presenza di amenorrea sono numerose: solo un controllo ginecologico permette di capire perché le mestruazioni non arrivano, una volta esclusa la gravidanza.   »

Immune alla toxoplasmosi: si deve comunque ripetere l’esame tutti i mesi?

26/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Una volta appurato che le IgG, cioè gli anticorpi "memoria", sono maggiori di 2 non c'è alcun bisogno di ripetere il toxo-test ogni mese perché il risultato indica un'immunità permanente nei confronti dell'infezione.   »

Ragazzina con tosse secca e stizzosa che non passa

15/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

Se le terapie effettuate contro la tosse non portano risultati e se gli accertamenti effettuati per capire le cause della tosse non hanno fatto emergere nulla, occorre pensare che il sintomo abbia un'origine psicosomatica, eventualità non certo rara in adolescenza.   »

Incinta a 42 anni: quali rischi?

20/03/2020 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

È possibile che una gravidanza che inizia in età avanzata non vada a buon fine esclusivamente per questioni anagrafiche, ma lo è anche che tutto proceda per il meglio.  »

Fai la tua domanda agli specialisti